La più occidentale delle Egadi è anche la più selvaggia. Grotte marine, sentieri tra la macchia, un piccolo porto che sa ancora di pesca autentica. E un mare che è, senza discussioni, tra i più belli del Mediterraneo.
Marettimo è l’isola che si vede all’orizzonte da Levanzo e da Favignana come una sagoma scura e lontana, quasi irraggiungibile. Questa distanza non è solo geografica. Marettimo è la più lontana dalla Sicilia, la più difficile da raggiungere nei giorni di mare mosso, la meno commercializzata, la più integra. Ed è forse per questo che chi la visita una volta la ama in modo assoluto, senza mediazioni.
L’isola misura poco più di dodici chilometri quadrati e conta meno di settecento abitanti fissi, quasi tutti concentrati nel piccolo centro abitato che si affaccia sul porto. Non ci sono automobili. Non ci sono strade asfaltate al di fuori del centro. Ci sono sentieri, rocce, macchia mediterranea, grotte marine e un mare che in certi giorni è talmente trasparente da sembrare aria colorata di blu.
La storia: Romani, Arabi e la battaglia delle Egadi
Marettimo ha una storia che pesa. Nel 241 avanti Cristo, nelle acque tra le isole Egadi si consumò la battaglia navale che pose fine alla Prima Guerra Punica: la flotta romana guidata dal console Gaio Lutazio Catulo sconfisse quella cartaginese comandata da Annone, in modo così netto e definitivo da costringere Cartagine a chiedere la pace e a cedere la Sicilia a Roma. Fu la prima grande vittoria navale di Roma, e cambiò il Mediterraneo per sempre.
Nel 2004 i resti di quella battaglia sono stati trovati sui fondali intorno a Marettimo: rostri di bronzo, elmi, anfore, resti di scafi. I fondali dell’arcipelago delle Egadi sono oggi uno dei più importanti siti di archeologia subacquea del mondo, con ritrovamenti che continuano ancora oggi. La Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana gestisce le campagne di scavo con l’Università della Pennsylvania e la RPM Nautical Foundation.
Gli Arabi chiamarono l’isola Djezira el Maretum, isola del mare profondo. I Normanni la ripresero e la ribattezzarono con un nome che ha resistito fino a oggi. La torre di avvistamento aragonese che domina il porto, costruita nel XVI secolo per difendersi dalle incursioni dei pirati barbareschi, è ancora lì, restaurata, a ricordare che questo mare non è mai stato tranquillo davvero.
Le grotte marine: un patrimonio sommerso
Le grotte marine di Marettimo sono una delle attrazioni principali dell’isola, e si raggiungono esclusivamente via mare. La Grotta del Cammello, la Grotta della Bombarda, la Grotta del Tuono: ognuna ha una sua personalità, una sua luce, un suo suono. La luce cambia a seconda dell’ora e della posizione del sole, e le sfumature che si creano all’interno delle grotte, tra il blu profondo dell’acqua e il bianco della roccia calcarea, sono qualcosa che nessuna fotografia riesce a restituire completamente.
Le escursioni in barca per visitare le grotte partono dal porto mattina e pomeriggio, con i barcaioli locali che conoscono ogni angolo di costa. Alcune grotte si possono esplorare anche in kayak, con una delle attività che negli ultimi anni ha preso piede sull’isola. Non è necessario essere esperti: le grotte accessibili con il kayak sono generalmente calme e protette, e il contatto diretto con la roccia e con l’acqua è un’esperienza di un livello diverso rispetto alla barca a motore.
I sentieri: l’isola a piedi
Marettimo ha una rete di sentieri ben segnati che attraversano l’isola in tutte le direzioni, spesso coincidenti con le antiche mulattiere usate dai pastori per secoli. Il sentiero più bello e più impegnativo porta alla vetta del Monte Falcone, il punto più alto dell’isola a 686 metri sul mare, da dove in giornate terse si vede la costa tunisina a meno di centocinquanta chilometri. La salita richiede circa due ore e mezza, scarpe da trekking, acqua e condizioni meteorologiche favorevoli.
Lungo i sentieri si incontrano le Case Romane, resti di un insediamento romano del I-II secolo dopo Cristo che comprendono un piccolo bagno termale e strutture abitative ancora parzialmente visibili. Non sono un sito museale strutturato, ma sono visitabili liberamente e la loro posizione panoramica, tra la macchia e il mare, le rende particolarmente suggestive. Poco distante, la Chiesetta dei Frati Arabi, un piccolo oratorio rupestre di origine medievale, è uno degli edifici religiosi più antichi dell’arcipelago.
Il mare e lo snorkeling
Il mare intorno a Marettimo è, senza esagerazioni, tra i più belli del Mediterraneo. La posizione dell’isola, la più lontana dalla costa e quindi la meno influenzata dall’apporto di sedimenti fluviali, garantisce una trasparenza dell’acqua eccezionale. Il fondale è ricco di posidonia oceanica, la pianta marina che è il termometro della salute del mare: dove la posidonia cresce, l’acqua è pulita. E a Marettimo la posidonia cresce ovunque.
Lo snorkeling lungo le coste rocciose è un’esperienza straordinaria anche per i non esperti: cernie, dentici, saraghi, polipi, stelle marine, ricci, murene che si ritirano nelle fessure della roccia quando le avvicini. Le calette più frequentate per lo snorkeling sono Cala Bianca, sul versante orientale, e la zona rocciosa a nord del porto. Per chi vuole andare più in profondità, l’isola offre immersioni guidate con i centri diving locali.
Quando andare
Marettimo è bella tutto l’anno, ma ha una stagione ideale che va da maggio a ottobre. Giugno e settembre sono i mesi perfetti: il mare è già caldo, l’isola è viva ma non sovraffollata, i sentieri sono percorribili. Luglio e agosto portano più turisti e qualche difficoltà in più a trovare alloggio senza prenotazione anticipata. L’inverno è per i solitari: l’isola si spopola, i traghetti si diradano, il vento porta la pioggia, ma chi ama il paesaggio marino nella sua versione più essenziale non lo dimenticherà.
| COME ARRIVARE E COSA SAPERE Come arrivare: traghetti e aliscafi da Trapani con Liberty Lines e Siremar. Traversata in aliscafo circa 1 ora e 10 minuti. In alta stagione corse giornaliere, in inverno verificare con largo anticipo. Escursioni in barca: disponibili al porto, con barcaioli locali che conoscono ogni grotta e caletta. Prezzo da concordare. Escursioni di mezza giornata o giornata intera. Trekking: scarpe da trekking obbligatorie per i sentieri verso Monte Falcone. Acqua abbondante, cappello, crema solare. In estate partire sempre la mattina presto. Archeologia subacquea: per chi vuole approfondire i ritrovamenti della Battaglia delle Egadi, il Museo Civico di Trapani espone alcuni dei rostri recuperati dai fondali. Dove dormire: pochissime strutture sull’isola. Prenotare con molti mesi di anticipo per luglio e agosto. Alcune case vacanze e b&b si trovano online, ma i posti disponibili sono limitati. |
Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
