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Concerto di Nek – Tappa European Tour di Palermo 2020 “Il mio gioco preferito”

  • Sicilia
Nek al Teatro Golden di Palermo: Il mio gioco preferito tour 2020

Filippo Neviani porta a Palermo 25 anni di carriera e un nuovo album suonato e umano: due ore di musica che non finirebbero mai.

Ci sono serate in cui si va a un concerto con la certezza di sapere già tutto, perché si conosce un artista da decenni, si conoscono le canzoni a memoria, si sa come andrà a finire. E poi ci si siede in sala, le luci si spengono, la band prende posizione sul palco, e l’artista entra, e ci si accorge che non si sapeva niente. Che ogni canzone, sentita dal vivo in quel contesto, in quel preciso momento, con quella precisa energia, diventa un’altra cosa. Diventa qualcosa di personale, di irripetibile, che non esiste fuori da quella sera.

È quello che è successo sabato 18 gennaio 2020 al Teatro Golden di Palermo, dove Nek, Filippo Neviani, ha portato la tappa siciliana del suo «Il mio gioco preferito» European Tour. Un teatro pieno, un pubblico che conosceva ogni parola di ogni canzone, e un artista sul palco che non si è mai risparmiato, nemmeno per un secondo delle due ore e più di concerto.

Un tour partito dall’Arena di Verona

La storia di questo tour comincia nell’estate del 2019, con un concerto evento all’Arena di Verona che ha segnato il ritorno di Nek sui palchi italiani dopo quattro anni di assenza. Il successo di quella serata ha dato il via all’European Tour: oltre 30 date in Italia e in Europa, partite l’8 novembre 2019 dall’Auditorium Parco della Musica di Roma e attraversate le capitali europee, da Parigi al Bataclan a Londra allo Shepherd’s Bush, da Bruxelles a Madrid, prima di tornare nei teatri italiani per una lunga serie di date che si è conclusa a Bari il 23 gennaio 2020.

Palermo era la venticinquesima tappa del tour, a pochi giorni dal finale. Ma nulla in quella serata suggeriva la stanchezza di un tour quasi concluso. Nek è arrivato sul palco del Teatro Golden con la stessa energia di chi sta cominciando, con quella capacità di fare sembrare ogni serata la prima che solo gli artisti di lungo corso sanno mantenere.

Il Teatro Golden: il palco giusto per questa musica

Il Teatro Golden di Palermo, il più grande teatro privato della città, è il contenitore ideale per questo tipo di concerto. Non è un teatro lirico, non è un club, non è un grande palazzetto: è un teatro che sta nel mezzo, con quella capienza e quella acustica che permettono alla musica di riempire ogni angolo senza perdere calore. È un luogo dove il rapporto tra artista e pubblico si stringe, dove il confine tra il palco e la platea si assottiglia, dove si sente che si è tutti lì per la stessa ragione.

E il pubblico palermitano, quella sera, ha risposto con tutto quello che sa dare: dall’inizio alla fine, ogni canzone cantata a squarciagola, ogni pausa riempita dagli applausi, ogni momento lento accompagnato da quel silenzio rispettoso che è il più bel complimento che un pubblico di teatro possa fare a un artista.

La band: quattro musicisti per un suono «umano»

Uno degli aspetti più significativi di questo tour, e dell’album che gli dà il nome, è la scelta sonora che Nek ha compiuto. Dopo il precedente disco, più marcato in senso elettronico, «Il mio gioco preferito – parte prima» è un lavoro dichiaratamente suonato, fatto di strumenti veri e di presenza fisica. E quella scelta si sentiva sul palco del Teatro Golden in ogni nota.

Con Nek c’erano quattro musicisti di grande livello: Emiliano Fantuzzi alle chitarre e alle tastiere, Luciano Galloni alla batteria, Max Elli alle chitarre, Silvia Ottanà al basso e ai synth. Una formazione compatta e rodatissima dopo mesi di tour, capace di passare senza soluzione di continuità dai brani più intimi e acustici alle esplosioni sonore delle hit più energiche, costruendo attorno a Nek uno spazio sonoro in cui la voce poteva muoversi con libertà totale.

La scaletta: 25 anni in 30 brani

Circa trenta brani per più di due ore di concerto. È il modo in cui si descrive la scaletta di questo tour, e anche in questo caso i numeri raccontano solo una parte della storia. Perché non è il numero dei brani che conta, ma la traiettoria che tracciano insieme, il modo in cui si costruisce un viaggio attraverso venticinque anni di carriera senza che nulla sembri fuori posto o messo lì per tappare un buco.

Si parte, come alla sera dell’Arena di Verona che ha inaugurato il tour, con le canzoni più recenti, con i brani dell’album nuovo che il pubblico ha imparato nell’anno appena passato. «La storia del mondo», «Mi farò trovare pronto», «Cosa ci ha fatto l’amore», «Il mio gioco preferito», «Alza la radio», «Musica sotto le bombe»: i brani di «parte prima» suonati dal vivo hanno una qualità diversa da quelli ascoltati in disco, più corposi, più presenti, con quella tensione che solo il palco sa dare.

E poi le hit. Quelle che il pubblico aspetta, quelle che si conoscono dalla prima all’ultima sillaba, quelle che hanno fatto parte di momenti importanti delle vite di chi era in platea. «Laura non c’è», «Se io non avessi te», «Sei grande», «Tu sei tu sai», «Cuori in tempesta». Quando parte il riff di «Laura non c’è», in qualsiasi teatro d’Italia, succede qualcosa di fisico nel pubblico: le persone si alzano, si guardano, sorridono, cominciano a cantare. Non è nostalgia, o non è solo nostalgia: è il riconoscimento di qualcosa che è rimasto intatto, di una canzone che non ha perso niente della sua forza originale.

SCALETTA INDICATIVA DEL TOUR (brani della scaletta confermata nel tour 2019/2020) • La storia del mondo • Sei grande • Mi farò trovare pronto • Unici • Cosa ci ha fatto l’amore • Angelo • Alza la radio • Fatti avanti amore • Il mio gioco preferito • Lascia che io sia • Musica sotto le bombe • Se io non avessi te • Cuori in tempesta • Laura non c’è • Tu sei tu sai • Mi farò trovare pronto (Di fronte a te)

Il momento che si ricorda

C’è sempre, in ogni concerto che vale la pena ricordare, un momento che emerge su tutti gli altri. Non necessariamente il brano più famoso, non necessariamente il momento più spettacolare. A volte è un gesto, una frase, una pausa tra una canzone e l’altra. Nek ha sempre avuto questa qualità: la capacità di creare un contatto diretto con chi è in platea, di fare in modo che un teatro pieno di persone si senta come una stanza piccola in cui si sta avendo una conversazione.

La mia compagna ed io siamo fans di Nek e, in quanto tali partecipiamo sempre al Soundcheck Fanclub che si tiene prima del concerto, durante le prove, e dopo c’è il contatto con i saluti e la foto con Filippo, quale momento di un concerto può essere più bello di questo? Oltre alle canzoni dal vivo, naturalmente!

Giuseppe Cianci nello scatto insieme a Filippo Neviani, in arte Nek

Ma non solo il Soundcheck Fanclub, quella sera al Teatro Golden, come nelle altre serate di questo tour, Nek ha cantato i primi brani scendendo dal palco e muovendosi tra il pubblico, circondato dai fan, senza distanza e senza protezione. Non è un trucco, non è una trovata scenica: è il modo in cui Nek concepisce il live, come una festa condivisa, come qualcosa che appartiene a tutti quelli che sono lì. Quando si è in mezzo al pubblico e si canta «Laura non c’è», e il pubblico canta con te ogni parola, la serata smette di essere un concerto nel senso convenzionale del termine. Diventa qualcos’altro. Diventa un’esperienza collettiva.

Un artista al culmine del suo rapporto col pubblico

Venticinque anni di carriera sono un punto di osservazione privilegiato. Permettono di capire cosa si è stati, cosa si è diventati, cosa si vuole essere ancora. Nek nel 2020 è un artista che conosce perfettamente il proprio peso, che sa cosa porta con sé ogni volta che sale su un palco, e che ha deciso di non sprecare niente di questo. L’album «Il mio gioco preferito» è il disco di un artista che ha smesso di seguire le tendenze e ha scelto di fare quello che sa fare meglio: scrivere canzoni che parlano di sentimenti veri con parole dirette, e suonarle in modo che si sentano.

Il tour che ha portato quell’album in giro per l’Europa e per l’Italia in questi tre mesi ha confermato che il rapporto tra Nek e il suo pubblico è qualcosa di raro: non è soltanto fidelizzazione, non è soltanto nostalgia per le canzoni degli anni Novanta. È un patto di fiducia reciproca, costruito canzone dopo canzone, concerto dopo concerto, in cui entrambe le parti sanno esattamente cosa aspettarsi l’una dall’altra, e non si deludono mai.

Il Teatro Golden di Palermo, quella sera di gennaio, ne è stato la prova più recente. Quando le luci si sono riaccese e il pubblico è uscito in via Colleoni ancora cantando, era già tutto dentro quella sensazione: la soddisfazione di chi ha assistito a qualcosa di buono, fatto bene, con rispetto per chi era lì ad ascoltare. Che poi è il minimo che si possa chiedere a un concerto. E anche il massimo.

SCHEDA EVENTO Artista Nek (Filippo Neviani) Tour «Il mio gioco preferito» European Tour 2019/2020 Data Sabato 18 gennaio 2020 Venue Teatro Golden, Palermo Indirizzo Via Colleoni, 31 – Palermo Band Emiliano Fantuzzi (chitarre e tastiere), Luciano Galloni (batteria), Max Elli (chitarre), Silvia Ottanà (basso e synth) Durata Oltre 2 ore di concerto Brani in scaletta Circa 30 brani Album di riferimento «Il mio gioco preferito – parte prima» (Warner Music Italy, 2019) Radio ufficiale del tour Radio Italia Organizzazione F&P Group / Friends & Partners Note La tappa di Palermo era la penultima settimana del tour. Seguivano Napoli (20 gen.), Lecce (22 gen.) e Bari (23 gen.)

Mi chiamo Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.

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