Quindici persone, una domenica di gennaio, una terrazza sul mare e venticinque sacconi di rifiuti. La Green Challenge riparte dalla roccia, dai fili da pesca abbandonati e da uno scolapasta che non aveva niente da fare tra le alghe.
Piccoli numeri, impatto reale
Domenica 11 gennaio, alla Terrazza del Talete di Siracusa, si è tenuta la prima giornata ecologica del nuovo anno della Green Challenge, il progetto di sensibilizzazione ambientale fondato dall’attivista siracusano Sebastian Colnaghi. Una quindicina di persone, niente di più. Eppure alla fine della mattinata i conti parlavano chiaro: circa venticinque sacconi pieni di plastica e rifiuti di ogni tipo, più un numero considerevole di bottiglie di vetro raccolte tra gli scogli.
Non è una gara di numeri. Ma quei numeri dicono qualcosa di preciso: che quindici persone che decidono di esserci fanno qualcosa che migliaia di persone che restano a casa non fanno.
Quello che il mare nascondeva
C’è una cosa che colpisce, in queste giornate di pulizia costiera. Non è tanto la quantità di rifiuti, anche se fa impressione. È la qualità di quello che emerge. Tra le rocce della Terrazza del Talete sono venute fuori bottiglie di plastica ricoperte di alghe e microrganismi, segno che stavano lì da mesi, forse da anni, già diventate parte del paesaggio sommerso. Cose che il mare si era lentamente metabolizzato, nel modo sbagliato.
E poi i fili da pesca, decine, ancora con gli ami attaccati. Abbandonati lì, innocui finché il mare è calmo. Ma con una mareggiata sarebbero tornati in acqua, e da lì nelle branchie di qualche pesce, nello stomaco di qualche uccello marino. Un danno silenzioso, invisibile, che non fa notizia finché qualcuno non si abbassa a raccoglierlo.
Tra i ritrovamenti più emblematici della giornata, quelli che Colnaghi chiama gli oggetti simbolo dell’incuria: uno scolapasta e i resti di un telefono completamente distrutto. Due oggetti domestici che non dovrebbero esistere su uno scoglio siciliano. Eppure erano lì.
Sebastian Colnaghi e la crisi che non è lontana
Sebastian Colnaghi non è il tipo che grida agli altri cosa fare. È il tipo che arriva la domenica mattina, si abbassa sugli scogli e raccoglie. È la differenza tra chi parla di ambiente e chi ci mette le mani.
“Ogni rifiuto rimosso era una minaccia silenziosa per il mare”, dice. “Non serve essere in tanti per fare la differenza, serve esserci. Queste giornate ci ricordano che la crisi ambientale non è lontana, è sotto i nostri occhi e riguarda tutti.”
È una frase semplice, ma vale più di molti comunicati ufficiali. La crisi ambientale che vediamo nei documentari, quella delle barriere coralline sbiancate e degli oceani di plastica, comincia qui. Comincia dalla Terrazza del Talete, dallo scolapasta tra le rocce, dal filo da pesca abbandonato che aspetta la prossima mareggiata.
Ciaran dall’Inghilterra, Hesham dall’Egitto
C’è un dettaglio di questa giornata che vale la pena sottolineare, perché racconta qualcosa di più grande di una semplice pulizia degli scogli. Tra i volontari c’erano Ciaran, trasferitosi dall’Inghilterra a Siracusa sette anni fa, e Hesham, arrivato da Dahab, in Egitto, dove aveva già partecipato a iniziative simili. Entrambi si sono uniti senza essere stati chiamati, senza conoscere nessuno, semplicemente perché la cosa era giusta da fare.
Due stranieri che si presentano a pulire una costa siciliana di domenica mattina. Pensateci un momento. Colnaghi lo ha notato, e ha detto quello che pensava: “Questo ci dà speranza per il futuro. La difesa del mare non ha confini.”
Ha ragione. Il mare non sa dove finisce la Sicilia e comincia l’Egitto. E a quanto pare, neanche certe persone.
La Green Challenge continua
La giornata dell’11 gennaio era la ripartenza ufficiale di un progetto che non si ferma. Nelle prossime settimane la Green Challenge tornerà sulle coste siracusane, con nuove date e nuovi appuntamenti aperti a chiunque voglia partecipare.
“Non possiamo più rimandare”, dice Colnaghi. “Il mare che soffoca sotto i rifiuti è lo specchio delle nostre scelte. O iniziamo a prendercene cura, o saremo responsabili delle conseguenze.”
Non è una minaccia. È semplicemente la verità, detta senza giri di parole da chi ogni domenica va a verificarla di persona, con le mani guantate e un saccone in mano.
Se siete di Siracusa, o se capitate da quelle parti, tenetela d’occhio, questa Green Challenge. Potrebbe essere la domenica mattina più utile che abbiate mai passato.
Mi chiamo Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
