Erice è un luogo dove il tempo sembra essersi letteralmente fermato. Arroccato sulla sommità del monte San Giuliano, a oltre 750 metri di altitudine, questo borgo medievale domina dall’alto la città di Trapani, le saline e, all’orizzonte, l’arcipelago delle isole Egadi.
Spesso la cima è avvolta da una nebbia leggera e suggestiva, che i locali chiamano affettuosamente “il bacio di Venere”, in grado di conferire alle sue stradine in pietra un’atmosfera quasi magica e ovattata.
Il castello di Venere e la storia millenaria
Tra i punti di maggiore interesse spicca il magnifico Castello di Venere. Edificato dai normanni nel XII secolo, questa fortezza sorge a strapiombo sulla roccia, esattamente sulle rovine di un antichissimo tempio dedicato al culto della dea della fecondità e dell’amore (Astarte per i fenici, Afrodite per i greci e Venere per i romani).

Accanto al castello si estendono i rigogliosi giardini del Balio e le omonime torri di avvistamento, da cui si gode di uno dei panorami più spettacolari di tutta la Sicilia occidentale. Nelle giornate più terse, lo sguardo può spaziare fino a scorgere il promontorio di San Vito Lo Capo e persino la sagoma dell’isola di Pantelleria.

L’architettura e i vicoli acciottolati
Entrando nel borgo attraverso le sue antiche porte di accesso, come porta Trapani, ci si ritrova in un labirinto di vicoli stretti e tortuosi. Le strade sono pavimentate con i caratteristici ciottoli lucidi disposti a motivi geometrici, pensati appositamente per permettere ai cavalli di non scivolare.
Tra i luoghi storici da esplorare passeggiando per il centro ci sono:
- Il Real Duomo: un’imponente chiesa in stile gotico trecentesco, voluta da Federico d’Aragona, affiancata da una massiccia torre campanaria separata dall’edificio principale che fungeva anche da torre di avvistamento.
- Le mura ciclopiche: una possente cinta muraria di origine elimo-punica risalente all’VIII secolo a.C., formata da enormi blocchi di pietra che proteggevano il lato più vulnerabile del monte.
- Il quartiere spagnolo: un’incompiuta struttura militare del XVII secolo, che oggi offre un punto di vista impareggiabile sulla costa e sul monte Cofano.
La tradizione dolciaria
Erice non è solo un piacere per gli occhi, ma anche per il palato. Il borgo vanta una tradizione pasticcera antichissima, nata secoli fa all’interno dei conventi di clausura. Le protagoniste assolute delle vetrine sono le “genovesi ericine“, deliziosi dolcetti tondeggianti di pasta frolla ripieni di crema pasticcera, serviti rigorosamente caldi e spolverati di zucchero a velo.

La visita di Erice può essere effettuata in un paio di ore con una comoda passeggiata, ma se avete a disposizione più tempo, si consiglia di trascorrere qui un’intera giornata per godere delle sue caratteristiche atmosfere.
Mi chiamo Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
