Se hai appena letto la mia ricetta originale del cannolo siciliano, avrai notato un nome che ritorna: Piana degli Albanesi. Non è un caso. Se il cannolo è il re della pasticceria siciliana, Piana è, senza ombra di dubbio, la sua capitale indiscussa. Ma questo affascinante borgo, incastonato come una gemma tra le montagne a circa 700 metri d’altezza e a soli 40 minuti da Palermo, è molto più di una semplice “patria del dolce”.
Immagina una bolla temporale dove, da oltre cinque secoli, batte un cuore albanese nel petto della Sicilia. Piana degli Albanesi (in Arbëreshë, la lingua locale, Hora e Arbëreshëvet) fu fondata alla fine del XV secolo da profughi albanesi in fuga dall’invasione ottomana. Hanno portato con sé non solo le loro masserizie, ma un tesoro inestimabile: la loro lingua, i loro costumi magnifici, e soprattutto il loro rito religioso greco-bizantino.
Visitare Piana non è solo una gita fuori porta; è un’esperienza di alterità, un viaggio in una “Sicilia che non ti aspetti”, dove i cartelli stradali sono bilingui e l’orizzonte è dominato da montagne severe e da uno smeraldino lago artificiale.
Cosa visitare a Piana degli Albanesi: un itinerario tra fede e natura
Se ti ho convinto a metterti in marcia, ecco cosa non puoi assolutamente perdere in una giornata a Piana:
1. Il cuore bizantino: le chiese
Entrare nelle chiese di Piana è come fare un salto a Bisanzio. Dimentica il barocco siciliano, qui regnano l’oro, i mosaici e le iconostasi.
- Cattedrale di San Demetrio Megalomartire: È la chiesa principale. Rimarrai a bocca aperta davanti all’iconostasi lignea che separa la navata dall’altare, decorata con icone sacre dipinte secondo la tradizione bizantina. Gli affreschi seicenteschi di Pietro Novelli arricchiscono le pareti, creando un contrasto affascinante tra arte siciliana e spiritualità orientale.
- Chiesa di San Giorgio Megalomartire: È la più antica del paese. Più intima della Cattedrale, conserva un’atmosfera di solenne antichità. Al suo interno, potrai ammirare una splendida iconostasi e una statua equestre di San Giorgio.
Il mio consiglio: se puoi, pianifica la tua visita durante la Pasqua Arbëreshë. È l’evento più importante dell’anno: le donne sfilano con i loro magnifici costumi tradizionali (ricamati in oro e seta, con cinture d’argento lavorate a sbalzo), si distribuiscono uova rosse benedette e le celebrazioni religiose sono di una bellezza commovente.
2. La natura incontaminata: il Lago di Piana
Appena fuori dal centro abitato si stende il Lago di Piana degli Albanesi. È il più antico bacino artificiale della Sicilia, creato negli anni ’20, ma oggi è una riserva naturale di straordinaria bellezza. Circondato da boschi di pioppi ed eucalipti e dominato dalla mole del Monte Pizzuta, il lago è il luogo ideale per rilassarsi. Puoi fare una passeggiata lungo le sue rive, noleggiare una canoa per un’escursione silenziosa sull’acqua, o semplicemente goderti un picnic panoramico. È il contrasto perfetto dopo l’immersione culturale nel borgo.
3. Un luogo di memoria: Portella della Ginestra
A pochi chilometri da Piana, in una vallata isolata e solenne, si trova Portella della Ginestra. Non è un luogo “carino”, ma è un luogo necessario. Qui, il 1° maggio 1947, la banda di Salvatore Giuliano sparò su una folla di contadini che festeggiava la Festa del Lavoro, compiendo la prima strage dell’Italia repubblicana. Oggi, un memoriale sorge sul luogo, con grandi pietre che segnano i punti dove caddero le vittime. È un luogo di profondo rispetto e memoria storica.
L’esperienza enogastronomica: oltre il cannolo
Sì, lo sappiamo, sei qui anche (e forse soprattutto) per il cannolo. E fai bene. Il cannolo di Piana è diverso: la scorza è più scura e aromatica, la ricotta di pecora è lavorata con meno zucchero per esaltarne il sapore selvatico e le dimensioni sono… generose.
Ma Piana ti sorprenderà anche con altri sapori:
- Il pane di Piana: Un pane di farina di grano duro, cotto nel forno a legna, con una crosta croccante e una mollica soffice e gialla. È così buono che è stato riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT).
- L’olio extravergine: La zona è ricca di oliveti che producono un olio fruttato e intenso.
Come raggiungere Piana degli Albanesi da Palermo
Raggiungere Piana è facilissimo, il che la rende perfetta per una gita in giornata.
- In auto (consigliato): prendi la Strada Statale 624 (la Palermo-Sciacca) in direzione Sciacca. Dopo circa 20 km, prendi l’uscita per Piana degli Albanesi e prosegui sulla SP5. Il paesaggio lungo la strada, che sale tra le colline, è molto suggestivo.
- In bus: Ci sono collegamenti regolari gestiti dalla compagnia Prestia e Comandè che partono dalla Stazione Centrale di Palermo (Piazza Cairoli). Il viaggio dura circa 50 minuti e ti lascia direttamente nel centro del paese.
Allora, ti ho convinto? Piana degli Albanesi è un luogo che ti entra nel cuore. È una Sicilia diversa, che ti sfida e ti accoglie con la sua storia millenaria e i suoi sapori autentici. E dopo aver visitato le sue chiese dorate e aver passeggiato sulle rive del suo lago, quel cannolo finale avrà un sapore ancora più dolce.
Scritto da Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
