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Floridia, cosa vedere a Floridia (Siracusa)

  • Sicilia
Floridia, il borgo del palio nell'entroterra ibleo

Xiridia dilecta: il borgo della Valle dell’Anapo che corre ancora a cavallo

Ci sono borghi che nascono per caso, al crocevia di strade di campagna, dove qualcuno ha deciso di fermarsi e costruire una casa. Floridia è uno di questi. Sorge a undici chilometri da Siracusa, nella fertile pianura della Valle dell’Anapo, a poco più di cento metri sul livello del mare, circondata da uliveti e mandorleti che d’inverno si tingono di bianco. Non è una città di mare, non è un borgo rupestre arroccato su un dirupo. È qualcosa di diverso: un paese di pianura, di terra e di gente operosa, con una storia molto più lunga e densa di quanto la sua posizione discreta possa far intuire.

Viene chiamata Ciurìddia in siciliano, e il nome stesso è un piccolo mistero: potrebbe derivare dal latino Florae dies, in riferimento a santa Flora, o dall’aggettivo floridus, rigoglioso, fertile. In entrambi i casi è un nome che sta bene a questo territorio, dove il suolo ha sempre dato da mangiare e dove la gente ha costruito una propria identità fatta di tradizioni tenaci, di una festa che dura da secoli e di una tavola che riconosce ancora il sapore delle lumache cucinate come si faceva una volta.

Da Xiridia a Floridia: una storia lunga tremila anni

La storia del territorio floridiano comincia molto prima della fondazione del borgo. Nell’area di Floridia il grande archeologo Paolo Orsi scoprì, nei primi anni del Novecento, necropoli sicule risalenti tra il XIV e il X secolo avanti Cristo, con tombe a pozzetto scavate nel calcare arenario e persino un vaso miceneo, segno di contatti commerciali con il mondo egeo. Nel 413 avanti Cristo le armate ateniesi comandate da Nicia si accamparono in questo territorio durante la drammatica spedizione in Sicilia che si concluse in disastro sul fiume Assinaro, a pochi chilometri di distanza.

Durante l’epoca romana il territorio era costellato di ville nobiliari, costruite per sfruttarne la salubrità dell’aria e la ricchezza delle acque. Una statua di marmo raffigurante Bacco, rinvenuta nel 1892 in contrada Vignalonga, e oggi conservata al Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi di Siracusa, testimonia quanto questa campagna fosse frequentata e apprezzata. Lo stesso Orsi scoprì in contrada Monasteri Soprano una grande necropoli cristiana del IV secolo, con tombe intatte contenenti vasellame, fibbie e monete dell’epoca costantiniana.

Nel 1297 il re Federico II d’Aragona concesse il casale di Xiridia, scorporato dal feudo di Monasteri, al milite Gilio de Assyn. Da allora il feudo passò di mano in mano attraverso le famiglie dei Perno, dei Bonaiuto, dei Bonanno. Fu il barone Lucio Bonanno Colonna a trasformare questo casale in un vero borgo: il 31 marzo 1627 ottenne la licentia populandi, l’autorizzazione a costruire case e a popolare il territorio. Accanto alla chiesa di San Bartolomeo, già esistente, cominciarono a sorgere le prime abitazioni lungo quello che oggi è il corso Vittorio Emanuele e via Roma. A meno di un decennio dalla fondazione Floridia aveva già un centinaio di case, e il 24 agosto 1633 si riunì il primo consiglio comunale, composto da quarantacinque capifamiglia.

Il terremoto del 1693 e la rinascita

Il borgonuovo di Floridia aveva appena sessantasei anni di vita quando l’11 gennaio 1693 il terremoto che devastò la Val di Noto lo rase al suolo. Una sventura che si abbatté su tutta la Sicilia sudorientale, dalla quale nacquero le meraviglie barocche di Noto, Ragusa, Modica. Anche Floridia si rialzò in fretta: la gente sgombrò le macerie e ricominciò da capo, costruendo il paese quasi sulla stessa pianta del precedente, con quella testardaggine tipica di chi ha la terra sotto i piedi e non intende andarsene.

Nella seconda metà del Settecento il paese conobbe un periodo di particolare splendore sotto il ducato dei Migliaccio. Nel 1748 il duca Ignazio Migliaccio finanziò la costruzione della nuova Chiesa Madre, che sorge ancora oggi su piazza del Popolo con la sua facciata barocca a torre su tre ordini sovrapposti, il campanile che dal 1884 scandisce il tempo della città con i suoi rintocchi e i tre portali scolpiti all’inizio del Duemila dallo scultore Romeo Sandrin, con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento. È la chiesa più bella di Floridia, e lo sa bene chiunque ci entri.

Dalla famiglia Migliaccio uscì anche uno dei personaggi più curiosi e dimenticati della storia siciliana: Lucia Migliaccio, nata a Siracusa nel 1770 e dodicesima duchessa di Floridia. Rimasta vedova del principe di Partanna, nel 1814 sposò a Palermo Ferdinando I delle Due Sicilie in matrimonio morganatico, senza diventare mai regina ufficiale. A lei è dedicato il Parco storico comunale e una mostra documentaria permanente nel centro della città. Una figura elegante e misteriosa, che porta il nome di questo piccolo borgo ibleo dentro i palazzi di corte del regno borbonico.

Il centro storico: l’impianto regolare del borgo seicentesco

Floridia conserva ancora l’impianto urbanistico del borgo fondato nel 1627: la pianta è regolare, quasi geometrica, con corso Vittorio Emanuele e via Roma che si incrociano ad angolo retto formando la croce che struttura il centro. Su piazza del Popolo si affacciano la Chiesa Madre, il Palazzo Municipale ottocentesco in stile neoclassico e qualche palazzo signorile che racconta l’ascesa di una borghesia agraria benestante tra Otto e Novecento.

Poco distante si trovano la chiesa di Sant’Anna, della prima metà del Settecento, e la chiesa del Carmine, costruita nella seconda metà del XVIII secolo sulle fondamenta della chiesa di Santa Flora, crollata nel terremoto del 1693. Lungo via Roma sorge anche la piccola chiesa della contrada Fontanelle, eretta dai soldati spagnoli di Filippo V per celebrare la pace del 1720 con gli Austriaci: custodiva un’immagine della Madonna in pietra arenaria, trafugata e mai più ritrovata, che ne ha fatto uno dei luoghi più misteriosi del centro.

Il Palazzo Casaccio, in stile neoclassico con la facciata a due ordini e il portale inquadrato da pilastri in pietra, ospita oggi una biblioteca multimediale. Di fronte alla Matrice si trova il Palazzo Municipale, sobrio ed elegante. La prima casa di Floridia, quella che reca ancora l’iscrizione “Antonio Agnello aedificavit Anno Domini 1627”, è ancora visibile all’incrocio tra le due arterie principali: una piccola pietra d’angolo della memoria collettiva, che i floridiani custodiscono con affetto.

Il Palio dell’Ascensione: una corsa che dura da secoli

Se c’è una cosa che distingue Floridia da qualunque altro paese della provincia di Siracusa, è il Palio dell’Ascensione. Le origini documentate risalgono al 1461, quando il barone Don Valor de Perno partecipava a una festa primaverile in cui il cavallo era il protagonista. Nei secoli successivi la corsa si è evoluta, ha subito interruzioni, ha resistito alle pressioni delle associazioni animaliste, ha attraversato periodi bui e ritorni trionfali. Nel 2014 è stata ufficialmente inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana: un riconoscimento che sancisce quello che i floridiani sanno da sempre, che il palio non è una manifestazione folkloristica ma parte del DNA della città.

La gara si svolge durante la settimana dell’Ascensione, a maggio. I cavalli, uno per quartiere, vengono portati nel sagrato della Chiesa Madre per la benedizione tradizionale; poi si sfidano a pelo, senza sella, sul corso principale della città, in una corsa che parte con la “sgabbiata”, ovvero il rilascio simultaneo da apposite gabbie di partenza. I fantini arrivano da tutta la Sicilia. Il vincitore viene acclamato in piazza del Popolo tra carretti siciliani, cortei in costume e la statua della patrona, l’Immacolata Concezione, portata in processione tra le strade.

Durante la settimana del palio si svolge anche la Sagra delle Lumache, perché a Floridia le due cose vanno insieme da tempo immemorabile: i cavalli e le lumache, la corsa e la tavola. Le “Crastuna”, “Babbuci” e “Ntuppateddi”, le diverse varietà di lumache di terra cucinate in salsa di pomodoro, con i peperoni o con olio e limone, sono il piatto identitario della città, quello che ogni floridiano riconosce come proprio, quello che profuma di maggio e di festa.

La tavola di Floridia: terra, olivo, carne e lumache

L’economia di Floridia è sempre stata agricola: agrumi, olive, mandorle. La varietà di oliva siracusana, nota anche come zaituna, è tra le più diffuse nel territorio e produce un olio dal carattere deciso. Nella pianura dell’Anapo si coltivano anche vigneti dai quali si ricava un vino rosso corposo, il cosiddetto vino padronale, ottenuto prevalentemente da uve Nero d’Avola, robusto e adatto ad accompagnare le carni. Un proverbio locale recita: “Amicu sugnu, ma sciurdianu chiamu“, ovvero “sono un amico, ma sempre floridiano mi chiamo”, ed era detto proprio a proposito del vino: generoso ma con una sua identità precisa, come chi lo produce.

Floridia è conosciuta in tutta la provincia per la qualità delle sue carni. Le macellerie locali, che lavorano bovini, suini ed equini allevati nella provincia aretusea, sono una destinazione per chi cerca materia prima autentica. Una cotoletta, un falsomagro o una salsiccia di maiale bollita preparati con carne floridiana hanno una reputazione che va ben oltre i confini del comune.

In questo triangolo tra Siracusa, i Monti Climiti e la Valle dell’Anapo, Floridia ha costruito la sua identità lontano dai circuiti turistici delle città barocche e dei parchi archeologici. Un’identità fatta di lavoro, di tradizioni resistenti, di una festa che è anche memoria collettiva e di una cucina che racconta il territorio senza fronzoli. Merita una visita, soprattutto in maggio, quando il corso si riempie di cavalli e di gente e il borgo ritrova la sua anima più vera.

COME ARRIVARE E COSA SAPERE

📍 Floridia si trova in provincia di Siracusa, nell’entroterra della Valle dell’Anapo, a circa 11 km dal capoluogo e 40 km dall’aeroporto di Catania.

✈️ In aereo: l’aeroporto più vicino è Catania-Fontanarossa (CTA), a 40 km circa. In auto si raggiunge Floridia in meno di un’ora.

🚗 In auto: da Siracusa si percorre la SS124 in direzione ovest. Da Catania si prende l’autostrada A18 fino allo svincolo di Siracusa nord, poi la SS124. Il collegamento è rapido e comodo.

🚌 In autobus: le autolinee AST collegano Floridia con Siracusa nei giorni feriali. Ci sono anche collegamenti con Solarino, Sortino, Palazzolo Acreide e Cassaro.

🗓️ Quando andare: la settimana dell’Ascensione (a maggio) è il momento clou, con il Palio Ippico e la Sagra delle Lumache. La primavera è in generale la stagione ideale per visitare il borgo e i dintorni.

ℹ️ Il Parco storico Lucia Migliaccio e la mostra documentaria a lei dedicata si trovano nel centro storico, in via Archimede 118. Per il programma esatto del Palio consultare il sito del Comune di Floridia.

Mi chiamo Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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