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Licodia Eubea: il borgo degli Iblei tra archeologia, castelli, grotte e sapori antichi

  • Sicilia
Licodia Eubea: cosa vedere nel borgo degli Iblei

Licodia Eubea è uno di quei borghi siciliani che non si raccontano con una sola immagine. Non basta dire che si trova in provincia di Catania, non basta ricordare i ruderi del Castello Santapau, non basta parlare della patacò, il piatto povero ricavato dalla farina di cicerchia.

Licodia Eubea è un luogo più complesso: un paese dell’entroterra, adagiato sui Monti Iblei, dove archeologia, Medioevo, barocco, grotte rupestri, paesaggi agricoli e cucina tradizionale convivono in uno spazio sorprendentemente ricco.

È un borgo che non appartiene alla Sicilia più rumorosa. Non è mare, non è turismo di massa, non è cartolina facile. È una Sicilia più interna, più silenziosa, ma anche più profonda. Una Sicilia fatta di pietra, colline, chiese antiche, campi coltivati, memoria contadina e tracce archeologiche che raccontano una frequentazione millenaria del territorio.

Licodia Eubea si trova nella Sicilia sud-orientale, nell’area degli Iblei, e il suo territorio conserva testimonianze molto antiche: la Città Metropolitana di Catania ricorda la presenza di tombe sicule e l’identificazione tradizionale del sito con l’antica Euboia, colonia leontinese fondata nel 650 a.C.; lo stesso ente segnala anche il ruolo del borgo medievale e del castello, citato in documenti del XIII secolo.

Dove si trova Licodia Eubea

Licodia Eubea è un comune della città metropolitana di Catania, collocato nell’entroterra sud-orientale della Sicilia, in una zona di passaggio tra il Calatino, i Monti Iblei e le prime aperture verso il Ragusano. Il borgo si trova in posizione collinare, tra paesaggi agricoli e rilievi che spiegano bene la sua vocazione storica: controllo del territorio, agricoltura, percorsi interni, legami con Vizzini, Mineo, Caltagirone e l’area iblea.

Il portale dedicato al Parco Letterario Verga-Capuana descrive Licodia Eubea come un borgo antico situato sulle colline fra Vizzini e Mineo, con una forte identità agricola e un profondo rapporto con il paesaggio. Questo dettaglio è importante perché aiuta a capire il carattere del paese: non un centro isolato, ma un tassello di un’area culturale e rurale molto significativa della Sicilia orientale.

Le origini: Eubea, Licodia e una storia antichissima

La storia di Licodia Eubea è stratificata. Il nome stesso mette insieme due elementi: “Licodia” ed “Eubea”. Quest’ultimo richiama la tradizione che collega il territorio all’antica Euboia, fondata dai Calcidesi di Lentini. È una identificazione storicamente discussa e da trattare con prudenza, ma resta centrale nella memoria del paese e nella sua autorappresentazione culturale. La Città Metropolitana di Catania segnala proprio questa tradizione, insieme alle tracce archeologiche pre-greche e medievali del territorio.

Il dato certo è che l’area fu abitata molto prima dell’età moderna. Le testimonianze archeologiche del territorio sono tali da rendere Licodia Eubea un punto interessante per chi ama la Sicilia antica. Il Museo Civico Archeologico “Antonino Di Vita”, indicato dal Ministero della Cultura tra i luoghi culturali del territorio, conserva reperti provenienti dagli scavi e dalle ricognizioni locali.

Il museo è particolarmente importante perché permette di leggere Licodia Eubea non solo come borgo medievale o barocco, ma come territorio abitato e frequentato fin dalla preistoria e poi inserito nei circuiti culturali della Sicilia greca e indigena. Secondo le ricostruzioni pubblicate da Archeologia Voce del Passato, il museo è articolato in sezioni dedicate alla fase più antica dell’insediamento, all’abitato arcaico e al centro indigeno ellenizzato, oltre ai materiali d’importazione e alle ceramiche locali legate alla cosiddetta “facies di Licodia Eubea”.

Il Castello Santapau: il simbolo del borgo

Il monumento più scenografico di Licodia Eubea è senza dubbio il Castello Santapau. Oggi ne restano ruderi, ma la sua posizione dominante sul centro abitato conserva ancora un forte valore simbolico. Il castello sorge sul colle che domina il paese e racconta la funzione strategica che Licodia ebbe nel controllo del territorio.

Le origini della fortezza vengono generalmente ricondotte al periodo bizantino, mentre il castello compare nei documenti della Cancelleria Angioina nel 1274. Archeoclub Licodia ricorda che le rovine si trovano su un rilievo calcarenitico e dominano il centro storico della cittadina, sul versante nord-occidentale dei Monti Iblei.

Il nome Santapau rimanda alla famiglia catalana che ebbe un ruolo fondamentale nella storia del borgo. Il FAI ricorda che Ughetto Santapau ottenne il castello nel contesto delle vicende politiche della Sicilia aragonese e che i Santapau ressero le sorti di Licodia fino al 1618, quando il marchesato passò poi alla linea Ruffo Santapau.

Salire verso i ruderi del castello significa guardare Licodia dall’alto. Anche se la struttura è segnata dal tempo e dal terremoto del 1693, il sito conserva il fascino dei luoghi incompiuti: mura, pietra, panorama e memoria si fondono in una visita breve ma intensa.

Il centro storico e le chiese

Il centro storico di Licodia Eubea merita una visita lenta. Non va attraversato cercando soltanto il monumento più famoso: bisogna osservare le strade, i palazzi, le chiese, le piazze e quel rapporto costante tra abitato e roccia che caratterizza molti borghi dell’entroterra ibleo.

Tra gli edifici religiosi più importanti c’è la Chiesa Madre di Santa Margherita, patrona della città. La Diocesi di Caltagirone ricorda che la chiesa, ricostruita dopo il terremoto, fu consacrata il 18 luglio 1738 dall’arcivescovo di Siracusa Matteo Trigona e da allora porta il titolo di Chiesa Matrice e Basilica Arcipresbiterale.

Da vedere anche la Chiesa del Crocifisso, detta pure Chiesa dell’Ospedale o della Trinità. Fu edificata nel 1607 durante il regno di Filippo III di Spagna e sotto il marchesato di Vincenzo Santapau, per iniziativa di Don Ascenzio De Pisanis. La chiesa avrebbe sostituito una cappella rupestre dedicata alla Santissima Trinità ed era legata a una struttura ospedaliera già attiva nel Cinquecento.

Un altro luogo interessante è Palazzo Mugnos-Vassallo, inserito anche nell’elenco dei luoghi da visitare del portale digitale del Comune di Licodia Eubea. Lo stesso portale segnala, tra i punti di interesse, anche la Chiesa di Santa Lucia, la Chiesa del Bianchetto, le Grotte dei Santi, la Necropoli di Piazza Margherita e il Lago Dirillo.

La Grotta dei Santi: il volto rupestre di Licodia Eubea

Uno dei luoghi più affascinanti del territorio è la Grotta dei Santi. Si trova in contrada Alia, presso il fiume Amerillo, ed è un complesso rupestre che racconta un’altra dimensione della storia licodiana: quella tardoantica e medievale, fatta di grotte, oratori, sepolture e vita religiosa in ambienti scavati nella roccia.

La Grotta dei Santi è un sito rupestre nel territorio di Licodia Eubea, situato sul Poggio dei Santi, in contrada Alia, a sud-est del paese e a circa 6 chilometri da Monterosso Almo; accanto al complesso si trovano altre cavità scavate nella roccia, note come “dieri dei Donari”, utilizzate in passato come abitazioni rupestri.

Il complesso fu sede di un piccolo gruppo cenobitico che, dopo il VI secolo, trasformò un’area cimiteriale cristiana in oratorio; in una delle grotte è presente un pannello pittorico con la Crocifissione, databile tra XII e XIII secolo.

La Grotta dei Santi è uno di quei luoghi che rendono Licodia Eubea molto più interessante di quanto possa sembrare a prima vista. Non è soltanto un borgo con un castello: è un territorio rupestre, archeologico e religioso, con tracce che attraversano secoli diversi.

Il Lago Dirillo: natura e silenzio nell’entroterra

Nei dintorni di Licodia Eubea si trova il Lago Dirillo, chiamato anche invaso Dirillo o diga Ragoleto. È un luogo che aggiunge una dimensione naturalistica al viaggio. Il paesaggio del lago sorprende perché introduce, nel cuore dell’entroterra, una presenza d’acqua ampia e silenziosa, circondata da colline e vegetazione.

Un documento della Regione Siciliana ricorda che il Lago Dirillo o Ragoleto fu realizzato nel 1962 a sud del centro abitato di Licodia Eubea, in contrada Ragoleto, attraverso lo sbarramento del corso d’acqua.

Il lago è una tappa consigliata per chi ama i paesaggi tranquilli, la fotografia, le passeggiate e le atmosfere meno note della Sicilia orientale. Non è il classico luogo turistico da grandi folle, ma proprio per questo conserva un fascino più raccolto.

Cosa mangiare a Licodia Eubea

La cucina di Licodia Eubea è uno dei punti forti del borgo. È una cucina dell’entroterra: agricola, povera nelle origini, nutriente e molto legata ai prodotti locali.

Il piatto più identitario è la patacò. La Fondazione Slow Food ricorda che a Licodia Eubea la cicerchia viene usata soprattutto come farina, chiamata appunto patacò, con cui si preparano piatti caldi e freddi, spesso abbinati a broccoli e salsiccia oppure fritti in olio bollente.

La patacò è la specialità locale per eccellenza: una farina ricavata dalla macina della cicerchia, oggi preparata soprattutto in occasione della sagra che si svolge generalmente nel mese di dicembre.

Accanto alla patacò, la tradizione gastronomica locale comprende prodotti dell’agricoltura, formaggi, salumi, mandorle e dolci tipici. Licodia Eubea ricade anche nell’areale dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP: il disciplinare indica il territorio di Licodia Eubea tra i comuni della provincia di Catania compresi nella zona di produzione.

Importante è anche l’uva da tavola, una delle principali fonti di reddito del territorio, insieme alla coltivazione di cereali e vigneti, oltre alla presenza della patacò tra i sapori tipici locali.

Cosa vedere nei dintorni

Licodia Eubea può diventare una tappa interessante di un itinerario nella Sicilia sud-orientale interna. Si può abbinare a Vizzini, legata alla memoria di Giovanni Verga; a Grammichele, con il suo impianto urbanistico esagonale; a Caltagirone, città della ceramica; oppure ai borghi iblei e ragusani come Monterosso Almo, Chiaramonte Gulfi e Giarratana.

Il legame con il paesaggio letterario è particolarmente interessante: il Parco Letterario Verga-Capuana inserisce Licodia Eubea in un contesto culturale legato al Verismo, alla vita agricola, alle comunità rurali e alla Sicilia interna che fece da sfondo umano e sociale a molte narrazioni dell’Ottocento siciliano.

Chi ama l’archeologia può invece costruire un percorso tra Museo Civico “Antonino Di Vita”, Grotta dei Santi, aree rupestri e siti del territorio. Chi preferisce la natura può raggiungere il Lago Dirillo. Chi cerca borghi e atmosfere autentiche può unire Licodia a Vizzini e Mineo, creando un itinerario lento e molto coerente.

Perché visitare Licodia Eubea

Licodia Eubea merita una visita perché è un borgo sorprendentemente ricco. Non ha una sola attrazione dominante, ma un insieme di elementi che lo rendono speciale: il Castello Santapau, il centro storico, la Chiesa Madre di Santa Margherita, la Chiesa del Crocifisso, la Grotta dei Santi, il Museo Civico Archeologico, il Lago Dirillo e una cucina identitaria come quella della patacò.

È una Sicilia diversa da quella più conosciuta. Una Sicilia interna, agricola, storica, rupestre e silenziosa. Una Sicilia che non si offre immediatamente, ma che premia chi ha voglia di cercare, leggere, camminare e ascoltare.

Licodia Eubea è questo: un borgo degli Iblei dove la pietra racconta, il paesaggio respira lentamente e la cucina conserva ancora il sapore delle cose antiche.

Mi chiamo Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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