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Lentini: la città delle arance che era una potente polis greca

Lentini Sicilia: Leontinoi, Duomo e Santi Martiri

Fondata nel 729 a.C. dai Calcidesi di Naxos con il nome di Leontinoi, Lentini è una delle colonie greche più antiche di Sicilia. Gorgias l’ha resa famosa nel mondo antico, il terremoto del 1693 l’ha ricostruita in stile barocco, e gli agrumeti l’hanno vestita di profumo per tutto il resto del tempo.

Ci sono città che portano addosso la storia in modo così evidente che non hai bisogno di entrare in un museo per sentirla. Basta passeggiare, alzare gli occhi, guardare i palazzi barocchi che si alternano ai vicoli di pietra calcarea, e capire che sotto i tuoi piedi c’è qualcosa di molto più antico. Lentini è una di queste città. Nella provincia di Siracusa, alle pendici dei Monti Iblei, affacciata sulla Piana di Catania con il lago Biviere che brilla in lontananza tra gli agrumeti, è una delle realtà storiche più stratificate dell’intera Sicilia orientale. Il suo nome originario, Leontinoi, compare nelle fonti di Tucidide, di Diodoro Siculo, di Cicerone. Uno dei suoi figli più celebri, il retore Gorgia, è considerato il padre dell’arte oratoria dell’Occidente. Non male per una città che oggi molti non sanno nemmeno dove sia.

Eppure Lentini c’è, è viva, è fatta di gente che lavora gli agrumeti ogni mattina con la stessa determinazione con cui i loro antenati coltivavano il grano che aveva fatto ricca la colonia greca. La Città delle arance, come viene chiamata, produce Arancia Rossa di Sicilia IGP insieme ai comuni vicini di Carlentini e Francofonte: chilometri e chilometri di alberi carichi di frutti che d’inverno colorano la campagna di arancio brillante e riempiono l’aria di un profumo che non dimentichi. Ma prima delle arance c’era il grano, e prima del grano c’erano i Greci, e prima dei Greci c’erano i Siculi, e prima dei Siculi, secondo il mito, c’erano i Lestrigoni, i giganti cannibali che Omero cita nell’Odissea.

Leontinoi: una polis potente tra Naxos e Siracusa

La fondazione di Leontinoi risale al 729 a.C. e si deve ai Calcidesi di Naxos, la prima colonia greca di Sicilia. Scelsero un sito già abitato dai Siculi, due colline che si fronteggiavano separando una valle fertile: il colle di San Mauro e il colle della Meta Piccola, con l’agorà sistemata nella valle tra i due. Era un sito naturalmente difeso, circondato da fossi che separavano le alture, rafforzato da cinte murarie di cui si conservano ancora tracce visibili. La città divenne presto un centro importante: la fertilità delle sue terre la rese un polo agricolo di primo piano, e la sua posizione le consentì di diventare uno snodo politico e militare in un territorio continuamente conteso.

Il nome della città è legato al leone, il simbolo del dio Apollo, che compare nelle dracme coniate a Leontinoi, tra le più belle monete del mondo greco antico. Ma è soprattutto la figura di Gorgia, nato intorno al 483 a.C., a dare a Lentini un posto permanente nella storia della cultura occidentale. Filosofo, sofista, maestro di retorica, fu Gorgia a portare l’arte del discorso persuasivo a un livello che non era mai stato raggiunto. Nel 427 a.C. guidò l’ambasciata leontina ad Atene per chiedere aiuto contro Siracusa: il suo discorso davanti all’assemblea ateniese fu un evento culturale prima ancora che politico. I Greci, racconta la tradizione, rimasero folgorati.

Nel 476 a.C. Gerone di Siracusa conquistò Leontinoi e deportò la sua popolazione a Siracusa, usando la città vuota come residenza per i suoi mercenari. Ricacciati i mercenari, i Leontini tornarono, si ripopolarono, ripresero la loro autonomia. Ma la pressione di Siracusa non si allentò mai del tutto, e la storia della colonia calcidese fu un ciclo continuo di conquiste, deportazioni, ritorni e rivendicazioni di libertà, fino alla definitiva conquista romana nel 212 a.C. a opera di Marco Claudio Marcello.

Il terremoto del 1693 e la ricostruzione barocca

La Lentini che si vede oggi è figlia del terremoto dell’11 gennaio 1693, uno dei più devastanti della storia siciliana, che distrusse quasi interamente la città insieme a decine di altri centri della Sicilia orientale. La ricostruzione avvenne nell’arco di decenni, seguendo i canoni del barocco siciliano che in questo territorio elaborò una sua versione locale, riconoscibile nelle facciate delle chiese, nei portali scolpiti, nelle scalinate che scendono verso le piazze.

Il Duomo di Santa Maria la Cava e Sant’Alfio, consacrato nel 1750 su progetto attribuito all’architetto Vincenzo Vella da Malta, è il monumento più rappresentativo di questa rinascita. La facciata a tre ordini sovrapposti, il sagrato con i ciottoli bianchi e neri disposti a motivi geometrici, il grande portone ligneo centrale inciso con i simboli della Passione dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino insieme agli stemmi del Papa, del viceré, del vescovo Trigona e della città: tutto parla di una comunità che dopo la catastrofe ha scelto la bellezza come risposta. All’interno, tra le opere di maggior pregio, spicca l’icona bizantina della Madonna Odigitria del XII secolo, una delle testimonianze più antiche della devozione mariana leontina.

Il Putridarium: il segreto sotto il Duomo

Il Duomo di Lentini nasconde qualcosa che pochi visitatori sanno. Sotto la navata di destra, accessibile attraverso una scala che scende nel sottosuolo, si trova un putridarium: un ambiente sotterraneo utilizzato nel XVII e XVIII secolo per il processo di decomposizione dei corpi dei religiosi e dei nobili prima della sepoltura definitiva. È una delle testimonianze più rare e intatte di questa pratica funeraria monastica in tutta la Sicilia. Lì sotto si trovano anche tre arcosoli paleocristiani, che secondo la tradizione sono i sepolcri dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino. La visita del sotterraneo è possibile su prenotazione e lascia un’impressione che dura.

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I Santi Martiri e la festa di maggio

I tre patroni di Lentini, Alfio, Filadelfo e Cirino, sono tre fratelli originari di Vaste nelle Puglie, martirizzati a Lentini durante la persecuzione dell’imperatore Decio nel III secolo. La loro storia è custodita nella chiesa della Fontana, sorta sul luogo esatto del martirio: Filadelfo fu arso sulla graticola, Cirino fu immerso nell’olio bollente, ad Alfio fu strappata la lingua, che cadendo a terra fece tre balzi scavando tre pozzi. L’acqua di questi pozzi, secondo la tradizione, è bassissima per tutto l’anno e si innalza fino a straripare solo il 10 maggio, giorno della festa.

La festa dei Santi Martiri è la più importante dell’anno per Lentini e si celebra il 9, 10 e 11 maggio con una devozione intensa e antica. Nella notte tra il 9 e il 10 maggio, all’una di notte, si apre il giro santo con i nuri: uomini vestiti solo di calzoncini bianchi, scalzi, che percorrono di corsa i luoghi legati alla storia dei tre fratelli. È uno spettacolo che appartiene a un altro tempo, nel senso migliore possibile.

Il Parco Archeologico di Leontinoi e la Grotta del Crocifisso

A sud dell’attuale città si estende l’area archeologica dell’antica Leontinoi, con l’acropoli sul colle di San Mauro e i resti delle mura di cinta, delle porte, delle torri. Gli scavi condotti da Paolo Orsi a partire dalla fine dell’Ottocento e continuati nel Novecento hanno portato alla luce materiali oggi esposti nel Museo Archeologico di Lentini, che raccoglie una collezione di reperti dalla preistoria all’età medievale. Il Castellaccio, la fortezza medievale normanna ristrutturata da Federico II nel XIII secolo, domina la collina con i suoi resti ancora visibili.

Poco distante dal Castellaccio, la Grotta del Crocifisso è un complesso rupestre di chiese e ipogei che costituisce una delle più importanti testimonianze di arte cristiano-bizantina del territorio. Le pareti conservano affreschi stratificati in almeno cinque fasi decorative, dal XII al XVII secolo, con il Cristo Pantocrator del XIII secolo come pezzo più straordinario. Una visita che richiede tempo e attenzione, ma che vale ogni minuto.

COME ARRIVARE E COSA SAPERE

Come arrivare: Lentini si trova nella provincia di Siracusa, a circa 40 km a nord del capoluogo. In auto dall’autostrada A18 Catania-Siracusa, uscita Lentini. In treno la stazione di Lentini-Diramazione è sulla linea Catania-Siracusa.

Duomo e Putridarium: il Duomo è aperto tutti i giorni. La visita al putridarium è su prenotazione; contattare la parrocchia o il sito neapolislentini.it per prenotare il percorso sotterraneo.

Museo Archeologico: in Piazza del Museo. Ospita reperti dall’età preistorica all’età medievale con sezione dedicata all’antica Leontinoi. Verificare gli orari di apertura prima della visita.

Festa dei Santi Martiri: 9-10-11 maggio ogni anno. Il giro santo dei nuri nella notte tra il 9 e il 10 è un’esperienza unica. Arrivare in anticipo per trovare alloggio.

Da abbinare: Carlentini a 7 km, il Parco Archeologico di Leontinoi, il Lago Biviere e gli agrumeti. Una giornata intera non basta per vedere tutto.

Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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