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Il Duomo di Messina: mille anni di storia tra fede, terremoti e rinascite

Duomo di Messina: storia mille anni tra fede e rinascite

Consacrata nel 1197 alla presenza dell’imperatore Enrico VI e di Costanza d’Altavilla, la Cattedrale di Santa Maria Assunta e sopravvissuta a tutto. Ai terremoti, ai bombardamenti, al fuoco. E ogni volta e tornata piu bella di prima.

Ci sono edifici che raccontano la storia di una città meglio di qualsiasi libro. Il Duomo di Messina è uno di questi. Non perché sia intatto, non perché conservi le forme originarie di quando fu consacrato, ma esattamente per il contrario: perché porta i segni di tutto quello che è successo. Ogni restauro, ogni ricostruzione, ogni intervento di emergenza ha lasciato una traccia che a chi sa guardare dice qualcosa di preciso sul periodo in cui è avvenuto. Il Duomo di Messina è una stratificazione di secoli, un palinsesto di stili, di mani diverse, di epoche diverse che si sono sovrapposte senza cancellarsi del tutto.

La prima pietra, in senso figurato, è quella dell’edificio paleocristiano del VI secolo, sorto probabilmente su un tempio pagano preesistente. Ma è con i Normanni che il Duomo prende la forma che ancora oggi ne definisce l’impianto: Ruggero I di Sicilia, dopo aver strappato Messina ai Saraceni, volle rifondare la cattedrale come segno tangibile della nuova dominazione cristiana. Il 22 settembre 1197 l’Arcivescovo Berardo la consacrò in presenza di Enrico VI di Svevia e di Costanza d’Altavilla, ultima erede normanna, che gli aveva portato in dote il regno di Sicilia. Era una cerimonia che valeva quanto una dichiarazione di potere.

Le catastrofi e le rinascite: una storia di resilienza

La storia del Duomo di Messina è in larga misura una storia di distruzioni e ricostruzioni. Il terremoto del 1783 devastò la città e danneggiò gravemente la cattedrale, alterandone la struttura con interventi di gusto barocco che coprirono le linee originarie. Ma fu il 28 dicembre 1908 che arrivò il colpo definitivo: il terremoto più distruttivo della storia d’Europa moderna rase al suolo Messina in novanta secondi. Il Duomo crollò quasi interamente. Sopravvissero pochi elementi: alcune parti dei mosaici absidali, alcuni portali, il tesoro.

La ricostruzione avvenne tra gli anni Venti e Trenta del Novecento sotto la guida dell’arcivescovo Angelo Paino, che divenne il grande artefice della rinascita religiosa e monumentale della città. Fu Paino a commissionare il nuovo campanile con il suo straordinario orologio astronomico, fu Paino a sovrintendere al recupero e alla ricollocazione dei mosaici salvati, fu Paino a imprimere alla cattedrale ricostruita il profilo che ancora oggi si vede da Piazza Duomo. Ma la storia non finisce qui: il 13 giugno 1943 i bombardamenti angloamericani incendiarono la cattedrale. Quello che il terremoto aveva risparmiato, il fuoco tentò di distruggerlo. I restauri postbellici durarono decenni.

La facciata esterna del Duomo di Messina

L’esterno: la facciata e i portali

La facciata attuale del Duomo è il risultato della ricostruzione novecentesca, che cercò di recuperare il carattere medievale dell’edificio originario pur nei limiti imposti dallo stato delle strutture superstiti. La suddivisione in tre parti verticali corrispondenti alle tre navate interne, i portali archivoltati, le bifore, la cuspide centrale sono elementi che rimandano al romanico-gotico siciliano dell’età normanna e sveva. I tre portali principali sono di bronzo, opera di artisti del dopoguerra: le formelle del portale centrale raffigurano scene della Passione di Cristo e furono realizzate da Francesco Bruno, Giuseppe Antonello Leone e Roberto Joppolo.

La parte più interessante dell’esterno è però il fianco destro, dove si aprono due portali quattrocenteschi scampati al terremoto del 1908. Quello di sinistra, detto Porta dei Candelabri, fu realizzato tra il 1468 e il 1533 dall’arcivescovo Antonio La Lignamine con la collaborazione di vari maestri; sopra l’arco ricco di fregi si trova un altorilievo con la Vergine del Soccorso nell’atto di percuotere il Diavolo con una mazza, uno dei soggetti iconografici più particolari della scultura messinese. L’altro portale, attribuito a Giovan Battista Mazzolo, è adornato da bassorilievi con storie della Passione che circondano la figura dell’arcivescovo giacente.

L’interno: mosaici, organo e la lapide di Costanza

L’interno a tre navate, con colonne in granito grigio che scandiscono lo spazio con una solennità sobria, ospita alcune delle opere d’arte più significative della città. I mosaici absidali, restaurati più volte ma in parte originali del periodo normanno-svevo, rappresentano la Madonna in trono con il Bambino, san Bartolomeo e san Gregorio. La luce che entra dalle finestre alte delle navate li illumina con quella qualità particolare che il mosaico byzantino richiede per esprimersi al massimo: luce radente, non diretta, che fa vibrare le tessere dorate.

Il Duomo conserva il secondo organo a canne più grande d’Italia, con quattro manuali e oltre seimila canne. È un organo che nei concerti riempe la cattedrale di un suono che si sente fisicamente, che entra nel corpo prima che nelle orecchie. Nel 2011 è stata restituita alla cattedrale la lapide dell’imperatrice Costanza d’Altavilla, datata 1198, conservata al Museo Regionale dopo il terremoto del 1908 e restaurata nel 2010. Una grande meridiana del 1802, opera di Antonio Maria Jaci, era incisa sul pavimento prima dei bombardamenti del 1943: il complesso meccanismo dell’orologio astronomico del campanile ha ereditato la sua funzione.

Il complesso meccanismo dell'orologio del Campanile del Duomo a Messina

Il Tesoro del Duomo

Il Tesoro del Duomo è uno dei musei di arte sacra più ricchi della Sicilia, con una collezione che comprende oggetti liturgici, reliquiari, paramenti, argenterie e opere d’arte che coprono un arco temporale dal Medioevo all’Ottocento. Tra i pezzi più pregiati c’è la Corona dell’Annunziata, un’opera di oreficeria medievale di straordinaria qualità; la Manta d’oro della Madonna della Lettera, patrona della città; diversi calici e pissidi di manifattura siciliana e napoletana. Il Tesoro si visita con biglietto separato dal campanile, o con un unico biglietto cumulativo.

COME VISITARE E COSA SAPERE

Orari: la Cattedrale è aperta tutti i giorni. Il Tesoro del Duomo ha orari più limitati; verificare sul sito di MessinArte (messinarte.it) prima della visita.

Biglietti: ingresso libero alla cattedrale. Tesoro del Duomo: adulti 5 euro, minori 2,50 euro. Biglietto cumulativo Tesoro + Campanile: adulti 7,50 euro, minori 4 euro.

Come arrivare: Piazza Duomo, centro storico di Messina. A piedi dal porto e dalla stazione Centrale in 10-15 minuti. Ampia disponibilita di parcheggi nelle vicinanze.

Consiglio: arrivare in piazza Duomo entro le 11:45 per assistere allo spettacolo dell’orologio astronomico del campanile alle 12:00. Dura circa 12 minuti e vale la visita da solo.

Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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