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Piazza Duomo di Catania: il cuore barocco della città dell’Etna

Piazza Duomo Catania: il Liotru e i palazzi barocchi

U Liotru, il Palazzo degli Elefanti, la Cattedrale di Sant’Agata, la Porta Uzeda e i palazzi barocchi del Settecento: Piazza Duomo e la sintesi visiva di tutto quello che Catania e stata, e, e vuole essere.

Se vuoi capireCatania, stai inPiazza Duomo. Non per cinque minuti, non per la foto con ilLiotru. Stacci almeno un’ora, a ore diverse, e guarda come cambia. La mattina presto, quando i catanesi attraversano la piazza di fretta con il caffè in mano, la piazza è ruvida e vera, una piazza che funziona, non un palcoscenico. A metà mattina arrivano i turisti e la luce del sole fa diventare la pietra lavica scura quasi calda. Nel tardo pomeriggio le ombre si allungano e i palazzi barocchi prendono quel colore dell’oro antico che non ha un altro posto al mondo in cui vederlo così.

Piazza Duomoè il punto zero diCatania. Da qui è partita la ricostruzione della città dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693, uno dei più devastanti della storia siciliana, che rase al suolo l’intera area etnea. Da qui si diramano gli assi viari principali, via Etnea verso nord con l’Etna come fondale naturale, Corso Martiri della Libertà verso il porto, via Vittorio Emanuele II che attraversa il centro storico. E qui, al centro di tutto, c’è lui: il Liotru.

Il Liotru: sette tonnellate di storia e leggenda

LaFontana dell’Elefante, realizzata dall’architetto palermitano Giovanni Battista Vaccarini tra il 1735 e il 1737, è il simbolo diCatanianel senso più letterale: è sullo stemma comunale, sulle divise delle squadre sportive, nei soprannomi dei catanesi doc che si definiscono ‘marca liotru’. Ma il pachiderma in basalto lavico che sorregge l’obelisco egiziano era già lì prima di Vaccarini, molto prima. La statua è di epoca romana incerta, probabilmente legata all’antico circo della città, e i Benedettini del Monastero di Sant’Agata la collocarono sotto un arco chiamato ‘di Liodoro’ prima che diventasse simbolo cittadino nel 1239.

Il Liotru al centro di Piazza Duomo a Catania

Il nomeLiotru, in dialetto catanese, è la storpiatura diEliodoro, un nobile catanese dell’VIII secolo che secondo la leggenda aspirava a diventare vescovo della diocesi. Respinto, si convertì alle arti magiche e avrebbe costruito e animato magicamente la statua lavica, cavalcandola per compiere le sue imprese. Il vescovo Leone lo condannò al rogo. Una storia che dice molto del modo in cui i catanesi hanno sempre preferito le leggende alla storia certificata, trovando nelle prime una verità più profonda.

Vaccarini, nella sua sistemazione settecentesca, aggiunse occhi e zanne in calcare bianco, la gualdrappa marmorea con gli stemmi di Sant’Agata, e collocò sull’elefante l’obelisco egiziano in granito di Siene alto 3,66 metri, decorato con figure in stile egizio non corrispondenti a geroglifici di senso compiuto. In cima all’obelisco, una sfera, una palma del martirio, un giglio della purezza e una croce rimandano alla patrona della città. La fontana è anche, secondo gli storici più recenti, lo gnomone di una meridiana che misura il tempo con la luce del sole: il termine ‘eliotrico’ in dialetto diventa appunto ‘liotru’.

Il Palazzo degli Elefanti: il Municipio che guarda il suo simbolo

Sul lato nord della piazza, ilPalazzo degli Elefantiguarda ilLiotrucon quella complicità silenziosa che hanno le cose che appartengono allo stesso racconto. È ilMunicipio di Catania, ma i catanesi non lo chiamano così: lo chiamano Palazzo degli Elefanti, come i pachidermi scolpiti sulla facciata barocca che Vaccarini completò nel 1741. La costruzione dell’edificio iniziò subito dopo il 1693 su progetto di Giovan Battista Longobardo con la collaborazione di Vincenzo Caffarelli, ma fu Vaccarini a dargli la veste definitiva che ancora oggi si vede.

Il Palazzo degli Elefanti, il Municipio di Catania

Il grande portale sull’ingresso principale è affiancato da coppie di colonne binate in granito che sorreggono il balcone centrale, sul cui architrave stanno le statue della Giustizia e della Fede. Nell’androne si trovano due carrozze settecentesche del Senato, usate ancora oggi durante le festività di Sant’Agata per condurre il sindaco alla chiesa di Sant’Agata alla Fornace per la processione del 3 febbraio. Il cortile interno, con i portici su pilastri, ospita affreschi e opere d’arte di Giuseppe Sciuti, Emilio Greco e Francesco Contraffatto.

La Cattedrale di Sant’Agata: la patrona e il suo duomo

La Cattedrale di Sant’Agata, sul lato est della piazza, è il luogo più sacro diCatania. Fondata dai Normanni nell’XI secolo sui resti di terme romane, distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita da Vaccarini che ne ridisegnò la facciata in stile barocco, conserva al suo interno la tomba di Vincenzo Bellini nel secondo pilastro destro, e nella cappella di Sant’Agata, nella ‘cammaredda’, il busto reliquiario e lo scrigno con le reliquie della patrona. L’uscita delle reliquie il 4 febbraio è uno dei momenti più commoventi dell’interaFesta di Sant’Agata, la terza festa della cristianità nel mondo per partecipazione.

La Porta Uzeda e gli altri monumenti della piazza

Tra il Palazzo del Seminario dei Chierici e i corpi adiacenti allaCattedralesi apre laPorta Uzeda, un arco scenografico costruito nel 1696 dal quale parte via Etnea, il lungo rettifilo che si prolunga verso nord con l’Etna come sfondo naturale in lontananza. Il Palazzo del Seminario dei Chierici, sul lato sud-ovest, è uno dei capolavori di Vaccarini con la sua facciata ritmica, le finestre con timpani alternati e le lesene che scandiscono la superficie. Il Palazzo dell’Università chiude il quadro a ovest, con il cortile interno su porticato di colonne che merita una visita separata.

Porta Uzeda l'ingresso in Piazza Duomo e l'inizio di Via Etnea
COME ARRIVARE E COSA SAPERE

Come arrivare:Piazza Duomo e nel cuore del centro storico di Catania. A piedi dalla stazione Centrale in 15 minuti, dal porto in 10. Ampia disponibilita di parcheggi nelle strade adiacenti.

Cattedrale:aperta tutti i giorni con orari variabili. La cappella con le reliquie di Sant’Agata e accessibile. Ingresso libero.

Palazzo degli Elefanti:la sala delle carrozze e visitabile nelle ore di apertura degli uffici comunali. Sala Bellini al primo piano.

Festa di Sant’Agata:3-5 febbraio ogni anno. Una delle esperienze piu intense della Sicilia. Arrivare con largo anticipo per trovare alloggio.

Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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