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Viagrande: le ville della nobiltà catanese, Benanti e la Minnella e il Gran Caffè Urna

Sul versante sud-orientale dell'Etna, a 410 metri, il paese che prende il nome dalla grande strada che portava a Catania è stato per secoli la villeggiatura estiva dell'aristocrazia catanese

Sul versante sud-orientale dell’Etna, a 410 metri, il paese che prende il nome dalla grande strada che portava a Catania è stato per secoli la villeggiatura estiva dell’aristocrazia catanese. Ville settecentesche, palmenti storici, il vitigno Minnella che esiste soltanto qui. E un caffè fondato nel 1885 dove si mangia la siciliana, il calzone fritto, che merita da solo il viaggio.

Il nome dice la posizione:Viagrandeè la via grande, la strada principale che collegavaCataniaaMessinapassando per questo crocevia tra due borgate, Viscalori e Velardi, già citate in documenti del 1124. Intorno a quell’incrocio nacque il paese. Poi, nel 1641, il re Filippo IV di Spagna investì del titolo principesco Domenico Di Giovanni, assegnandogli le terre di Viagrande, Trecastagni e Pedara. Da quel momento Viagrande cominciò a trasformarsi in quello che è ancora oggi: il luogo di villeggiatura della grande aristocrazia catanese.

Lungo la Via Regia e nelle campagne intorno si costruirono ville settecentesche e ottocentesche di grande qualità.Villa Manganelli Biscari, con la sua eleganza signorile, è il simbolo di questa stagione.Palazzo Mirone-Deodato, in stile Liberty, è opera del grande architetto catanese Francesco Fichera, che tra il 1916 e il 1924 progettò anche il campanile della Chiesa dell’Idria, ricostruita dopo i danni del terremoto del 1908. Ogni famiglia importante di Catania aveva qui la sua residenza estiva, con i giardini, le terrazze, i palmenti per la vinificazione. La zona a Nord del paese è ancora oggi ricca di masserie, palmenti e borghi rurali che raccontano quella stagione.

Verga, Zeffirelli e Lollobrigida: le ville come set

Viagrande ha avuto il privilegio di entrare nella letteratura e nel cinema per la qualità dei suoi paesaggi. Giovanni Verga ambientò qui la sua novella Nedda, la Varannisa del 1874, prima prova verista dello scrittore catanese: la storia di una giovane raccoglitrice di olive che lavora nelle campagne di questi luoghi. È la Sicilia contadina osservata con quella lucidità che avrebbe portato poi aiMalavoglia. LaVilla Di Bellafu set di Storia di una capinera del 1993, diretto da Franco Zeffirelli e ispirato sempre a Verga.Villa Manganelli Biscarifu invece set di Un bellissimo novembre del 1969, con Gina Lollobrigida protagonista.Garibaldi, di passaggio, inviò una lettera di ringraziamento ai cittadini di Viagrande per il contributo all’Unità d’Italia: la lapide è ancora in municipio.

Il Monte Serra, la Casa delle Farfalle e il MuLa

IlParco Monte Serraè il cuore verde diViagrande: un parco suburbano costruito su un antico cono vulcanico avventizio, il cono eruttivo a quota più bassa di tuttol’Etna, a soli 500 metri sul livello del mare. La scalinata di circa 350 gradini in pietra lavica porta al cratere sommitale, con il panorama che si allarga via via verso il vulcano, il mare e nelle giornate limpide la Calabria. All’interno del parco, laCasa delle Farfalleè l’unica dell’Italia meridionale: una serra tropicale con centinaia di farfalle esotiche in volo libero tra piante profumate, con insetti foglia, insetti stecco e coleotteri giganti. Una delle sorprese più inaspettate di tutto il versante sud-est.

Alla base del Monte Serra si trova il MuLa, il Museo della Lava e dei Vulcani, uno dei più grandi musei vulcanologici d’Italia. Il percorso porta il visitatore dalla storia geologica dell’Etna agli altri vulcani del mondo, attraverso sezioni dedicate al magma, alle eruzioni storiche e al rapporto tra uomo e vulcano. È il luogo dove dare contesto scientifico a tutto quello che si è visto uscendo: la lava nera per le strade, i terrazzamenti, i palmenti, il vino minerale.

La Minnella, Benanti e il Gran Caffè Urna

La famiglia Benanti vinifica a Viagrande dai tardi anni dell’Ottocento, ma è nel 1988 che Giuseppe Benanti fonda l’azienda moderna, ingaggiando come enologo un giovane venticinquenne di nome Salvo Foti destinato a diventare uno dei più influenti interpreti della viticoltura etnea. Oggi Benanti è l’unica cantina presente su tutti i versanti dell’Etna DOC, con 13 etichette e circa 250.000 bottiglie l’anno. Il vitigno più originale che produce in purezza è la Minnella: una varietà autoctona coltivata esclusivamente nell’area del Monte Serra, con quegli acini dalla forma oblunga che il dialetto chiama minna, mammella. Nessun altro in Sicilia la vinifica in purezza. Il Pietramarina, Etna Bianco Superiore da Carricante, è considerato tra i grandi bianchi italiani, capace di invecchiare per decenni.

IlGran Caffè Urnafu fondato nel 1885 dal cavaliere del lavoro Lorenzo Urna, dopo esperienze di lavoro in Francia e al servizio del Principe Manganelli. Il locale è da sempre il presidio gastronomico più identitario diViagrande. La siciliana è un calzone fritto farcito con tuma di pecora fresca, acciughe salate e olive nere, la cui paternità è contesa conZafferana Etnea, ma i viagrandesi non hanno dubbi su dove sia nata. Lo schiumone, semifreddo al caffè, al gianduia o al pistacchio, e i pazientini, biscotti alle mandorle nati dalla pazienza di Lorenzo Urna nell’istruire i suoi figli all’arte pasticcera, completano un profilo dolciario che non si trova altrove.

COME ARRIVARE E COSA SAPERE
Come arrivare: da Catania, SP 4 da Canalicchio verso Pedara e Viagrande. Oppure A18, uscita San Gregorio, SP 8 verso i paesi etnei.
Il MuLa (Museo della Lava) si trova alla base del Monte Serra: verificare orari sul sito mulaetna.it.
La Casa delle Farfalle è nel Parco Monte Serra, aperta tutto l’anno (verificare stagionalità e orari).
Cantina Benanti: visite e degustazioni su prenotazione.
Il Gran Caffè Urna è nel centro storico: la siciliana si mangia calda, appena fritta.

Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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