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Caltagirone una delle più belle città della Sicilia

Caltagirone è famosa in tutto il mondo per la maestria e la creatività dei suoi ceramisti

Caltagirone, conosciuta anche come Cartaggiruni in siciliano, è un comune di circa 35.700 abitanti nella città metropolitana di Catania. È il centro principale del comprensorio Calatino e uno dei luoghi più affascinanti e originali di tutta la Sicilia.

Storia e geografia

Caltagirone si trova adagiata su tre colline, a 350 metri sul livello del mare, e assume dall’alto la forma di un’aquila dalle ali spiegate, figura ripresa anche nello stemma cittadino. Dista 89 km da Agrigento e 78 km da Palermo, nel cuore di quel territorio che gli arabi chiamarono Qal’at al Ganun, ovvero “Rocca dei Giganti”, per la posizione dominante che la città occupa tra la piana di Catania e il paesaggio collinare dell’entroterra.

Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio UNESCO insieme a quello delle altre cittadine del Val di Noto. La città che vediamo oggi porta ancora i segni profondi del terremoto del 1693, che la distrusse quasi interamente, e della successiva ricostruzione barocca che la ridisegnò con la sapienza e la grandiosità tipica del Settecento siciliano.

Ceramica di Caltagirone

La ceramica: un’arte che dura da tremila anni

Si narra che siano stati gli arabi, intorno all’800, a diffondere in Sicilia la magnifica arte della ceramica, e che Caltagirone sia stata la culla dei più esperti ceramisti dell’epoca. Ma in realtà le radici di questa tradizione affondano ancora più lontano: il legame di Caltagirone con la lavorazione della ceramica trae le proprie origini dai tempi dei Greci, e nel corso dei secoli si è sempre più consolidato fino a trasformare questa città nella Capitale della Ceramica siciliana.

La lavorazione è legata alla presenza dei calanchi argillosi nei dintorni della città, che conobbe un importante impulso durante la dominazione araba. Ogni dominazione che ha attraversato la Sicilia, normanna, sveva, aragonese, spagnola, ha lasciato tracce nei motivi decorativi, trasformando la ceramica di Caltagirone in un archivio visivo della storia dell’isola.

Camminando per le strade del centro si può toccare con mano questa tradizione viva: le botteghe e i negozi di ceramica sono presenti ovunque, lungo le vie principali e ai lati della grande scalinata. Non si tratta di souvenir per turisti frettolosi: sono pezzi autentici, realizzati con tecniche tramandate di padre in figlio, riconoscibili al primo sguardo per i colori dominanti del giallo, del verde e del blu.

Teste di moro di Caltagirone

Le Teste di Moro: bellezza e leggenda

Tra i simboli più celebri della ceramica di Caltagirone ci sono le Teste di Moro, vasi antropomorfi dalla storia malinconica. Le origini di questo simbolo risalgono a una leggenda ambientata intorno al 1100, nel periodo in cui i Mori dominarono in Sicilia. Si narra che un giovane conquistatore, passeggiando nel quartiere arabo della Kalsa a Palermo, si sia innamorato perdutamente di una fanciulla locale. La storia finì male, come spesso accade nelle leggende siciliane, e da quell’episodio nacque una forma artistica che ancora oggi racconta l’incrocio di culture che ha fatto grande questa terra.

Caltagirone - Scalinata di Santa Maria del Monte

La Scalinata di Santa Maria del Monte

È il cuore pulsante di Caltagirone, il simbolo che tutto il mondo riconosce. Fu costruita nel 1606 al fine di collegare la parte antica della città alla nuova città costruita nella parte alta. La scalinata, lunga oltre 130 metri, è fiancheggiata da edifici balconati ed è oggi uno dei monumenti identificativi della città.

Dal 1954 è interamente decorata, nelle alzate dei gradini, con mattonelle di ceramica policroma prodotte dalla Maioliche Artigianali Caltagironesi. I temi figurativi, floreali o geometrici, rappresentano lo stile arabo, normanno, svevo, angioino-aragonese, chiaramontano, spagnolo, rinascimentale, barocco, settecentesco, ottocentesco e contemporaneo. Salire quei 142 gradini significa attraversare dieci secoli di storia siciliana, un gradino alla volta.

In cima si trova la Chiesa di Santa Maria del Monte, l’antica Matrice, che conserva un prezioso dipinto duecentesco della Madonna di Conadomini, ancora oggi particolarmente venerata durante il mese di maggio.

Gli eventi: quando la scalinata si illumina

La scalinata non è mai uguale a se stessa. Cambia con le stagioni, si trasforma con le feste, si accende di luce e di colore in momenti precisi dell’anno che vale la pena conoscere prima di pianificare una visita.

Dal 12 maggio al 6 giugno si svolge La Scala Infiorata: migliaia di piantine in vasetto vengono sistemate sui gradini per comporre un determinato tema decorativo, in omaggio alla Madonna di Conadomini, compatrona della città. L’effetto è di straordinaria poesia: la pietra e la maiolica scompaiono sotto un tappeto di petali.

Il momento più magico, però, è quello delle illuminazioni notturne, il 24-25 luglio e il 14-15 agosto. La sistemazione a disegno prestabilito delle luminarie presuppone un mese di preparazione. Gli addetti se ne tramandano l’arte di padre in figlio. Il momento della collocazione delle quattromila lucerne, i coppi, avviene nel più rigoroso silenzio: è il capomastro a dirigere la “chiamata” del disegno. Emozionante è il momento dell’accensione: uomini e ragazzi appostati lungo la scalinata attendono il segnale convenuto, fissato alle 21:30, per accendere gli stoppini. Le lumere si accendono una dopo l’altra, dando vita a un impressionante serpente di fuoco. Bluehost

Ceramica di Caltagirone

Il Museo Regionale della Ceramica

Per capire davvero Caltagirone bisogna entrare nel Museo Regionale della Ceramica, uno dei più importanti d’Italia nel suo genere. Il museo conserva oltre 2.500 reperti che raccontano la storia della ceramica dal IV millennio a.C. fino ai giorni nostri, suddivisi in sette sezioni: sala didattica, ceramica preistorica, modellini di forni medievali, ceramica medievale, rinascimentale, barocca e maiolica siciliana. È un percorso affascinante che mostra come questa terra abbia saputo trasformare l’argilla in arte attraverso i secoli.

La Villa Comunale e il Giardino Pubblico

Considerata un’oasi di pace nel centro della città, la Villa Comunale è un giardino pubblico in stile inglese progettato alla fine dell’Ottocento, dove la ceramica è protagonista anche tra le fontane ornamentali, le statue e le numerose decorazioni. Al centro si trova il Palchetto della Musica in stile moresco, realizzato su progetto di Salvatore Montalto. È il posto ideale per una sosta tranquilla dopo la salita alla scalinata.

Caltagirone - il centro storico

Il centro storico e i suoi monumenti

Ai piedi della scalinata si apre Piazza Umberto, cuore civile della città, con il Palazzo dell’Aquila (sede del Municipio), la Galleria Luigi Sturzo, elegante spazio espositivo decorato con splendidi pannelli in maiolica, e la Cattedrale di San Giuliano, fondata dai Normanni nell’XI secolo e ricostruita dopo il terremoto del 1693.

Da non perdere anche il Museo del Presepe, aperto dal 1998, con oltre 2.500 pezzi provenienti da tutto il mondo: perché Caltagirone non è solo la Città della Ceramica, ma anche la Città dei Presepi, dove l’arte presepiale è una tradizione antica quanto la lavorazione dell’argilla.

Caltagirone vale un viaggio

Caltagirone non si visita di fretta. Ha bisogno di tempo, di passi lenti, di soste nelle botteghe degli artigiani, di una granita seduto in piazza ad osservare il ritmo della vita locale. È una città che sa restare nella memoria non solo per la bellezza dei suoi monumenti, ma per quell’atmosfera densa di storia e artigianalità che si respira ad ogni angolo. Se state pianificando un viaggio in Sicilia, mettetela in agenda: non ve ne pentirete.

Mi chiamo Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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