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Governo contro i poveri: macelleria sociale tra regali ai ricchi e pensioni da fame

Vola il carrello della spesa ma l'inflazione ufficiale resta ferma

Mentre il Quirinale lancia l’allarme sui cinque milioni di poveri, l’esecutivo risponde con l’indifferenza: briciole agli anziani e sconti fiscali a chi sta bene.

Il Presidente della Repubblica ha dovuto alzare la voce per ricordare quello che questo esecutivo finge di non vedere: i poveri sono cinque milioni. Cinque milioni di disperati. Un esercito di persone che questo governo, con la sua manovra scellerata, ha deciso deliberatamente di ignorare. Anzi, diciamolo chiaramente: questa legge di bilancio è una condanna scritta nero su bianco, destinata ad aumentare la miseria mentre si distribuiscono mance elettorali a chi ha le spalle coperte.

L’insulto ai pensionati: 14 euro lordi in più mentre i prezzi volano

La vergogna più grande si consuma sulla pelle di chi ha lavorato una vita intera. Prendiamo i pensionati che vivono con 1000 euro al mese. Dal primo gennaio subiranno l’ennesima umiliazione: una rivalutazione ridicola dell’1,4%. Avete il coraggio di chiamarlo “recupero del potere d’acquisto”?

È una menzogna di stato. Il carrello della spesa, i beni di prima necessità, il cibo per sopravvivere sono aumentati del 22%. Di fronte a un’inflazione reale che morde lo stomaco, l’elemosina dell’1,4% non copre nemmeno il costo del pane. Questi poveracci sono letteralmente alla fame. Sono anziani che non si curano più, che rinunciano alle visite mediche e ai farmaci perché devono scegliere se mangiare o curarsi. E il governo cosa fa? Si gira dall’altra parte.

Irpef: tolgono ai poveri per dare al ceto medio-alto

Non è più tollerabile andare avanti a suon di bonus spot mentre il paese affonda. La riforma dell’Irpef è lo specchio di questa iniquità. Hanno avuto la faccia tosta di abbassare le tasse a chi guadagna tra i 28.000 e i 50.000 euro. La scusa? “L’anno scorso abbiamo aiutato i poveri”.

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Ma quale aiuto? È una presa in giro colossale. L’anno scorso al ceto medio-basso hanno gettato in faccia aumenti dai 3 ai 19 euro mensili netti. Spiccioli che non bastano per un caffè. Quest’anno, invece, a chi guadagna fino a 50.000 euro — gente che non ha certo problemi a fare la spesa — regalano centinaia di euro con il taglio delle aliquote. È un travaso di risorse immorale, una vergogna dietro l’altra che premia chi non ha bisogno e affossa chi è già sott’acqua.

Soldi per le armi, nulla per la gente

I poveri aumentano e a nessuno frega niente. Questa è la cruda realtà. I soldi non ci sono per le pensioni, non ci sono per la sanità, non ci sono per le famiglie che non arrivano a fine mese. Però, magicamente, i fondi escono fuori quando si tratta di foraggiare l’industria, le grosse società amiche e, soprattutto, per inviare armi in Ucraina e continuare la guerra.

Le priorità di questo governo sono chiare: profitto e geopolitica vengono prima della dignità umana. Cinque milioni di italiani gridano aiuto, e la risposta è una manovra che è uno schiaffo in pieno volto alla povertà.

Scritto da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi

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