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Tusa, dove l’arte incontra i millenni

  • Sicilia
Tusa (Messina): cosa vedere, Fiumara d'Arte e come arrivare

Tra i monti Nebrodi e il Mar Tirreno, un piccolo comune nasconde il parco di sculture più grande d’Europa, una città greca lodata da Cicerone, un hotel dove dormire dentro un’opera d’arte e spiagge Bandiera Blu.

La prima volta che ho sentito parlare di Tusa è stato attraverso la Fiumara d’Arte: mi avevano detto che lungo le sponde di un fiume asciutto, tra i Nebrodi e il Tirreno, un mecenate siciliano aveva piazzato sculture monumentali di artisti internazionali nel mezzo della campagna. Una cosa del tutto improbabile, pensai. Poi un giorno, mi son trovato da quelle parti, ci sono andato, e ho capito che non era solo quella la ragione per cui Tusa vale un viaggio.

Tusa è uno di quei luoghi che ti chiede di rallentare. È un comune piccolo, meno di tremila abitanti, con un borgo medievale arroccato sui Nebrodi a 614 metri sul mare e una frazione costiera, Castel di Tusa, che si specchia nel Tirreno. Ma nel suo territorio, in provincia di Messina, convivono quattro anime completamente diverse, ciascuna capace di riempire una giornata intera.

L’Archeologia

La città greco-sicula di Halaesa Arconidea (403 a.C.), lodata da Cicerone come una delle più belle di Sicilia. Scavi ancora attivi con università internazionali.

L’Arte Contemporanea

La Fiumara d’Arte di Antonio Presti: 12 sculture monumentali su 21 km, considerato il parco di sculture più grande d’Europa.

Il Mare

Le spiagge di Castel di Tusa premiate con Bandiera Blu: 9 km di lungomare tirreno, acque cristalline, porto peschereccio.

Il Borgo Medievale

Il centro storico di Tusa con il Castello dei Ventimiglia (XIII sec.), chiese barocche, ulivi secolari e i Nebrodi come quinta naturale.

Da Halaesa al borgo dei Ventimiglia: duemila anni in uno sguardo

La storia di Tusa comincia molto prima del paese che vediamo oggi. Nel 403 a.C., il dinasta sicano Arconide di Herbita fondò sulla collina che domina la costa settentrionale della Sicilia una città che chiamò Halaesa Arconidea — il nome, dal greco, rimanda al “vagar senza meta” delle popolazioni sicule che l’avevano preceduta in quella terra. Fu una scelta felice: la posizione, dominante sul mare e su un’ampia vallata fluviale, conferiva alla città importanza commerciale, militare e culturale.

Cicerone, nelle sue Verrine, la descrisse come una delle più fedeli, ricche e autorevoli città di Sicilia — e aggiunse che nel suo porto veniva caricato tanto grano quanto ne imbarcavano insieme Catania e Licata. Halaesa aveva il privilegio romano di coniare monete proprie, eleggere senatori e governarsi autonomamente: una condizione rarissima per una città provinciale.

L’abbandono del sito coincise con la stabilizzazione della dominazione araba sulla costa settentrionale siciliana. Dalle rovine di Halaesa sorse l’odierna Tusa, strategicamente dislocata nell’entroterra su un’altura naturalmente difendibile. Con i Normanni, il territorio entrò a far parte del feudo dei Ventimiglia, che nel XIII secolo costruirono il castello che ancora oggi sovrasta il borgo. La frazione costiera — Castel di Tusa, o “Tusa Inferiore” — rimase per secoli un importante snodo commerciale tra il mare e l’entroterra ennese.

Halaesa Arconidea: la città che Cicerone ammirava

Il sito archeologico di Halaesa Arconidea si trova in contrada Santa Maria delle Palate, a circa 3 km da Castel di Tusa su una collina che guarda il mare. Lo si raggiunge imboccando una stradina che si stacca dalla provinciale per Tusa, e si accede dall’ex monastero benedettino che oggi ospita l’ingresso al parco. La prima cosa che si vede arrivando è la linea delle mura: ampi tratti della cinta muraria risalente al IV secolo a.C., restaurata nei secoli, che percorrono il crinale della collina per centinaia di metri.

Gli scavi, condotti a più riprese a partire dagli anni Cinquanta del Novecento e ancora attivi con missioni annuali delle Università di Palermo, Messina e dell’Università francese di Amiens, hanno portato alla luce un quadro di grande ricchezza. La via principale era una strada larga sei metri, lastricata con pietre quadrate, che attraversava la città con il tipico impianto urbano a maglie regolari dell’età ellenistica. Lungo di essa sorgono l’agorà, le terme, una casa con peristilio, tratti di fognatura, e più in alto il teatro — le cui ultime campagne di scavo hanno portato alla luce la parodos meridionale, il corridoio d’accesso con muri in perfetto stato di conservazione su più metri d’altezza.

Nel museo antiquarium annesso sono esposti alcuni dei reperti più significativi: una magnifica statua di Cerere in marmo luminosissimo, una tabella bronzea con dedica, iscrizioni greche, anfore e suppellettili vari. Ma il pezzo più famoso di Halaesa — le Tavole Alesine, due lastre marmoree con iscrizioni in greco che descrivevano la città — è andato perduto: trovate nel 1588, furono portate in Spagna nel Settecento e lì disparvero. Il testo era stato pubblicato nel 1753 dal Principe di Torremuzza; un frammento è conservato all’Università di Messina.

Consiglio: il sito è aperto con orari variabili; conviene telefonare prima o controllare sul sito del Parco Archeologico Regionale. Una visita guidata dall’Antiquarium permette di capire la planimetria della città e i reperti esposti, altrimenti il sito è relativamente difficile da “leggere” senza supporto. Conta circa un’ora e mezza per una visita completa.

La Fiumara d’Arte: sculture monumentali tra i Nebrodi e il Tirreno

È probabilmente la cosa più improbabile e meravigliosa che si possa trovare nella Sicilia dell’entroterra: un museo a cielo aperto con sculture monumentali di artisti internazionali disseminate lungo 21 chilometri di campagna nebrodiota, a ridosso del letto asciutto del fiume Tusa. Non è una metafora: è una cosa reale, e si chiama Fiumara d’Arte.

La storia comincia nel 1982, quando il mecenate palermitano Antonio Presti commissiona allo scultore Pietro Consagra un’opera commemorativa in ricordo del padre. Il risultato — La materia poteva non esserci, una scultura in cemento armato alta sette metri inaugurata nel 1986 — è il punto di partenza di un progetto che sarebbe cresciuto per decenni, coinvolgendo artisti italiani e internazionali, attraversando battaglie burocratiche e giudiziarie, rischiando la demolizione, e infine imponendosi come uno dei parchi scultorei più importanti e discussi d’Europa.

12 opere monumentali, 5 comuni, 21 km di percorso

La Fiumara d’Arte si sviluppa lungo il tracciato del fiume Tusa attraverso cinque comuni: Tusa, Motta d’Affermo, Castel di Lucio, Mistretta e Reitano. Ogni opera dialoga con il paesaggio in modo diverso: alcune sono visibili dall’autostrada, altre si raggiungono a piedi attraverso la macchia mediterranea, altre ancora si integrano nel tessuto urbano dei borghi attraversati.

Le opere più celebri includono la scultura di Consagra, il Labirinto di Arianna di Italo Lanfredini (un labirinto percorribile ispirato alla cultura greca), il murale Arethusa di Piero Dorazio e Graziano Marini sulla facciata della caserma dei carabinieri di Castel di Lucio, e Una curva gettata alle spalle del tempo di Paolo Schiavocampo.

Oggi, dopo quasi quarant’anni di “resistenza” — il termine preferito dallo stesso Presti — la Fiumara è ufficialmente riconosciuta come patrimonio culturale e il progetto di restauro e valorizzazione delle opere è in corso. Visitarla richiede mezzo giorno o una giornata intera, a seconda di quante opere si vogliono raggiungere.

Come visitarla: il percorso completo si fa in auto, seguendo le indicazioni lungo la strada provinciale che risale la vallata del Tusa verso Castel di Lucio e Mistretta. L’Atelier sul Mare (vedi sotto) organizza visite guidate alla Fiumara su richiesta. Il sito della Fondazione Antonio Presti (fondazioneantoniopresti.org) fornisce la mappa aggiornata delle opere.

L’Atelier sul Mare: dormire dentro un’opera d’arte

Nel 1991, Antonio Presti acquistò un vecchio hotel a Castel di Tusa e lo trasformò in qualcosa che non esisteva da nessun’altra parte al mondo: un museo-albergo in cui le camere sono opere d’arte realizzate da artisti internazionali, e gli ospiti, dormendoci dentro, diventano parte dell’opera stessa.

L’idea di fondo era radicale: è solo entrando e abitando la camera che l’opera sarà pienamente realizzata. Non si guarda l’arte da fuori: la si abita. Delle 40 camere totali, 24 sono state progettate e realizzate da artisti di fama internazionale, ciascuna con una poetica e un linguaggio completamente diversi. Tra gli autori figurano Mario Ceroli (La Bocca della Verità), Fabrizio Plessi (La stanza del Mare Negato), Mauro Staccioli (Trinacria), Raoul Ruiz (La Torre di Sigismondo), Maria Lai (Su barca di carta m’imbarco), Vincenzo Consolo, Paolo Icaro e molti altri. Non troverai la TV in camera, ma troverai qualcosa di molto meglio.

L’Atelier sul Mare si trova direttamente sul mare, con spiaggia privata, ristorante con terrazza panoramica e una posizione ideale come base per esplorare la Fiumara d’Arte e il sito di Halaesa. La domenica è prevista una visita guidata a tutte le camere d’arte per gli ospiti.

Info pratiche: l’Atelier sul Mare è aperto tutto l’anno. Le camere d’arte hanno prezzi maggiorati rispetto a quelle standard. Anche chi non soggiorna può richiedere una visita guidata alle camere (a pagamento). Si trova in Via Cesare Battisti, Castel di Tusa. Sito: fondazioneantoniopresti.org.

Il borgo medievale di Tusa e la frazione di Castel di Tusa

Il paese di Tusa

Il centro storico di Tusa è un borgo arroccato a 614 metri sul livello del mare, incastonato tra ulivi secolari e la vegetazione dei Nebrodi. Il punto più alto è occupato dai ruderi del Castello dei Ventimiglia (XIII sec.), costruito dalla potente famiglia normanna e poi abbandonato nel corso dei secoli: ciò che rimane della torre e delle mura dà al paese quella sagoma medievale riconoscibile da lontano.

Il centro storico è ricco di chiese: la Chiesa Madre, dedicata a Santa Maria Assunta, è la principale. Intorno a lei si addensano le chiese di Sant’Antonio Abate, San Giovanni Battista, San Nicola di Bari, San Michele Arcangelo, Santa Caterina d’Alessandria e Santa Maria di Loreto, un patrimonio religioso quasi sproporzionato per un paese di questa dimensione, che racconta secoli di devozione e committenza nobiliare.

Castel di Tusa

Castel di Tusa è la frazione marina del comune, affacciata sul Tirreno. È un borgo compatto, con un lungomare di nove chilometri scandito da barche da pesca ormeggiate e tavolini di bar all’aperto. Non si è mai concessa al turismo di massa, e questa è la sua forza principale. L’atmosfera è quella di un piccolo porto peschereccio siciliano, con il ritmo delle stagioni e il profumo del pesce appena sfilato dalle reti.

Castel di Tusa è anche sede dell’Antiquarium di Halaesa (in allestimento) e del porto turistico, punto di partenza per escursioni verso le Isole Eolie. Sulla passeggiata del lungomare si trova l’opera di Antonello Bonanno Conti Il Cavallo Eretico, scultura in acciaio di quattro metri parte del progetto Fiumara d’Arte.

Le spiagge di Castel di Tusa: Bandiera Blu sul Tirreno

Nel 2017 il comune di Tusa ha ricevuto dalla FEE la Bandiera Blu per le spiagge di Lampare e Marina, un riconoscimento che certifica la qualità delle acque e dei servizi costieri. Il mare di Castel di Tusa è quello pulito della costa tirrenica messinese: acque cristalline, fondali sabbiosi e ciottolosi, e una baia protetta che la rende ideale per famiglie e per chi ama nuotare.

La spiaggia di Lampare è quella più ampia e attrezzata, con stabilimenti balneari e noleggio attrezzatura. La spiaggia della Marina è più raccolta, vicina al porto peschereccio, con quella luce particolare del tardo pomeriggio che rimbalza sull’acqua e sulle barche. Da entrambe si gode una vista magnifica sui Nebrodi alle spalle e sulle acque del Tirreno che in estate diventano di un azzurro intenso.

Escursioni in barca: dal porto di Castel di Tusa partono imbarcazioni verso le Isole Eolie (Lipari, Vulcano, Stromboli). È una delle basi più comode per raggiungere l’arcipelago dalla costa messinese tirrenica. In estate si organizzano anche escursioni giornaliere verso calette poco accessibili via terra.

Cosa mangiare a Tusa: Nebrodi e Tirreno nel piatto

La cucina di Tusa è un matrimonio felice tra due mondi: i prodotti dei Nebrodi (formaggi, salumi, carni, olio, castagne, funghi) e il pesce fresco del Tirreno. Non troverai ristoranti stellati, ma troverai quella cucina autentica e generosa che sa ancora di lavoro agricolo e di mare pescato al mattino.

  • 🫒Olio extravergine DOP dei NebrodiL’olio di Tusa è uno dei prodotti di punta del territorio, celebrato ogni agosto con la Sagra dell’Olio. Le campagne attorno al paese sono costellate di ulivi centenari, e l’olio prodotto — fruttato, leggero, con un finale pepato — è tra i più pregiati della Sicilia settentrionale.
  • 🐟Pesce fresco del TirrenoI ristoranti di Castel di Tusa si riforniscono ogni mattina dalle barche del porto. Alici marinate, polpo alla brace, sarde a beccafico, spigola e ricciola sono i protagonisti dei menù estivi. Cerca i locali sul lungomare con i tavolini all’aperto.
  • 🧀Formaggi e salumi dei NebrodiIl territorio montano regala pecorino dei Nebrodi, tuma fresca, ricotta al forno e salumi di maiale nero dei Nebrodi — il suino autoctono della Sicilia montana, allevato allo stato brado e presidio Slow Food. Cercali nei mercati locali e nelle botteghe del centro.
  • 🌰Castagne e dolci autunnaliIn autunno i Nebrodi si trasformano in una foresta di castagni. Le castagne di Tusa e dei paesi limitrofi sono protagoniste di dolci, creme e marmellate. La cuccìa di castagne, variante locale della tradizione siciliana, è un piatto di cucina povera straordinario.
  • 🍷Antichi sapori della tradizioneLa Sagra degli Antichi Sapori, che si svolge nel borgo storico di Tusa, è il momento migliore per assaggiare i piatti della tradizione locale: pasta al forno con ragù di maiale nero, caponata di stagione, baccalà in umido e i dolci tipici della pasticceria religiosa siciliana.

Feste e sagre di Tusa

Sagra dell’Olio (agosto)

Ogni anno in agosto, la Sagra dell’Olio celebra l’olio extravergine d’oliva delle campagne di Tusa. Stand di produttori, degustazioni guidate, cucina locale e musica tradizionale nel borgo storico.

Sagra degli Antichi Sapori

Una delle feste più sentite del calendario: le piazze del borgo si animano con stand di cucina tipica, artigianato locale e musica popolare. La perfetta occasione per assaggiare tutto il patrimonio gastronomico del territorio.

Festa di Maria SS. della Catena (agosto)

La festa patrona più sentita, con processione sul mare, fuochi d’artificio sulla baia di Castel di Tusa e la tradizionale “calata” della statua verso il porto. Un momento di forte partecipazione comunitaria.

Sicily Lab — Fiumara d’Arte (agosto–settembre)

Workshop internazionale di studenti di architettura e design che si confrontano con le opere della Fiumara d’Arte, organizzato dalla Fondazione Presti. Un evento che porta a Tusa giovani creativi da tutta Europa.

Cosa vedere nei dintorni di Tusa

La posizione di Tusa — a metà strada tra Palermo e Messina, a ridosso di Cefalù, sul confine tra il Parco dei Nebrodi e quello delle Madonie — la rende un nodo perfetto per esplorare una fetta di Sicilia straordinaria e poco turistica.

Cefalù il Duomo

Cefalù

A soli 25 km verso ovest, Cefalù è una delle città più belle della Sicilia: il Duomo normanno con i mosaici dorati del XII secolo, la Rocca che si alza a picco sul mare, il centro storico medievale e una delle spiagge più fotografate d’Italia. È facilmente raggiungibile in auto o in treno dalla stazione di Castel di Tusa.

Parco dei Nebrodi Sicilia autentica

Parco dei Nebrodi

Tusa si trova dentro il Parco Regionale dei Nebrodi, il più grande parco naturale della Sicilia. Sentieri di trekking tra boschi di faggi, cervi allo stato brado, laghetti naturali e borghi medievali come Mistretta e Caronia. In primavera e autunno è un paradiso per il trekking e il birdwatching.

Santo Stefano di Camastra nel Parco dei Nebrodi

Santo Stefano di Camastra

A soli 8 km, è la capitale siciliana della ceramica maiolica: ogni bottega e ogni marciapiede è un’esplosione di colori. Un posto da non perdere per chi ama l’artigianato tradizionale.

Le Isole Eolie

Isole Eolie

Dal porto di Castel di Tusa, in estate, partono aliscafi e traghetti verso l’arcipelago eoliano. Vulcano, Lipari, Stromboli: a meno di due ore di navigazione, un altro mondo di fuoco e mare.

Mistretta nel Parco dei Nebrodi - Sicilia autentica

Mistretta e i borghi dei Nebrodi

A una ventina di minuti nell’entroterra, Mistretta è uno dei borghi più intatti dei Nebrodi, con un centro storico medievale, chiese barocche e la Fiumara d’Arte che arriva fin qui. Da esplorare anche Castel di Lucio, Motta d’Affermo e Reitano lungo il percorso del parco scultoreo.

Come arrivare a Tusa

🚗 In auto:

Da Palermo: Autostrada A20 Palermo–Messina, uscita Tusa. Circa 90 km, 1 ora e 10 minuti. È la soluzione più comoda per esplorare anche la Fiumara d’Arte lungo la valle.

Da Messina: A20 direzione Palermo, uscita Tusa. Circa 140 km, 1 ora e 40 minuti.

Da Cefalù: SS 113 costiera direzione est oppure A20, uscita Tusa. Circa 25 km, 25 minuti.

Parcheggio: Parcheggi gratuiti a Castel di Tusa sul lungomare. Per il borgo alto di Tusa, parcheggiare ai piedi del paese e salire a piedi (10 minuti). L’auto è indispensabile per visitare la Fiumara d’Arte.

🚂 In treno:

Stazione: La stazione ferroviaria di Castel di Tusa, sulla linea Palermo–Messina, è stata ristrutturata e riaperta nel dicembre 2021. È raggiungibile direttamente dall’Atelier sul Mare a piedi.

Da Palermo: Circa 1 ora e 20 minuti di viaggio con treno regionale Trenitalia. Alcune corse dirette, altre con cambio a Cefalù.

Da Cefalù: Circa 20 minuti di viaggio. Ideale per una gita da Cefalù a Tusa.

Nota: Per visitare la Fiumara d’Arte e il sito di Halaesa è necessaria un’auto. Chi arriva in treno può comunque visitare Castel di Tusa, l’Atelier sul Mare e organizzare escursioni guidate da lì.

Consigli pratici per visitare Tusa

Quando andare

Maggio–giugno e settembre sono i periodi ideali: clima mite, poco affollato, paesaggio verde. Luglio–agosto per il mare e le sagre. Autunno per castagne, funghi e trekking nei Nebrodi.

Quanto tempo serve

Almeno 2 giorni pieni: un giorno per Halaesa e il borgo di Tusa, uno per la Fiumara d’Arte e la costa. Per chi si ferma all’Atelier sul Mare, una terza giornata è perfetta per un’escursione alle Eolie o a Cefalù.

Noleggio auto

Indispensabile per visitare la Fiumara d’Arte e il sito di Halaesa. Si può noleggiare a Cefalù, Palermo o Messina. Le strade provinciali verso i borghi dei Nebrodi sono buone ma strette.

Budget

Destinazione economica. L’Atelier sul Mare è l’unica voce di spesa rilevante. Il sito di Halaesa ha ingresso modesto. Ristoranti locali a prezzi onesti. Sagre e Fiumara d’Arte accessibili gratuitamente.

FAQ su Tusa

Cos’è famosa Tusa in Sicilia?

Tusa è nota principalmente per tre cose: la Fiumara d’Arte di Antonio Presti (considerato il parco di sculture monumentali più grande d’Europa, con 12 opere su 21 km), il sito archeologico di Halaesa Arconidea (città siculo-greca fondata nel 403 a.C. lodata da Cicerone) e l’Atelier sul Mare (un hotel-museo in cui dormire dentro camere realizzate da artisti internazionali). Le spiagge di Castel di Tusa hanno ottenuto la Bandiera Blu nel 2017.

Come si arriva a Tusa da Palermo?

Da Palermo si arriva a Tusa in auto percorrendo l’autostrada A20 Palermo–Messina con uscita Tusa, in circa 1 ora e 10 minuti (90 km). In treno, la stazione di Castel di Tusa è sulla linea Palermo–Messina e dista circa 1 ora e 20 minuti dalla stazione centrale di Palermo. Per esplorare la Fiumara d’Arte e il sito di Halaesa è consigliabile avere un’auto.

Cos’è la Fiumara d’Arte di Tusa?

La Fiumara d’Arte è un museo a cielo aperto ideato dal mecenate Antonio Presti, con 12 sculture monumentali di artisti italiani e internazionali distribuite lungo 21 km lungo le sponde del fiume Tusa, attraverso i comuni di Tusa, Motta d’Affermo, Castel di Lucio, Mistretta e Reitano. È considerato il parco scultoreo all’aperto più grande d’Europa. Il progetto è iniziato nel 1982 con un’opera di Pietro Consagra e si è sviluppato per decenni.

Cosa si visita ad Halaesa Arconidea?

Il sito archeologico di Halaesa Arconidea, in contrada Santa Maria delle Palate a 3 km da Castel di Tusa, conserva tratti della cinta muraria del IV sec. a.C., l’area dell’agorà, la via principale lastricata in pietra, resti di terme e di una casa con peristilio, e il teatro recentemente scavato con la parodos meridionale ancora in perfetto stato. Il museo antiquarium annesso espone reperti tra cui una statua di Cerere in marmo e iscrizioni greche.

Cos’è l’Atelier sul Mare di Castel di Tusa?

L’Atelier sul Mare è un museo-albergo creato da Antonio Presti nel 1991, in cui 24 delle 40 camere totali sono state progettate e realizzate da artisti di fama internazionale (tra cui Mario Ceroli, Fabrizio Plessi, Mauro Staccioli, Maria Lai, Raoul Ruiz e altri). Gli ospiti dormono dentro le opere d’arte, vivendo un’esperienza unica. Si trova direttamente sul mare a Castel di Tusa e offre anche ristorante, spiaggia privata e visite guidate alle camere.

Vale la pena visitare Tusa?

Assolutamente sì, soprattutto per chi ama la Sicilia autentica e lontana dai circuiti di massa. Tusa offre una combinazione rarissima: un sito archeologico di straordinaria importanza storica, il parco di sculture contemporanee più grande d’Europa, un hotel-museo unico al mondo, spiagge Bandiera Blu e i paesaggi incontaminati del Parco dei Nebrodi. È anche a soli 25 km da Cefalù, facilmente inseribile in un itinerario più ampio della Sicilia settentrionale.

Tusa: il segreto meglio custodito della costa tirrenica

C’è un momento, percorrendo la vallata della Fiumara in macchina un pomeriggio di maggio, in cui la luce cade in modo preciso su una delle sculture — diciamo il labirinto di Lanfredini, emergente dalla macchia mediterranea — e il paesaggio dei Nebrodi alle spalle e il luccichio del Tirreno in lontananza si fondono in una di quelle immagini che non riesci a spiegare ma non dimentichi. Lì ho capito cosa voleva fare Antonio Presti con tutto questo. Non voleva creare un museo: voleva fare del territorio stesso un’opera d’arte.

Tusa è così: più ci stai, più trovi. L’archeologia di Halaesa è nascosta sotto terra e continua a rivelare qualcosa di nuovo ogni estate. Il borgo medievale sui Nebrodi ha quella qualità del silenzio autentico che in Sicilia si trova sempre più raramente. La cucina è quella di chi produce ancora con le proprie mani. E il mare è quello del Tirreno di ottobre, quando l’acqua è ancora calda e la spiaggia è quasi deserta.

Portaci almeno due giorni. Ne uscirai con la sensazione di aver trovato qualcosa che non stavi cercando. Che è il modo migliore di trovare le cose.

Mi chiamo Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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