La Settimana Santa a Scicli, in provincia di Ragusa, è uno dei momenti più intensi e sentiti dell’anno. Non è solo una ricorrenza religiosa, ma un vero e proprio viaggio nella tradizione, nella fede e nell’identità di un popolo.
Quella che precede la Pasqua di resurrezione è una settimana scandita da riti antichi, processioni cariche di significato e celebrazioni che coinvolgono l’intera comunità, trasformando la città in un palcoscenico di emozioni autentiche.
Domenica delle Palme: l’inizio della devozione
Il pomeriggio della Domenica delle Palme segna l’inizio ufficiale dei riti. In questa occasione viene portato in processione il simulacro dell’Addolorata custodito nella Chiesa di Santa Maria la Nova.
Si tratta di una delle figure più amate e venerate dai cittadini, simbolo di un culto antichissimo che, secondo la tradizione, risalirebbe addirittura a San Guglielmo.
La processione si snoda tra le vie della città in un clima di raccoglimento e partecipazione, dove fede e tradizione si fondono in modo naturale.

“Bedda Matri ‘ddulurata, ca ri mia siti abbucata, pi la passioni ri lu nostru Signuri, ratimi la Vostra Santa Biniriziuni”
Martedì Santo: “Lu veru Cravaniu” e le confraternite
Il Martedì Santo è dedicato alla processione dell’Addolorata della Chiesa di San Bartolomeo, conosciuta in dialetto come “Lu veru Cravaniu”.
Si tratta di un rito relativamente recente, introdotto negli ultimi anni, ma che ha già assunto un forte valore simbolico, anche per la storica rivalità tra le due confraternite cittadine.
Alle ore 19:00 si svolge un momento particolarmente suggestivo: l’accoglienza sul sagrato del Santuario del simulacro del Santissimo Crocifisso, profondamente venerato e custodito nella Chiesa di San Bartolomeo.

Mercoledì Santo: la Via Crucis
Il Mercoledì Santo è segnato dalla rievocazione della Via Crucis, uno dei momenti più intensi dal punto di vista spirituale.
La partenza avviene dal sagrato della Chiesa della Consolazione e coinvolge numerosi fedeli, che partecipano con devozione a questo percorso simbolico che ripercorre la Passione di Cristo.

Giovedì Santo: i “Saburcara” e la tradizione dei Sepolcri
Molto sentita è la funzione del Giovedì Santo, caratterizzata dall’allestimento dei “Saburcara”, ovvero i Sepolcri, all’interno delle cappelle delle varie chiese cittadine.
Secondo la tradizione, questi devono essere visitati in numero dispari, in un percorso di preghiera e contemplazione che attraversa l’intera città.
I più anziani ricordano ancora le usanze di un tempo, quando i simulacri del Gesù alla colonna e del Gesù al “timpone” venivano trasportati in vere e proprie scorribande popolari: uno fino alla Balata, l’altro fino al Calvario, sotto il Convento della Croce.
La notte proseguiva poi con una processione silenziosa, immersa in un clima di mestizia, accompagnata dal canto del Dies irae, in perfetta sintonia con il significato della Passione.
Venerdì Santo: il momento più suggestivo
La sera del Venerdì Santo rappresenta uno dei momenti più emozionanti della Settimana Santa a Scicli.
Protagonista è il simulacro della Madonna Addolorata, conosciuta come “dell’Ospedale”, poiché un tempo custodita nella chiesetta dell’antico ospedale cittadino.
Vestita con il tradizionale abito nero e con una spada che le trafigge il petto, questa statua è da sempre legata al mondo degli artigiani, che in passato si alternavano nel trasporto durante la processione.
Oggi è venerata nella Chiesa di San Giovanni e continua ad attirare un flusso costante di fedeli, testimoniando una devozione ancora viva e profondamente radicata.
La processione parte proprio da qui, in un’atmosfera di grande raccoglimento, per dirigersi verso Santa Maria la Nova, dove si unisce al fercolo del Cristo Morto.
Quest’ultimo è custodito in una teca di vetro e viene posto a capo del corteo. A seguire, completano la processione le statue del Cristo al Calvario con i Giudei e dell’Ecce Homo.
Tra canti e preghiere, il corteo attraversa le principali vie cittadine fino a tarda notte, creando un momento di forte impatto emotivo e spirituale.
Il Sabato Santo: il silenzio e la “Scisa a Cruci”
Dopo l’intensità del Venerdì, la città sembra fermarsi. Scicli vive il Sabato Santo in un clima sospeso, quasi irreale, in attesa della resurrezione.
A mezzanotte si celebra la suggestiva funzione della “Scisa a Cruci”. È qui che accade qualcosa di unico: le campane, rimaste in silenzio dal Giovedì Santo, tornano finalmente a suonare.
In dialetto si dice che “scattìano”, cioè esplodono. E lo fanno in una vera e propria gara sonora: prima quelle della Matrice, poi il campanone della Chiesa di San Bartolomeo che riecheggia nella valle, e infine quelle di Santa Maria la Nova.

La Pasqua: l’esplosione di gioia
Il culmine di tutta la Settimana Santa arriva con la Pasqua.
Proprio nella Chiesa di Santa Maria la Nova si celebra il momento più atteso: l’uscita del Cristo Risorto. Una folla immensa, composta soprattutto da giovani, attende con impazienza la fine della funzione del Sabato Santo.
Quando finalmente la statua appare, la tensione accumulata si trasforma in pura gioia. Il grido collettivo è uno solo: “Gioia!”
È un’esplosione di entusiasmo, un momento liberatorio che segna il passaggio dalla sofferenza alla speranza, dalla morte alla vita.
I festeggiamenti proseguono per tutta la giornata di Pasqua, sin dalle prime ore del mattino, coinvolgendo l’intera città in un clima di festa e condivisione.
Un patrimonio culturale riconosciuto
I riti della Settimana Santa a Scicli non sono solo una tradizione locale, ma un patrimonio culturale di grande valore.
Sono stati infatti inseriti dalla Regione Sicilia tra i Grandi Eventi e riconosciuti nel R.E.I. (Registro delle Eredità Immateriali), a testimonianza della loro importanza storica, religiosa e antropologica.
Perché vivere la Settimana Santa a Scicli
Partecipare alla Settimana Santa a Scicli significa immergersi in un’esperienza autentica, dove la fede si intreccia con la storia e le tradizioni popolari.
Non è solo un evento da vedere, ma da vivere. Un momento in cui la comunità si ritrova, si riconosce e tramanda valori che resistono nel tempo.
Tra processioni, silenzi, suoni di campane e grida di gioia, Scicli racconta ogni anno una storia antica che continua a emozionare.
Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
