Strade dissestate, cantieri infiniti, limiti di velocità, manutenzione insufficiente e infrastrutture incompiute: il racconto della viabilità in Sicilia.
In Sicilia le regole sono uguali per tutti. Le strade no.
C’è un paradosso che chi vive in Sicilia conosce bene, ma che raramente trova spazio nel dibattito pubblico.
Il Codice della Strada è lo stesso da Bolzano a Lampedusa. Le norme sono identiche, le distanze minime, i limiti, gli obblighi e le sanzioni non cambiano. Quello che cambia, e molto, sono le condizioni in cui quelle regole vengono applicate.
Chi percorre ogni giorno le strade siciliane sa di cosa parlo.
Ci sono statali con carreggiate strette, provinciali dissestate, buche che sembrano diventate parte dell’arredo urbano, segnaletica scolorita, segnali stradali abbandonati sul ciglio della strada da vecchi lavori stradali, vegetazione che invade le banchine e riduce la visibilità agli incroci. Ci sono limiti di velocità di 30 o 50 km/h anche su lunghi rettilinei, spesso introdotti per gestire criticità strutturali della strada anziché eliminarle.
Nel frattempo, la manutenzione procede a rilento.
L’autostrada che aspetta da cinquant’anni
L’esempio più evidente è l’autostrada Siracusa-Gela.
Se ne parla dagli anni Settanta. Oggi il tracciato è arrivato fino a Modica, ma l’opera è ancora incompleta e il collegamento verso Gela continua ad essere un’attesa che attraverserà ancora generazioni.
Nei tratti già aperti al traffico, non è raro imbattersi in cantieri, restringimenti di carreggiata e limiti di velocità ridotti a 80 km/h per problemi del manto stradale. Cantieri che, talvolta, rimangono aperti per mesi senza che si vedano lavori in corso.
Anche l’autostrada A19 Palermo-Catania continua a convivere con restringimenti, deviazioni e lavori che incidono sulla fluidità della circolazione.
Sono situazioni che chi vive in Sicilia considera ormai normali.
Estate in Sicilia: il turismo cresce, le strade restano le stesse
Durante l’estate la situazione peggiora.
Le strade costiere, progettate decenni fa per un traffico molto inferiore a quello attuale, devono assorbire il flusso di residenti e milioni di visitatori.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: code chilometriche, ingorghi, tempi di percorrenza raddoppiati e una mobilità che spesso diventa il punto debole dell’offerta turistica dell’isola.
La Sicilia continua ad attirare visitatori da tutto il mondo, ma le infrastrutture non sono cresciute con la stessa velocità.
La sicurezza non dipende solo dalle regole
Naturalmente le norme del Codice della Strada esistono per tutelare la sicurezza, e devono essere rispettate.
Ma la sicurezza stradale non dipende soltanto dalle sanzioni.
Dipende anche dalla manutenzione.
Dipende dalla visibilità agli incroci.
Dipende dalla segnaletica.
Dipende dal controllo della velocità.
Dipende dalle condizioni del fondo stradale.
Applicare rigorosamente una norma è importante. Ma una strada sicura richiede anche interventi continui e coerenti.
Una linea continua consumata, un guardrail danneggiato, un tratto invaso dalla vegetazione o una carreggiata dissestata possono incidere sulla sicurezza almeno quanto un comportamento scorretto degli automobilisti.
Il rischio di perdere il contatto con la realtà
Chi vive in Sicilia ha spesso la sensazione che si chieda ai cittadini il massimo rispetto delle regole, mentre la rete stradale continua a convivere con problemi strutturali irrisolti.
Non si tratta di chiedere eccezioni o privilegi.
Si tratta di pretendere che il rigore nell’applicazione delle norme sia accompagnato dallo stesso rigore nella manutenzione delle infrastrutture.
Perché una strada sicura non è soltanto quella dove si elevano verbali o si impongono limiti di velocità.
È una strada progettata, mantenuta e controllata in modo da ridurre davvero il rischio per chi la percorre ogni giorno.
La Sicilia che merita di più
La Sicilia è una terra straordinaria.
Ogni anno milioni di persone scelgono di visitarla per il suo patrimonio artistico, i paesaggi, il mare e la sua cultura.
Ma chi la vive tutto l’anno conosce anche l’altra faccia della medaglia: infrastrutture incompiute, manutenzione spesso insufficiente e collegamenti che non sempre sono all’altezza delle potenzialità dell’isola.
Raccontare questi problemi non significa parlare male della Sicilia.
Significa volerle bene abbastanza da desiderare che migliori.
Perché la normalità non dovrebbe essere imparare a convivere con ciò che non funziona.
La normalità dovrebbe essere pretendere che le regole valgano per tutti, ma che lo Stato e gli enti gestori garantiscano, con lo stesso impegno, strade sicure, moderne e adeguatamente mantenute.
Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia Reale attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
