Inaugurato nel 1870 su piazza XVI Maggio, ispirato al Teatro San Carlo di Napoli e alla Fenice di Venezia, porta il nome di un’attrice netina che fu anche la prima testimonial della FIAT. Un gioiello neoclassico nel cuore barocco di Noto.
Noto è una città che ti aspetta. Non ti insegue, non ti corteggia con i cartelloni pubblicitari, non ti offre pacchetti turistici a ore. Si mette lì, con la sua pietra color miele che cambia tonalità a seconda della luce, con i suoi palazzi barocchi che sembrano set cinematografici e invece sono case dove vive gente vera, e aspetta che tu la capisca. Ci vuole un po’, ma quando succede succede in modo definitivo. E spesso succede guardando un edificio che non ti aspettavi, che ti sorprende proprio perché non è quello che sei venuto a cercare. Il Teatro Tina Di Lorenzo è uno di questi.
È piccolo, nel senso migliore del termine. Trecentoventi posti a sedere, tre ordini di palchi con i velluti rossi, una galleria, stucchi dorati che sembrano sospesi nell’aria, lampadari che proiettano una luce calda e tremula sulle decorazioni. Entrarci è come fare un passo indietro nel tempo, ma senza la retorica stucchevole dei luoghi che si presentano come musei di se stessi. Questo teatro vive ancora, fa la sua stagione, ospita spettacoli, ha ancora il palcoscenico caldo di qualcuno che ci è salito di recente.
La nascita: una città che voleva il suo teatro
Dopo il terremoto devastante del 1693 che rase al suolo la Noto antica, la città fu ricostruita da zero nel sito attuale, sul declivio del monte Meti, con una velocità e un’ambizione urbanistica che ancora oggi stupisce gli storici dell’architettura. Una città nuova, progettata, ordinata, con un asse principale che è corso Vittorio Emanuele e una successione di piazze, chiese e palazzi che componeva una delle scene barocche più scenografiche dell’intero Mediterraneo.
Ma una città di quella ambizione, nominata capoluogo di provincia nel 1837 e divenuta sede diocesana nel 1844, non poteva fare a meno di un teatro degno del suo rango. Per anni i netini avevano utilizzato un’ala di Palazzo Ducezio per gli spettacoli, una soluzione di ripiego che non soddisfaceva nessuno. Nel 1851 il sindaco e il consiglio comunale accolsero finalmente la proposta di costruire un teatro civico vero. Si formò un comitato di cittadini facoltosi, si raccolsero i fondi con la prevendita dei palchi alla nobiltà locale, si acquistò casa Salonia in piazza XVI Maggio.
L’incarico andò all’ingegnere netino Francesco Sortino, che prese ispirazione dal Teatro di San Carlo di Napoli, il più grande e celebre d’Italia, e dalla Fenice di Venezia. Un’ambizione notevole per una città di provincia. Sortino morì nel 1863 prima di vedere completata l’opera, e la direzione dei lavori passò a Francesco Cassone. La doratura degli interni fu affidata al pittore Santi Ferrara da Messina. La statua allegorica della Musica nel vestibolo è opera dello scultore Giuliano Palazzolo. Il 4 dicembre 1870, con una cerimonia solenne, il teatro venne inaugurato, anche se ancora incompleto in alcune parti.
L’intitolazione a Tina Di Lorenzo: la netina che conquistò il mondo
Per oltre un secolo il teatro portò il nome di Vittorio Emanuele III. Solo nel 2012 fu ribattezzato in onore di Tina Di Lorenzo, figlia del marchese Di Lorenzo, nata a Noto nel 1872, che in questo teatro si era esibita più volte e che aveva poi conquistato i palcoscenici di tutta Europa e dell’America Latina. I suoi contemporanei la chiamavano Angelicata per la voce e la bellezza. In Argentina divenne l’Encantadora. Fu attrice teatrale di primissimo piano, ma anche un personaggio dalla vita avventurosa e moderna che oggi definiremmo una pioniera: fu tra le prime testimonial pubblicitarie d’Italia, con il suo volto che apparve nelle prime campagne della FIAT appena nata.
Tina Di Lorenzo non fu l’unica grande artista a calcare il palcoscenico del Teatro di Noto. Eleonora Duse, la più grande attrice italiana di tutti i tempi, vi si esibì lasciando una memoria che la città custodisce ancora con orgoglio. Pierantonio Tasca, compositore netino autore dell’opera A Santa Lucia, qui visse i suoi trionfi. Il teatro fu per decenni il cuore della vita culturale dell’intera provincia.
L’architettura: neoclassico nel cuore del barocco
La facciata esterna del teatro, che si affaccia su piazza XVI Maggio, è in stile neoclassico: due piani, una facciata con paraste corinzie, un portico tetrastilo d’ingresso. Sobria e dignitosa, si inserisce nel contesto barocco della piazza con una eleganza misurata che non compete con i vicini ma non si nasconde. L’interno è un’altra storia. I palchi su tre ordini con i drappi rossi, le decorazioni a stucco dorato, i lampadari, i bassorilievi con i medaglioni dei compositori, tutto crea un’atmosfera che è quella dei grandi teatri dell’Ottocento italiano, in scala ridotta ma senza perdere nulla in intensità.
Il teatro ha attraversato alterne vicende conservative. Dopo la Grande Guerra era in condizioni disastrose e fu restaurato con urgenza. Nel 1958 crollò la volta, costringendo a un nuovo intervento radicale. Tra gli anni Sessanta e il 1997 fu oggetto di ulteriori restauri che lo restituirono all’attuale splendore. Oggi ospita una stagione teatrale regolare ed è visitabile con un biglietto cumulativo che include anche la Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio e Palazzo Nicolaci di Villadorata.
Come visitarlo
Il teatro si trova in piazza XVI Maggio, nel cuore del centro storico di Noto, a pochi passi dalla Cattedrale. Si visita con visita guidata inclusa nel biglietto, che offre una lettura approfondita della storia e dell’architettura degli interni. Il costo del biglietto cumulativo, che comprende il Teatro, la Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio e Palazzo Nicolaci di Villadorata, è di circa dieci euro. Se capitate durante la stagione teatrale, vale la pena verificare il programma: assistere a uno spettacolo in questa sala è un’esperienza che la semplice visita non può restituire completamente.
| COME ARRIVARE E COSA SAPERE Indirizzo: Piazza XVI Maggio, Noto (SR). Nel centro storico, a pochi passi dalla Cattedrale. Orari: verificare gli orari aggiornati sul sito del Comune di Noto o presso l’Info Point locale. In estate apertura giornaliera, in inverno orari ridotti. Biglietto: biglietto cumulativo circa 10 euro, include Teatro Tina Di Lorenzo, Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio e Palazzo Nicolaci di Villadorata. Visita guidata inclusa. Come arrivare: Noto si raggiunge in auto dall’A18 Catania-Siracusa, uscita Noto. In treno stazione di Noto sulla linea Siracusa-Ragusa. Pullman da Siracusa, Ragusa, Catania. |
Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
