Si chiamava u ripostu, il ripostiglio, perché qui si depositavano le merci prima di imbarcarle. Poi diventò il porto più importante della costa ionica etnea, esportava vino in tutta Europa, Richard Wagner ci soggiornò e Franco Battiato ci nacque. Riposto è uno di quei posti che hanno più storia di quanta ne mostrino in facciata.
Il nome dice tutto e non dice niente. U ripostu, in dialetto siciliano, è il ripostiglio, la dispensa, il luogo dove si mettono le cose da conservare. E questo era Riposto fino al tardo Seicento: non ancora un paese vero, ma un insieme di magazzini e depositi dove venivano stivate le merci, soprattutto il vino, che scendevano dalle campagne etnee e aspettavano di essere imbarcate. Non ci abitava quasi nessuno stabilmente, perché i pirati turchi e i corsari musulmani rendevano la costa ionica un posto pericoloso, e ci si veniva solo per commerciare e poi si tornava nell’interno.
Poi, alla fine del Seicento, arrivarono le prime famiglie di pescatori. Poi i viticultori acesi che stavano trasformando la zona in vigneti e frutteti. Poi i Pasini, potente famiglia veneziana trapiantata adAcireale, che nel 1725 costruì una residenza di campagna a sud del torrente Jungo e attirò manodopera e insediamenti.Ripostocominciò a diventare un paese vero, con le sue chiese, le sue piazze, i suoi traffici. Nel 1751 il viceré di Sicilia, preoccupato per la pirateria, fece costruire sulla spiaggia una massiccia torre di difesa, forse l’ultima opera militare antisbarco costruita in Sicilia. Nel 1841 Riposto ottenne l’autonomia da Giarre come comune a sé. E cominciò davvero la sua storia.
Il vino e il commercio: quando Riposto esportava in tutta Europa
Per tutta la seconda metà dell’Ottocento,Ripostofu uno dei porti più attivi della Sicilia orientale. Il vino era il motore di tutto: i vigneti del versante etneo producevano quantità enormi di rosso concentrato e alcolico, che veniva portato qui e imbarcato verso i mercati del Nord, soprattutto verso la Francia, che usava il vino siciliano per tagliare e irrobustire le proprie produzioni. I ripostesi avevano capito che il vino era oro liquido, e avevano costruito un sistema commerciale efficiente, con i loro magazzini, i loro agenti, le loro rotte.
Quel periodo lasciò un segno nell’architettura del paese. Il Municipio, costruito negli anni Venti del Novecento in stile Liberty, è uno degli edifici più eleganti della città metropolitana diCatania: facciata simmetrica, finestre arcuate, dettagli decorativi che raccontano la prosperità di una città che si sentiva importante e voleva mostrarlo. Di fronte, laBasilica di San Pietro, la chiesa madre dedicata al patrono dei naviganti, costruita nella prima metà dell’Ottocento con una facciata neoclassica che si ispira dichiaratamente alla basilica di San Giovanni in Laterano a Roma: un’ambizione enorme per una città piccola, ma Riposto se la poteva permettere.
Wagner, Battiato e il lungomare
Riposto ha avuto i suoi ospiti illustri e i suoi figli illustri, e vale la pena nominarli perché danno la misura di un luogo che non è mai stato solo un porto commerciale. Nel 1882 Richard Wagner soggiornò qui durante uno dei suoi viaggi in Italia, in quella fase della sua vita in cui stava lavorando a Parsifal e girava il Mediterraneo cercando ispirazione e riposo. Cosa lo portò esattamente a Riposto non è del tutto chiaro, ma ci rimase, e quel soggiorno è entrato nella memoria locale con la serietà che si riserva alle cose importanti.
Poi c’èFranco Battiato, che a Riposto è nato nel 1945 e che alla città è rimasto legato per tutta la vita, quella vita che si è conclusa nel 2021 nel castello diMilo, a pochi chilometri da qui sulle pendici dell’Etna. Battiato girava in queste strade da ragazzo, ha girato parte del suo film Perdutoamor proprio qui, e nel cimitero di Riposto c’è la tomba di famiglia dove ora riposa. C’è qualcosa di commovente in questo: uno degli artisti più originali e visionari della musica italiana che ritorna alla fine nella città in cui è cominciato tutto.
Sul lungomare, nel piazzale del porto, c’è una statua intitolataCom’è profondo il mare, dedicata aLucio Dalla, che si esibì molte volte a Riposto e che con i ripostesi aveva costruito un legame affettuoso. Il porto, il lungomare, la luce della sera sullo Ionio: è questa l’immagine diRipostoche chi ci è stato ricorda meglio. IlPorto dell’Etna, il moderno porto turistico completato nei primi anni duemila, è oggi uno dei più grandi e attrezzati della Sicilia orientale, con centinaia di posti barca e un lungomare che si è trasformato in punto di ritrovo serale.

Cosa vedere: la Madonna della Lettera e il Parco delle Kentie
La chiesa più antica di Riposto è ilSantuario della Madonna della Lettera, sul lungomare vicino al porto. La costruzione attuale risale al 1868, ma la storia di questa devozione è molto più antica: la Madonna della Lettera è quella stessa venerata aMessina, legata alla leggenda della lettera che la Vergine avrebbe scritto ai messinesi. L’interno conserva un’icona ottocentesca di tradizione bizantina, e sotto la chiesa c’è una cripta che in caso di alta marea si allaga, uno di quei dettagli architettonici che dicono quanto stretta fosse qui la convivenza tra la terra e il mare.
IlParco delle Kentieè invece una sorpresa urbana: un giardino di novemila metri quadrati nel centro della città, con una collezione di circa settanta specie diverse di palme, alcune rarissime, alcune risalenti ai primi del Novecento. Le kentia, le palme che danno il nome al parco, sono originarie dell’isola di Lord Howe nell’oceano Pacifico e sono state portate qui in un’epoca in cui i ricchi commercianti ripostesi potevano permettersi di importare piante esotiche per i loro giardini. Oggi il parco è pubblico e aperto a tutti, e passarci dentro ha qualcosa di sospeso, fuori dal tempo.
Infine, laCircumetnea: il trenino storico che compie il giro quasi completo dell’Etna parte daRipostoe arriva aCatania, attraversando paesaggi di lava, vigneti, borghi di montagna, campi di pistacchi. È uno dei percorsi ferroviari più suggestivi di Sicilia, lento e anacronistico nel senso migliore del termine: uno di quei treni su cui si sale senza fretta e ci si dimentica di avere qualcosa da fare.
A tavola: pesce spada, pasta alla Norma, granita e Etna DOC
Ripostoè una città di mare, e il mare si mangia. Ilpesce spada alla ghiottaè il piatto di riferimento della cucina ionica etnea: il pesce spada in umido con pomodoro, olive, capperi, cipolla e sedano, un sugo denso e profumato che ha radici arabe profonde. Il pesce fresco arriva ogni mattina dal mercato ittico del porto, e nei ristoranti del lungomare si mangia bene con quella semplicità diretta che hanno i posti dove il pesce non ha bisogno di essere elaborato perché è freschissimo. Lapasta alla Norma, la grande invenzione catanese con melanzane fritte, pomodoro, basilico e ricotta salata, è qui di casa come in tutta la provincia.
Per i dolci, lagranitaè il rito mattutino: mandorla, limone, caffè, fico d’India, more. La granita ionica è diversa da quella palermitana, più granulosa, più intensa, consumata tradizionalmente con la brioche morbida. Siamo in zona Etna DOC, e il vino da bere è quello delle vigne alte del vulcano, il Nerello Mascalese che in questi anni sta guadagnando riconoscimento internazionale come uno dei grandi rossi italiani.
COME ARRIVARE E COSA SAPERE
Come arrivare: in treno, stazione Giarre-Riposto a 1 km dal centro, servita da Trenitalia sulla linea Messina-Catania.
In auto: A18 Messina-Catania, uscita Giarre, poi seguire indicazioni per Riposto (4 km circa).
La Circumetnea parte da Riposto e arriva a Catania Borgo: biglietti e orari su circumetnea.it.
Il Porto dell’Etna (Marina di Riposto) è punto di attracco per imbarcazioni private e punto di partenza per escursioni in barca.
Periodo migliore: estate per la vita del porto e il lungomare; primavera per visitare il territorio etneo senza calura.
Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
