A 610 metri sul versante meridionale dell’Etna, il paese il cui nome viene probabilmente dal latino ad pedes arae, ai piedi dell’altare, ovvero dell’altare dedicato a Giove Etneo. Le eruzioni hanno cancellato le origini, ma la cucina con i funghi porcini, le mele Cola e Gelata Presidio Slow Food e una vita notturna vivace come pochi borghi etnei sanno fare raccontano un paese che ha saputo reinventarsi.
Il nome di Pedara si spiega meglio attraverso la leggenda che attraverso i documenti storici, quasi tutti andati perduti sotto la lava. La leggenda racconta che il luogo fosse un tempo sede di un tempio dedicato a Giove Etneo, un’ara così magnifica da essere impossibile non notare. Le terre ai piedi di quella ara, in latino ad pedes arae, divennero nel tempo Pied’Ara, poi Pedara. Non è inventata del tutto: il corso principale del paese si chiama ancora oggi Corso Ara di Giove, e durante le feste locali il Premio Ara di Giove ad agosto richiama quella memoria. Un’altra ipotesi fa derivare il nome dalla presenza di alberi di pero, peri in dialetto, che un tempo popolavano il territorio. Una terza ipotesi collega il nome alla città greca di Epidauros nel Peloponneso, da cui una colonia sarebbe partita verso la Sicilia.
La storia documentata comincia nel 1388, quando il vescovo di Catania, Simone Del Pozzo, autorizzò la costruzione della prima chiesa parrocchiale. Il comune nacque probabilmente intorno a un piccolo altare cristiano sopravvissuto alla dominazione araba, diventato poi parrocchia in epoca normanna. Il problema è che le eruzioni del 1404 e poi quelle del Cinquecento spostarono più a sud l’intero abitato, cancellando le tracce fisiche di ogni epoca precedente. Il terremoto del 1693 impose una ricostruzione quasi totale, terminata nel 1695 per opera di Don Diego Pappalardo. Pedara è un paese distrutto e ricostruito più volte, con quella tenacia degli etnei che non si allontanano dal vulcano neppure quando il vulcano li brucia.
La Basilica di Santa Caterina e il Santuario dell’Annunziata
La Basilica di Santa Caterina d’Alessandria è il monumento più importante del centro storico. L’edificio attuale risale alla ricostruzione dopo il terremoto del 1693 e fu terminato nel 1695. La facciata barocca in pietra lavica nera alternata a inserti di pietra chiara è il tipo di contrasto cromatico che sull’Etna si trova ovunque e non stanca mai. All’interno, gli affreschi sono opera di Giovanni Lo Coco da Acireale, pittore attivo tra il 1667 e il 1721. Il portale del 1547, in pietra lavica e bianca con arco romanico, è il monumento più antico di Pedara: sopravvissuto ai terremoti, conserva ancora i 122 grossi chiodi sul battente di legno di castagno che la tradizione vuole rappresentino le famiglie che contribuirono alla sua costruzione.
Il Santuario di Maria Santissima Annunziata è la chiesa più antica, con origini normanne del 1388 e la ricostruzione tra il 1694 e il 1697. Custodisce il simulacro dell’Annunziata e i resti della Serva di Dio Giuseppina Faro, giovane pedarese morta nel 1871 per la quale è in corso la causa di beatificazione. A settembre la processione dell’Annunziata è lo spettacolo più caratteristico del paese: le Candelore, grandi carri decorati con fiori, bandiere e sculture dorate, sfilano per le vie mosse da ingranaggi che animano scenografie con personaggi in costume. Una delle processioni più elaborate e spettacolari dei paesi etnei.
Monte Troina, i sentieri e la porta dell’Etna
Il Monte Troina domina il centro abitato di Pedara come un cratere spento che veglia sulla piazza. Sul versante settentrionale sale la scalinata del Calvario, con la cappella che ospita i riti pasquali del paese. La cima offre uno dei panorami più ampi del versante meridionale: l’Etna sopra, i borghi etnei intorno, il mare in lontananza. Il monte è stato anche vigneto storico: alcuni proprietari negli ultimi anni hanno ripristinato i terrazzamenti in pietra lavica tentando di restituire alla collina la sua geografia originale.
Pedara è una delle porte del Parco dell’Etna sul versante meridionale. Dal territorio comunale parte la strada che salendo attraverso i boschi di castagno raggiunge la frazione di Tarderia, con le sue case di villeggiatura e i B&B immersi nel verde, e poi continua verso il Salto del Cane, primo nodo dei sentieri del Parco dell’Etna, e da lì verso la sommità del vulcano. La vicinanza con Catania, a soli quindici chilometri, rende Pedara uno dei borghi etnei più frequentati dai catanesi per escursioni e villeggiatura.
Le mele Cola e Gelata, i funghi porcini e la sera in piazza
Le mele dell’Etna sono un Presidio Slow Food, e Pedara è uno dei comuni produttori più importanti. Le varietà tradizionali Cola e Gelato Cola si coltivano tra i 700 e i 1500 metri su terreni vulcanici con escursioni termiche di venticinque e trenta gradi tra giorno e notte: piccole, aromatiche, con quella polpa compatta e quel sapore dolce-acidulo che le distingue nettamente dalle varietà industriali. La raccolta avviene tra fine settembre e inizio novembre, con i tradizionali panara, grandi canestri portati a spalla fino ai fruttai dove le mele riposano fino alla completa maturazione. La Sagra del Fungo e della Mela dell’Etna, a ottobre, è il momento migliore per assaggiarle sul posto insieme ai funghi porcini del vulcano, l’altro protagonista della cucina pedarese autunnale.
Pedara è diventata nota a partire dai primi anni Duemila per una vita notturna vivace e ben organizzata che attira giovani da tutto l’hinterland catanese. Bar, trattorie, pub, pasticcerie: il centro storico si anima ogni sabato sera dell’anno, e d’estate diventa un punto di ritrovo quasi obbligato. Una piccola galleria coperta collega le due piazze principali, con i suoi negozi e locali, creando un percorso pedonale che pochi borghi di questa dimensione riescono a costruire. C’è qualcosa di raro in questo mix di borgo storico con basilica barocca e vita serale contemporanea. E sopra i tetti, l’Etna: che a volte erutta mentre la gente chiacchiera in piazza, e nessuno si sposta.
COME ARRIVARE E COSA SAPERE
Come arrivare: da Catania, A18 uscita San Gregorio poi SP 8 verso paesi etnei e Pedara. Oppure SP 4 da Canalicchio.
Il centro storico si percorre a piedi: parcheggiare ai margini e salire a Monte Troina per il panorama.
Per i sentieri dell’Etna dal versante sud: seguire le indicazioni per la frazione di Tarderia e il Salto del Cane.
Le mele Cola e Gelata si trovano nei mercati locali in ottobre. La Sagra del Fungo e della Mela si tiene ogni anno in ottobre.
La sera, soprattutto in estate, il centro è animato: ottima base per cena dopo escursioni sul vulcano.
Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
