Sui Monti Iblei, a novecento metri sul mare, c’è un borgo che ha dato alla letteratura italiana uno dei suoi scrittori più grandi. Giovanni Verga nacque qui, scrisse qui le sue storie più vere, e qui volle essere ricordato. Vizzini è quella Sicilia che non si lascia addomesticare.
Tra i Monti Iblei e la storia più antica
Vizzini si trova in una posizione geografica che già da sola racconta qualcosa di importante. Siede sui Monti Iblei a quasi novecento metri sul livello del mare, ai confini tra la provincia di Catania e quella di Ragusa, in quel territorio di transizione dove il barocco ibleo si mescola con la tradizione contadina dell’entroterra siciliano. Lo sguardo dall’alto del paese spazia verso la Val di Noto a sud, verso l’Etna a nord, verso le colline che degradano dolcemente verso Caltagirone a ovest.
Le origini di Vizzini si perdono nell’antichità più remota. Gli storici la identificano con la Bidis o Biddis di cui parlano le fonti greche e romane, una città sicula dell’interno dell’isola citata da Cicerone nelle Verrine come uno dei centri dove Verre razziò le opere d’arte. Le prime attestazioni medievali risalgono invece all’epoca araba, quando il paese era conosciuto con il nome di Bisin o Vizin. Poi vennero i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi. Ciascuna dominazione lasciò il suo segno nel tessuto urbano, nelle chiese, nei palazzi nobiliari che ancora oggi rendono il centro storico di Vizzini uno dei più integri e suggestivi della Sicilia orientale.
Il terremoto dell’11 gennaio 1693, quella data che torna in ogni racconto della Sicilia sud-orientale, colpì duramente anche Vizzini. La ricostruzione seguì i canoni del barocco siciliano che caratterizzò tutta la Sicilia orientale dopo il sisma, e il paese che riedificò se stesso in quel XVIII secolo è in larga parte quello che ancora oggi si vede, con quella pietra calcarea color miele che prende la luce del pomeriggio e sembra scaldarsi dall’interno.
Giovanni Verga: il figlio più grande di Vizzini
Ma Vizzini non sarebbe Vizzini senza Giovanni Verga. E non lo sarebbe nel senso più profondo del termine: non come semplice luogo di nascita, non come sfondo biografico trascurabile, ma come radice, come sostanza, come materia prima da cui uno dei più grandi scrittori italiani dell’Ottocento ha tratto tutto quello che ha scritto di più vero e di più duraturo.
Giovanni Verga nacque il 2 settembre 1840 a Catania, ma la famiglia era di Vizzini. Il nonno Giovanni Battista aveva acquistato il titolo nobiliare, il padre Giovanni Pietro era avvocato. Trascorse molti anni della sua vita tra Catania, Firenze, Milano e poi di nuovo Catania, ma tornava sempre a Vizzini, e Vizzini non lo lasciò mai davvero, neanche quando era nei salotti letterari milanesi. Portava il paese dentro di sé, e lo riversava nella scrittura con una fedeltà e una crudezza che i critici dell’epoca faticarono a capire e che i posteri hanno riconosciuto come genialità.
La sua produzione più celebre, quella del ciclo verista, è ambientata in questa Sicilia contadina e dura, quella dei vinti, quella di chi lavora la terra senza avere altro. I Malavoglia, Mastro don Gesualdo, le novelle di Vita dei campi e di Novelle rusticane: tutta questa letteratura nasce qui, da questi vicoli, da queste case, da queste facce che Verga aveva visto da bambino e che non riusciva a dimenticare. La Casa del nespolo dei Malavoglia è ad Aci Trezza, ma l’anima di quel libro è di Vizzini. Mastro don Gesualdo è di Vizzini. La Lupa è di Vizzini.
Cavalleria Rusticana: la piazza dove tutto accadde
Di tutte le opere di Verga, quella che ha avuto la fortuna più grande e più imprevedibile è Cavalleria Rusticana, una novella di poche pagine pubblicata nel 1880 nella raccolta Vita dei campi. La storia di Turiddu, Lola, Santuzza e Alfio, di un tradimento e di un duello all’uscita dalla messa di Pasqua, è una storia vizzinese nella sua ossatura: i personaggi, i luoghi, i codici d’onore che la animano appartengono tutti alla cultura contadina di questo borgo ibleo.
Nel 1884 Verga la trasformò in un dramma teatrale che debuttò al Teatro Carignano di Torino con grandissimo successo. Ma il trionfo definitivo arrivò nel 1890, quando Pietro Mascagni la musicò in un’opera lirica che vinse il concorso Sonzogno e debuttò al Teatro Costanzi di Roma il 17 maggio 1890. Cavalleria Rusticana di Mascagni divenne in pochi anni una delle opere liriche più eseguite al mondo, e lo è ancora oggi. Quella musica, quel celebre Intermezzo sinfonico che il pubblico di tutto il mondo conosce, porta con sé Vizzini, porta con sé questi vicoli e questa piazza e queste campagne.
La piazza dove Verga ambienta la scena centrale di Cavalleria Rusticana è ancora lì, ed è ancora quella. Si chiama Piazza Umberto I, ed è dominata dalla scalinata monumentale e dalla facciata della Chiesa Madre di San Gregorio Magno. È sulla scalinata di questa chiesa che Santuzza supplica Turiddu, che Alfio giura vendetta, che la storia precipita verso il duello fatale. Quando ci si siede sui gradini della scalinata e si guarda la piazza, è impossibile non sentire la presenza di quella storia, di quelle parole, di quella musica.
La scalinata e la Chiesa Madre di San Gregorio
La scalinata di San Gregorio è il simbolo visivo di Vizzini, quello che tutte le fotografie del borgo inquadrano, quello che dalla distanza si riconosce subito come la firma del paese. È una delle scalinate barocche più belle della Sicilia orientale, con quella qualità teatrale che il barocco siciliano sa dare ai suoi spazi pubblici: non solo un modo per salire in chiesa, ma una scenografia, un palcoscenico, il luogo in cui la vita del borgo si mette in scena.

La Chiesa Madre di San Gregorio Magno, quella che si vede nella mia fotografia in copertina, con il campanile e la facciata barocca che emergono sopra i tetti del paese, fu ricostruita dopo il terremoto del 1693 nella sua forma attuale. La facciata è a due ordini, con colonne binate, timpani spezzati e un apparato decorativo che nella pietra calcarea locale assume quella qualità quasi dorata che il sole siciliano sa produrre. Il campanile è uno dei più alti del catanese. All’interno si conservano opere d’arte di grande valore: dipinti, statue, arredi sacri accumulati nei secoli dalla devozione della comunità.
Vicino alla scalinata di San Gregorio si trova la scalinata della Chiesa di San Vito, l’altra grande chiesa del centro storico, anch’essa con la sua facciata barocca e la sua storia. E poco distante, il Palazzo Verga, la casa dove la famiglia dello scrittore viveva quando era a Vizzini, oggi visitabile come museo dedicato alla sua figura e alla sua opera.
Il Palazzo Verga e i luoghi letterari
Il Palazzo Verga è uno degli edifici più importanti del centro storico di Vizzini, non solo per il legame con lo scrittore ma per il suo valore architettonico intrinseco. È un palazzo nobiliare settecentesco, con la facciata in pietra calcarea lavorata, il portale monumentale, i balconi con le ringhiere in ferro battuto. All’interno, alcune stanze sono state allestite come museo con documenti, fotografie, edizioni originali delle opere di Verga, oggetti appartenuti alla famiglia.
Ma i luoghi verghiani di Vizzini non si limitano al palazzo. Tutto il centro storico è percorso dalla memoria dello scrittore. Il Caffè Verga, dove si riuniva l’intellettualità locale. La via che porta il suo nome. La chiesa dove i suoi personaggi vanno a messa. Il piano dei Castagni, la campagna fuori dal paese, dove si immaginano le scene rurali delle novelle. Visitare Vizzini seguendo il filo di Verga è un modo di leggere il paesaggio come se fosse un testo, e capire da dove vengono quelle storie.
Ogni anno, solitamente in estate, Vizzini ospita rappresentazioni all’aperto di Cavalleria Rusticana nei luoghi originali: la piazza, la scalinata, le vie del centro storico. È uno degli eventi più suggestivi della Sicilia culturale, quello in cui il teatro torna ai luoghi che lo hanno generato, in cui le parole di Verga risuonano negli stessi spazi dove lui le aveva immaginate. Se avete la possibilità di esserci, non mancate.
Il centro storico barocco e i palazzi nobiliari
Al di là del legame con Verga, Vizzini ha un centro storico di grande qualità architettonica che merita di essere esplorato con calma, senza fretta. Le strade sono lastricate in pietra, i palazzi nobiliari si succedono lungo le vie principali con quella densità che si trova solo nei borghi siciliani che hanno avuto una nobiltà locale importante e radicata.
Palazzo Tortorina, Palazzo Asmundo, Palazzo Calì, Palazzo Fidone: ognuno racconta una famiglia, una storia, un modo di stare nel mondo che la Sicilia baronale del Settecento e dell’Ottocento sapeva esprimere in pietra e ferro battuto. Molti di questi palazzi sono privati, ma le facciate bastano da sole a giustificare una passeggiata nel centro storico.
Le chiese sono tante e tutte degne di visita. Oltre alla Madre di San Gregorio, la Chiesa di San Vito, la Chiesa dell’Annunziata, la Chiesa di Santa Maria di Gesù con il chiostro conventuale, la Chiesa di San Francesco. Ciascuna con il suo portale, la sua storia, i suoi tesori interni che i secoli hanno accumulato.

La Valle dei Margi e i dintorni naturali
Vizzini non è solo storia e letteratura. Il territorio intorno al paese offre paesaggi di grande bellezza, quella bellezza aspra e silenziosa delle colline iblee che non assomiglia a nessun altro paesaggio siciliano.
La Valle dei Margi, che si apre verso est in direzione di Licodia Eubea, è uno di quei luoghi che in primavera diventano straordinari: il verde delle colline, gli alberi di carrubo e di mandorlo, i fiumi stagionali che scorrono tra le rocce calcaree. È un territorio percorribile a piedi su sentieri di trekking che collegano Vizzini ai paesi vicini, e che permettono di vedere questo paesaggio dall’interno, a piedi, al ritmo giusto.
Le Cave Iblee, quelle forre calcaree scavate dall’acqua che sono una delle caratteristiche più affascinanti dell’altopiano ibleo, si trovano anche nel territorio di Vizzini. Sono luoghi di grande interesse naturalistico e speleologico, frequentati dagli appassionati di escursionismo che conoscono questo angolo di Sicilia.
E poi c’è il Bosco di Santa Maria, la pineta che si estende a nord del paese, un polmone verde che in estate offre ombra e frescura, e che in primavera si riempie di quei profumi che il bosco mediterraneo sa dare e che non si trovano altrove.
La festa di San Gregorio e la vita del borgo
Vizzini ha la sua vita di borgo, quei ritmi stagionali che scandiscono l’anno e che dicono chi siete davvero più di qualsiasi guida turistica. La festa patronale di San Gregorio Magno, celebrata il 12 marzo, è l’appuntamento più sentito dell’anno. Ma è in estate, quando il borgo si anima con le sagre, i concerti, le rappresentazioni teatrali e le serate in piazza, che Vizzini mostra il lato più vivo di sé.
La cucina di Vizzini è quella dell’entroterra ibleo, quella che usa quello che il territorio offre: i funghi delle colline, le carni di maiale, le mandorle, i fichi, il formaggio locale. Il Provola iblea, prodotta con latte vaccino delle razze locali, è uno dei formaggi più apprezzati della Sicilia orientale. E il vino, il Nero d’Avola che cresce su queste colline con quella qualità che il microclima ibleo sa dare, è un altro motivo per cui fermarsi a tavola in questo borgo vale sempre la pena.
Vizzini è un posto che vuole essere conosciuto lentamente. Non ha la spettacolarità immediata di Noto o di Ragusa Ibla. Ha qualcosa di più sottile: la qualità dei luoghi che hanno una storia vera, che non devono esibirla perché ce l’hanno dentro. La scalinata di San Gregorio, la piazza di Cavalleria Rusticana, il palazzo di Verga, le colline iblee intorno. Tutto parla senza alzare la voce. Ed è per questo che vale più di molti posti che urlano.
| COME ARRIVARE E COSA SAPERE Dove si trova Vizzini, provincia di Catania. Monti Iblei, circa 900 m s.l.m. Circa 60 km da Catania, 40 km da Ragusa, 50 km da Siracusa, 30 km da Caltagirone. Come arrivare Da Catania: SS417 direzione Caltagirone, poi SP per Vizzini, circa 1 ora. Da Ragusa: SS514 direzione Caltagirone fino a Licodia Eubea, poi SP per Vizzini. Da Siracusa: SS194 poi SS514 direzione Ragusa, deviazione per Vizzini. Cosa vedere Scalinata e Chiesa Madre di San Gregorio Magno (la piazza di Cavalleria Rusticana), Palazzo Verga con il museo dedicato allo scrittore, Chiesa di San Vito con scalinata barocca, Chiesa dell’Annunziata, Palazzo Tortorina, Palazzo Asmundo, Palazzo Calì, centro storico con vie lastricate e palazzi nobiliari settecenteschi. Feste ed eventi 12 marzo: Festa patronale di San Gregorio Magno. Estate: rappresentazioni di Cavalleria Rusticana in piazza e sulla scalinata nei luoghi verghiani (verificare date annuali). Agosto: sagre e manifestazioni culturali. Natura e dintorni Valle dei Margi verso Licodia Eubea, Cave Iblee, Bosco di Santa Maria, sentieri di trekking sulle colline iblee. Nei dintorni: Licodia Eubea (15 km), Caltagirone (30 km), Grammichele con la pianta esagonale (20 km). Prodotti tipici Provola iblea, ricotta fresca, funghi delle colline, Nero d’Avola, miele di carrubo, mandorle, fichi secchi, salsiccia di maiale nero. |
Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
