Il borgo più bello d’Italia 2018, a 1147 metri sulle Madonie, a Palermo, entroterra madonita: tremila abitanti, tre belvedere, chiese barocche, i Gagini, la miniera di sale e una vista che abbraccia l’Etna e il Tirreno.
Ci sono borghi che si capisce subito, appena arrivati, e borghi che bisogna camminare per un po’ prima di capirli davvero. Petralia Soprana appartiene alla seconda categoria. Il primo impatto è quello del paesaggio: si arriva su una strada che sale tra le Madonie, ci si aspetta il solito borgo di montagna, e invece si trova qualcosa di diverso. Un posto che ha quella qualità rara di sembrare ancora vissuto davvero, non conservato per i turisti ma abitato da chi ci vive e ci tiene. Le stradine acciottolate con i balconi fioriti, le chiese aperte nei pomeriggi, i vecchi seduti davanti alle porte, i bambini che giocano nelle piazze. E poi, ogni tanto, tra un vicolo e l’altro, si apre un belvedere, e il mondo intorno si allarga fino a sembrare infinito.
Petralia Soprana è il comune più alto delle Madonie e uno dei più alti della Sicilia, con il suo punto più elevato che raggiunge i 1.657 metri. Il centro abitato si trova a 1.147 metri sul livello del mare, sul versante meridionale del massiccio madonita, affacciato su una delle viste più ampie che la Sicilia interna possa offrire. Nel 2018 è stato proclamato Borgo dei Borghi dalla trasmissione televisiva di Rai Tre, il riconoscimento annuale del borgo più bello d’Italia: il primo borgo siciliano a vincere quel titolo.

Petra: dalla città sicana alla Sicilia normanna
La storia di Petralia Soprana è antica quanto può esserlo quella di un insediamento di montagna in Sicilia. Il borgo viene identificato con la città sicana di Petra, nome che con buona probabilità deriva dalla roccia su cui sorgeva, come tanti altri insediamenti dell’entroterra siciliano. La posizione in quota la rendeva difendibile e visibile a grande distanza, qualità preziose in secoli in cui il controllo del territorio dipendeva dalla possibilità di avvistare i movimenti nemici per tempo.
Nel 254 avanti Cristo, durante le Guerre Puniche, Petra passò sotto la dominazione romana come città decumana, contribuendo il grano della sua fertile campagna ai rifornimenti dell’esercito. Nel IX secolo gli Arabi la conquistarono e la ribattezzarono Batraliah, trasformandola in uno dei centri militari più importanti delle Madonie. La cinta muraria ospitava già allora una popolazione mista di musulmani e cristiani di rito greco che, secondo le fonti, convivevano senza conflitti particolari. La moschea che gli Arabi costruirono in città sarebbe poi diventata, con la conquista normanna, la chiesa del Salvatore.
Nel 1061 il conte normanno Ruggero conquistò quella che i documenti chiamano Petra Heliae. La moschea fu riconsacrata al rito cristiano come cappella palatina del castello che Ruggero fece costruire nel 1066 come avamposto nella valle dell’Imera settentrionale, ancora in mano araba. La chiesa di San Teodoro, secondo la tradizione, deve la sua origine a una vittoria di Ruggero sui Saraceni. Nel 1138 il geografo arabo al-Idrisi, che serviva alla corte normanna di Palermo, descriveva Petralia come sede di mercato, nobile castello e superbo fortilizio. È il tipo di elogio che un geografo arabo al servizio di un re normanno nella Sicilia del XII secolo non regalava a caso.
Nel 1258 compaiono per la prima volta in un documento distinte la Petra inferiore, Petralia Sottana, e la Petra superiore, Petralia Soprana. Le due comunità, che probabilmente avevano sempre avuto un’identità comune, vengono da quel momento in poi considerate realtà separate. Sulle Madonie si consolida la potenza della famiglia Ventimiglia di Geraci, cui re Manfredi aveva assegnato il vasto territorio dell’antica Petra. I Ventimiglia commissiomeranno edifici e chiese che danno alla Soprana buona parte del suo aspetto attuale.

Il centro storico: tre belvedere e un borgo quasi intatto
Il cuore di Petralia Soprana è Piazza del Popolo, che i locali chiamano ancora con l’antico soprannome di la vecchia vucciria, il vecchio mercato. Su di essa si affaccia il Palazzo del Municipio con la sua facciata in stile neogotico: l’edificio, che oggi ospita gli uffici comunali, era originariamente il convento di Maria Santissima del Carmelo, e fino al 1929 era collegato da un arco alla vicina chiesa del Carmelo. La transizione da convento a municipio, con quel residuo architettonico dell’arco poi demolito, dice molto di come i borghi siciliani di montagna abbiano attraversato l’Unità d’Italia.
Ma il vero spettacolo di Petralia Soprana sono i tre belvedere, che il sito dei Borghi più Belli d’Italia descrive senza esagerazione come uno dei doni più straordinari del paese ai suoi visitatori. Dal Belvedere Loreto, noto localmente come u castru, il castello, lo sguardo si apre verso est: l’Etna sullo sfondo, poi Enna e Caltanissetta e la valle attraversata dal fiume Imera. Dal Belvedere del Carmine, il secondo, si abbraccia la Sicilia occidentale verso Palermo. Dal balcone affacciato su Piazza del Duomo si arriva a vedere oltre Gangi e sullo sfondo ancora l’Etna. Tre prospettive, tre orientamenti, tre porzioni diverse dello stesso panorama ininterrotto. Tre ragioni per girare lentamente intorno al borgo invece di fermarsi solo in centro.
Le chiese: barocco, Gagini e frate Umile
Petralia Soprana è una di quelle realtà dove la densità di chiese in rapporto agli abitanti sfida qualsiasi proporzione sensata. Non è una questione di ostentazione religiosa: è il segno di una storia in cui le corporazioni, le famiglie nobiliari, gli ordini religiosi hanno lasciato ognuno il proprio segno nel paesaggio urbano, e dove ogni chiesa racconta una storia diversa e ha qualcosa da mostrare.

La Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo, che si affaccia su Piazza del Duomo con la sua maestosa scalinata, fu costruita nel XIV secolo per volere della famiglia Ventimiglia a pianta a croce latina con tre navate. Ha due campanili, uno quattrocentesco e uno settecentesco, collegati da un portico a diciotto colonne. All’interno custodisce tele seicentesche e, soprattutto, il primo crocifisso ligneo attribuito a frate Umile da Petralia, il frate francescano nato proprio a Petralia Soprana nel 1580 che divenne uno dei più grandi scultori di crocifissi della storia siciliana. I suoi crocifissi, noti per la straordinaria espressività del volto sofferente, si trovano sparsi in tutta la Sicilia e sono considerati tra i capolavori dell’arte religiosa isolana.
La Chiesa di Santa Maria di Loreto occupa la zona più panoramica del borgo, in fondo all’omonima via da cui si gode la veduta più famosa di Petralia Soprana. Costruita su un’antica fortezza di età araba poi trasformata in chiesa dai Carmelitani scalzi, fu rifatta completamente nel 1750 in stile barocco. I due campanili hanno le sommità interamente ricoperte di maioliche colorate, una tecnica che si ritrova anche in altri borghi madoniti come Geraci Siculo e Gangi, e che rappresenta uno degli elementi architettonici più caratteristici di questo territorio. Dietro la chiesa si trova la terrazza panoramica, e poco oltre il Belvedere Loreto.
La Chiesa del Salvatore, con la sua pianta ellittica unica nelle Madonie, corrisponde probabilmente alla moschea araba riconsacrata da Ruggero nel 1061. La sua vicinanza al castello normanno rafforzava l’ipotesi che fosse la cappella palatina del presidio militare. La chiesa di San Teodoro, la cui configurazione attuale risale al 1758, conserva nel campanile la trasformazione di una delle antiche torrette delle mura di cinta medievali. Poi ci sono la chiesa del SS. Salvatore con il suo interno bianco e oro abbagliante e il lampadario in cristallo e ottone donato dagli emigrati sopranesi in America, e la chiesa di Santa Maria di Gesù con il suo convento del 1611 costruito su iniziativa di alcune nobildonne del borgo.
L’itinerario Gaginiano merita una menzione speciale. I Gagini, famiglia di scultori di origine luganese attiva in Sicilia tra il Quattrocento e il Cinquecento, hanno lasciato nelle Madonie una concentrazione straordinaria di opere. Petralia Soprana, insieme a Gangi, Geraci Siculo e Petralia Sottana, è uno dei quattro borghi in cui si può seguire questo percorso artistico tra sculture in marmo e pietra che raccontano come l’arte rinascimentale si sia radicata nell’entroterra madonita con una qualità che sorprende ogni volta.

La miniera di sale: un museo sottoterra
Tra le esperienze più particolari che Petralia Soprana offre c’è qualcosa che difficilmente si trova altrove in Sicilia: la visita alla miniera di salgemma di Raffo, frazione del comune, una delle più grandi d’Europa e ancora oggi parzialmente in attività. L’Italkali, la società che gestisce la miniera, organizza visite guidate in date prefissate che portano i visitatori negli oltre ottanta chilometri di gallerie sotterranee del sito estrattivo.
Scendere nelle viscere della montagna tra le pareti di sale bianco e rosa, con le guide che raccontano la storia del sito e la tecnica estrattiva, è un’esperienza che ha qualcosa di quasi fisicamente straniante. Nelle gallerie trova spazio anche il MAACS, il Museo di Arte e Architettura di Culto del Sale, con sculture di salgemma realizzate da artisti che hanno lavorato con questo materiale insolito. Chi si ferma nella frazione di Raffo trova anche le tracce della Villa S. Marina, un sito archeologico romano che racconta la storia della via del sale in epoca imperiale.

La gastronomia: lo sfoglio e le tradizioni delle Madonie
Non si può parlare di Petralia Soprana senza fermarsi sulla cucina, che è quella della montagna madonita, con tutte le sue specificità rispetto alla Sicilia costiera. Qui l’ingrediente di base è il formaggio: la tuma fresca, il primo sale, il pecorino stagionato che proviene dagli oltre trentadue borghi di pastori e contadini che compongono il territorio del Parco delle Madonie. La carne è quella degli allevamenti locali, le verdure sono quelle degli orti di montagna.
Il dolce tipico per eccellenza di Petralia Soprana è lo Sfoglio delle Madonie: una sorta di cassata al forno, ripiena di tuma fresca, zucca candita, cannella e cioccolato avvolti in una sfoglia di pasta. È una ricetta antica, conservata nelle famiglie e nelle pasticcerie del borgo, che combina la ricotta e il formaggio fresco con la cannella e la zucca in un equilibrio di sapori che appartiene alla Sicilia arabonormanna. Insieme allo sfoglio, i biscotti alla cannella e le lenticchie della Sagra di agosto completano il profilo gastronomico di un borgo che sa come si mangia.

Il Natale: un presepe che è il borgo stesso
Petralia Soprana ha una tradizione natalizia che vale da sola un viaggio. La Chiesa del Monte di Pietà ospita ogni anno un presepe allestito su circa cento metri quadri in cui viene ricostruita in miniatura la Petralia stessa, con i suoi scorci più caratteristici, i vicoli, le chiese, i balconi fioriti riprodotti con maestria artigianale. Non è un presepe convenzionale con la mangiatoia e i Re Magi: è una cartografia emotiva del borgo, fatta a mano, che trasforma la devozione in memoria collettiva. Il borgo in dicembre si riempie di visitatori che arrivano proprio per questo: per vedere la Petralia riprodotta in miniatura dentro la Petralia vera.
Petralia Soprana sta facendo passi avanti verso la transizione energetica con la creazione di una Comunità Energetica rinnovabile e solidale. Questo è un esempio di come il borgo sta cercando di combinare la conservazione del suo patrimonio storico con le esigenze moderne di sostenibilità.
| COME ARRIVARE E COSA SAPERE 📍 Petralia Soprana — Provincia di Palermo, Parco delle Madonie. Altitudine 1.147 m s.l.m. 🚗 In auto: da Palermo (115 km) autostrada A19, uscita Irosa poi SS 290, oppure uscita Tremonzelli poi SS 120. Seguire le indicazioni per le Madonie e Petralia Soprana. 🚌 In autobus: collegamenti da Palermo (circa 2 ore) e da Cefalù/Termini Imerese. Verificare orari su SAIS Trasporti o AST. ✈️ Aeroporti più vicini: Palermo Falcone-Borsellino (circa 90 km) e Catania Fontanarossa (circa 130 km). 🧂 Miniera di Sale Italkali (Raffo): visite guidate in date prefissate. Prenotazione obbligatoria. Contatto: Associazione Raffo 366 387 8751. 🥾 Escursioni: sentiero Piano Cervi, Piano Battaglia (innevato d’inverno, sci nordico), sentiero degli agrifogli giganti. Parco Avventura Madonie a Petralia Sottana (7 km). 🎭 Itinerario Gaginiano: sculture dei Gagini nei borghi di Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana e Petralia Sottana. 🎄 Periodo speciale: dicembre, per il presepe del borgo nella Chiesa del Monte di Pietà. Agosto per la Sagra del Grano, la Sagra delle Lenticchie e il Matrimonio Baronale (rievocazione storica in costume settecentesco). 📅 Festa patronale: Santi Pietro e Paolo, 29 giugno. |
Scritto da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
