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Scoglitti: gli scoglietti dei colombi

Scoglitti: il borgo marinaro del Canale di Sicilia

Frazione marina di Vittoria, affacciata sul Canale di Sicilia, a pochi chilometri dall’antica Kamarina. Scoglitti è un borgo che non urla la sua bellezza, la vive in silenzio: il porto con le barche dei pescatori, le dune di sabbia bianca, l’asta del pesce ogni mattina e quel mare che i pediatri italiani consigliano per i bambini.

Gazirat el-Haman: gli scoglietti dei colombi

Ci sono nomi che hanno attraversato più lingue prima di diventare quello che sono. Scoglitti è uno di questi. Il nome arabo era Gazirat el-Haman, traducibile come scoglietti dei colombi, un riferimento agli scogli che affiora dalla piana costiera del Canale di Sicilia e agli uccelli che li frequentavano. Gli Arabi chiamarono questo luogo con quella precisione descrittiva che caratterizzava la loro toponomastica, quella stessa che ci ha lasciato nomi come Marsala, Caltanissetta, Alcamo, Agrigento. Il tempo ha lavorato sul nome, la bocca siciliana lo ha modellato, e Gazirat el-Haman è diventato Scoglitti, con quegli scoglietti che dal mare si riconoscono ancora oggi e che danno al borgo il suo orizzonte.

Scoglitti è l’unica frazione marina di Vittoria, in provincia di Ragusa, e si affaccia sul Canale di Sicilia nei pressi della foce del fiume Ippari. È un borgo piccolo, milleottocento abitanti stabili che in estate diventano molte volte di più, seduto sulla piana agricola ragusana dove le serre di pomodori e ortaggi arrivano quasi fino alla riva. Non è un borgo di montagna, non ha torri normanne, non ha cattedrali barocche. Ha il mare, il porto, le dune, l’odore del pescato fresco e quella qualità rara dei posti che non hanno ancora deciso di trasformarsi in qualcosa di diverso da quello che sono.

Dal porto per Malta al porto per i turisti

La storia di Scoglitti è, in sostanza, la storia del suo porto. I primi insediamenti stabili si registrano nel XVII secolo, in concomitanza con la fondazione di Vittoria, che avvenne nel 1607 per privilegio del Re di Spagna Filippo III concesso alla duchessa Vittoria Colonna de Cabrera. Scoglitti nacque come sbocco al mare di Vittoria, il porto naturale del territorio, il punto da cui le merci dell’entroterra ragusano prendevano il largo verso Malta, il centro commerciale del Mediterraneo centrale in quell’epoca.

Nel Settecento Scoglitti conobbe il suo primo vero sviluppo commerciale grazie al vino. Il Cerasuolo di Vittoria, il vino rosso prodotto dalla commistione di Nero d’Avola e Frappato che è ancora oggi l’unico vino siciliano a denominazione DOCG, veniva esportato a Malta in grandi quantità. Le botti arrivavano dall’entroterra, venivano caricate sulle barche nel porto di Scoglitti, e attraversavano il Canale di Sicilia verso l’isola che ne era ghiotta. Era un commercio vivace, e il borgo crebbe intorno ad esso.

Il porto vero e proprio fu costruito solo nel 1879, grazie all’ingegner Rosario Cancellieri. Prima di quella data le imbarcazioni si avvicinavano alla riva senza una struttura portuale vera, con tutti i rischi e le difficoltà che questo comportava. L’inaugurazione del porto fu la svolta definitiva per lo sviluppo del borgo. Nel Novecento arrivarono i magazzini per la salatura del pesce, che per decenni furono una delle attività principali di Scoglitti, fino a quando non scomparvero con la modernizzazione. Quello che resta oggi è il porto pittoresco (nella mia foto in copertina), con il piccolo faro bianco, le barche dei pescatori accostate alla banchina, e quella qualità di luogo vissuto che i porti di lavoro hanno e che i porti turistici non riescono mai a replicare del tutto.

Il 10 luglio 1943: quando Scoglitti cambiò la storia

C’è una pagina di storia di Scoglitti che vale la pena raccontare con attenzione, perché è una di quelle pagine in cui un piccolo borgo si trova al centro degli eventi più grandi del mondo. Il 10 luglio 1943, all’alba, le truppe alleate sbarcarono sulle coste della Sicilia nel quadro dell’Operazione Husky, lo sbarco angloamericano che avrebbe aperto il fronte italiano e cambiato le sorti della Seconda Guerra Mondiale.

Le spiagge di Scoglitti e del litorale di Vittoria furono uno dei punti di sbarco principali. La 45a Divisione di Fanteria americana, la Thunderbird Division, e la 1a Divisione canadese toccarono terra su queste sabbie. Non fu uno sbarco tranquillo: le onde alte per il maltempo, la resistenza italiana e tedesca, la confusione della prima notte in un territorio sconosciuto. Nei giorni successivi, decine di migliaia di soldati alleati passarono per Scoglitti, trasformando per settimane questo piccolo borgo di pescatori in un hub logistico militare di primaria importanza. Oggi quella pagina è ricordata con rispetto, e ogni anno il 10 luglio le comunità di Vittoria e dei comuni costieri commemorano lo sbarco con cerimonie che tengono viva la memoria di quei giorni.

Il porto e l’asta del pesce: la mattina che vale il viaggio

Se c’è una cosa che Scoglitti fa meglio di qualsiasi altra, è il porto. Non il porto inteso come struttura, anche se il piccolo faro bianco con la sua casetta color crema ha il suo fascino. Il porto inteso come vita, come ritmo quotidiano, come modo di stare al mondo che la modernità non è ancora riuscita a cambiare del tutto.

Le barche partono di notte. Le vedono uscire le persone che non dormono, in silenzio, con i motori che si sentono in tutto il borgo. All’alba rientrano, cariche del pescato. Ed è lì che Scoglitti comincia a svegliarsi davvero. I pescatori scaricano le cassette, le dispongono sulla banchina, e comincia l’asta. Non un’asta silenziosa fatta di segnali e computer: un’asta vera, con le voci, le offerte dette ad alta voce, i ristoratori e i rivenditori che si contendono il pesce migliore. Il tonno, il pesce spada nei mesi giusti, la triglia, il polpo, le seppie, i gamberi. Tutto freschissimo, tutto pescato quella notte.

Assistere all’asta del pescato di Scoglitti è una di quelle esperienze che si fanno una volta e non si dimenticano. Non per la spettacolarità, ma per l’autenticità. È la Sicilia che lavora, quella che non va in televisione, quella che alle sei di mattina ha già fatto mezza giornata. Se siete a Scoglitti e volete capire davvero il posto, alzatevi presto e andate al porto. Vale più di qualsiasi guida turistica.

Le spiagge: dalle dune di Kamarina alle Due Rocche

Il litorale di Scoglitti è uno dei più generosi della Sicilia sud-orientale. Si estende per chilometri in entrambe le direzioni dal porto, con spiagge di sabbia finissima e dorata caratterizzate in molti tratti dalla presenza di dune naturali, quei rilievi di sabbia che il vento del Canale di Sicilia costruisce con pazienza e che danno al paesaggio costiero un carattere quasi nordafricano. È un paesaggio che in certi punti non ti aspetti in Sicilia, che sembra uscito da un altro Mediterraneo.

La spiaggia di Riviera Gela è quella principale, quella più vicina al porto e al centro del borgo, lunga e attrezzata con stabilimenti, docce e servizi. È la spiaggia delle famiglie, quella dei bambini che giocano nell’acqua bassa, quella dei lettini sotto l’ombrellone. Il mare è basso per decine di metri, con fondali sabbiosi e acqua limpidissima. Da anni queste spiagge ricevono la Bandiera Verde, il riconoscimento che i pediatri italiani assegnano alle spiagge più sicure per i più piccoli.

Andando verso ovest, in direzione di Kamarina, le spiagge cambiano carattere. La spiaggia di Kamarina, al confine con il territorio di Ragusa, è meno frequentata e più selvaggia, con le dune bianche che si alzano fino a tre o quattro metri dalla riva e la pineta della Riserva di Randello alle spalle. È qui che il paesaggio diventa davvero straordinario, dove ci si siede in cima a una duna e si guarda il mare e si sente che non c’è nessuna fretta.

Verso est, invece, le spiagge delle Due Rocche offrono un carattere più aspro e selvaggio, con formazioni rocciose che emergono dall’acqua e creano fondali variabili ideali per lo snorkeling. La Torre Cabrera, un’antica torre di avvistamento che si erge sulla spiaggia omonima, aggiunge un elemento storico a un paesaggio già di per sé bellissimo. E più lontano ancora, verso Punta Secca, ci si avvicina ai luoghi di Montalbano che già conosce chi segue questo blog.

Kamarina: la città greca sotto le dune

A pochi chilometri da Scoglitti, lungo la costa verso ovest, si trovano i resti di una delle città greche più importanti della Sicilia meridionale. Kamarina fu fondata nel 598 avanti Cristo dai Siracusani, che scelsero questo promontorio sul Canale di Sicilia per il suo porto naturale e la sua posizione strategica sul Canale di Sicilia. Fu una città prospera, contesa tra le potenze greche dell’isola, distrutta e ricostruita più volte. Pindaro le dedicò un’ode olimpica. Cicerone la menzionò nelle Verrine. Era una delle grandi città greche di Sicilia, poi lentamente inghiottita dalla sabbia e dal tempo.

Oggi il Parco Archeologico di Kamarina custodisce i resti delle mura, del tempio di Atena del V secolo avanti Cristo, dei quartieri residenziali con le strade a reticolo. Il Museo Regionale di Kamarina espone i reperti più preziosi trovati durante gli scavi: ceramiche, monete, anfore, terracotte votive. È un museo piccolo ma di qualità eccezionale, uno di quei luoghi in cui si capisce quanto fosse sofisticata la civiltà greca anche in questi lembi estremi del Mediterraneo antico. I fondali davanti al promontorio di Kamarina, dove la città aveva il suo porto, custodiscono ancora ancore, anfore e resti di navi che i subacquei trovano ancora oggi.

La Riserva di Randello: la pineta sul mare

Tra Scoglitti e Kamarina, lungo la costa, si estende la Riserva Naturale Orientata di Randello, una pineta di pini d’Aleppo che corre parallela alla riva per diversi chilometri. È uno di quei paesaggi che in Sicilia sorprendono sempre, perché si associa al mare siciliano un immaginario di sabbia e macchia mediterranea, non di pinete dense e ombrose. Invece eccola: il profumo della resina che si mescola con quello della salsedine, le radici dei pini che si insinuano nella sabbia delle dune, gli uccelli migratori che si fermano nelle zone umide adiacenti.

La riserva è attraversata da sentieri che permettono di raggiungere la spiaggia di Randello, una delle più belle e meno frequentate di tutta la costa ragusana. Si cammina all’ombra dei pini, si sente il mare avvicinarsi, e poi improvvisamente si apre l’arenile con quelle dune alte e quella sabbia finissima che sembra importata dal Sahara. È uno di quei posti che si trovano solo venendo a Scoglitti, e che da soli valgono il viaggio.

Le chiese, il Cerasuolo e la vita del borgo

Scoglitti non è solo mare. Ha anche le sue chiese, la sua vita di borgo, i suoi ritmi che le stagioni scandiscono con precisione.

La Chiesa di San Francesco da Paola è la più antica del borgo, risalente all’inizio del Settecento. La sua facciata è esaltata da un campanile a vela in stile barocco siciliano e da una composizione in maiolica di Caltagirone che raffigura l’attraversamento dello Stretto di Messina da parte del santo. È la chiesa dei pescatori, quella a cui si rivolgono prima di partire per la pesca e a cui rendono grazie quando tornano.

La Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, parrocchiale del paese dal 1937, custodisce la statuetta di San Franciscuzzu risalente alla fine del Seicento, ritrovata in mare da un gruppo di pescatori nel XIX secolo. La storia del ritrovamento in mare è uno di quei racconti che i borghi pescatori siciliani custodiscono gelosamente, in cui la fede e il mare si intrecciano in modo inestricabile.

La Festa patronale di Maria Santissima di Portosalvo, che si celebra la domenica dopo Ferragosto, è l’appuntamento più sentito dell’anno, con la processione in mare della statua della patrona e i fuochi d’artificio che illuminano il Canale di Sicilia. E nel mezzo dell’estate, l’Estate Scoglittese anima il lungomare con concerti, degustazioni e manifestazioni sportive che trasformano questo borgo tranquillo in qualcosa di vivace senza fargli perdere il carattere.

Il Cerasuolo di Vittoria DOCG, il vino rosso che ha fatto la fortuna di questo territorio per secoli, è ancora oggi il prodotto enologico più importante della zona. Lo si trova in tutti i ristoranti di Scoglitti, lo si beve con il pesce fresco in barba alle regole che dicono che il pesce vuole il vino bianco, lo si porta a casa come ricordo di un posto che sa già come si fa a vivere bene.

COME ARRIVARE E COSA SAPERE

📍 Dove si trova
Scoglitti, frazione di Vittoria, provincia di Ragusa. Sul Canale di Sicilia, circa 30 km da Ragusa, 22 km da Comiso, 25 km dall’aeroporto di Comiso, 110 km da Catania.

🚗 Come arrivare
Da Ragusa: SP13 e SS115 direzione Vittoria, poi provinciali per Scoglitti, circa 35 minuti. Da Catania: A18 direzione Siracusa poi superstrada 194 per Ragusa, uscita Ragusa Ovest, SP per Scoglitti. Da Comiso: SP20 e SP15, circa 23 minuti.

✈️ Aeroporto
Aeroporto di Comiso (RGO): 22 km, circa 25 minuti. Aeroporto di Catania Fontanarossa: 110 km, circa 1 ora e 15 minuti.

🏖️ Le spiagge principali
Riviera Gela (spiaggia principale, attrezzata, fondali bassi, Bandiera Verde), spiaggia di Kamarina (selvaggia, con dune), Riserva di Randello (pineta e dune), Torre Cabrera (sabbia dorata, torre di avvistamento storica), spiaggia delle Due Rocche (rocce e snorkeling).

🐟 Da non perdere
L’asta del pesce al porto ogni mattina all’alba. Il porto al tramonto con il piccolo faro. Il Museo Regionale di Kamarina con i reperti greci. Il Parco Archeologico di Kamarina. La Riserva di Randello.

📅 Feste ed eventi
10 luglio: commemorazione dello Sbarco alleato del 1943. Marzo: Tavole di San Giuseppe. Estate: Estate Scoglittese con eventi sul lungomare. Domenica dopo Ferragosto: Festa patronale di Maria SS. di Portosalvo con processione in mare.

🌿 Nei dintorni
Vittoria con il Teatro Comunale e il Cerasuolo DOCG (15 km), Punta Secca (già nel blog, 15 km), Marzamemi (25 km), Modica (40 km), Ragusa Ibla (30 km), Ispica (45 km).

🛒 Prodotti tipici
Pesce fresco di giornata, Cerasuolo di Vittoria DOCG, pomodoro di Vittoria, melanzane, peperoni di serra, olio extravergine ibleo.

Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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