Castellana Sicula è un comune della provincia di Palermo, con circa 3.600 abitanti, situato a 765 metri sul livello del mare, nel cuore del Parco delle Madonie. Il paese si distende lungo un fianco meridionale delle Madonie, tra le Petralie e Polizzi Generosa, in un territorio ricco di boschi, sentieri e pianure coltivate — un paesaggio insolito e rigoglioso, reso possibile dalla rara abbondanza d’acqua che caratterizza questa zona della Sicilia interna.
La storia: un borgo di fondazione feudale
L’origine di Castellana Sicula è relativamente recente. I primi insediamenti stabili risalgono alla prima metà del XVII secolo, quando contadini e agricoltori provenienti da Gangi, Petralia, Polizzi e Caltavuturo trovarono in questa fertile pianura ottime condizioni per lavorare la terra.
Il duca di Ferrandina, feudatario del luogo, ottenne da re Filippo V di Spagna il cosiddetto ius populandi, il diritto di fondare nuovi borghi. In omaggio alla moglie Gemma, nobildonna della famiglia catalana dei Castellana, diede il suo nome alle terre sulle quali oggi sorge il paese. Castellana Sicula divenne comune autonomo solo nel 1947, con il distacco dal territorio di Petralia Sottana.
Una leggenda locale racconta che la prima costruzione del borgo fosse una palazzina rossa detta Casina Rossi, usata dal feudatario per soggiorni estivi. Si narra che la nobildonna Castellana vi fosse stata segregata e il suo spirito vaghi ancora tra le strade del paese, protettrice silenziosa degli abitanti.

Cosa vedere a Castellana Sicula:
La Chiesa Madre di San Francesco di Paola
Il principale luogo di culto del paese è la Chiesa di San Francesco di Paola, edificata nel 1799 nell’omonima piazza centrale. La facciata è segnata da due campanili squadrati, costruiti nel 1968 e ornati da orologi, mentre il portale laterale ospita un mosaico del 1973 che raffigura Cristo risorto con la Madonna e il patrono del paese. All’interno si conservano opere di notevole pregio: due tele, la Santa Barbara e il Sant’Antonio Abate, attribuite a Giuseppe Salerno, artista siciliano del Seicento noto come lo Zoppo di Gangi. Da segnalare anche un altare in legno del 1600, un’acquasantiera in marmo rosso e un antico fonte battesimale scavato in un unico blocco di pietra.
La Chiesa della Madonna della Catena
Nella frazione di Frazzucchi sorge la piccola Chiesa della Madonna della Catena, ricostruita nel 1909 su una struttura ottocentesca preesistente. Una nicchia esterna ospita una statua in gesso raffigurante la Madonna con Gesù bambino. La chiesa è da secoli meta di pellegrinaggi: i devoti vi si recano scalzi in preghiera nel mese di maggio e durante la quindicina di Ferragosto, mantenendo viva una devozione popolare di grande intensità.
La Chiesa di San Giuseppe a Calcarelli
Nella frazione di Calcarelli, la Chiesa di San Giuseppe si distingue per la sua architettura singolare: l’edificio ha la forma di una grande capanna, con un sagrato a doppia scalinata che dà su una piazza abbellita da un giardino di rose. L’interno, affrescato dal pittore Cappello negli anni Settanta, ospita un antico organo a canne ancora utilizzato durante le funzioni religiose.
Il Santuario della Madonna dell’Alto
A quota 1.918 metri, sulla vetta del Monte San Salvatore, si trova il Santuario della Madonna dell’Alto, risalente al XV secolo. Custodisce una statua in marmo attribuita a Giandomenico Gagini o alla sua scuola. Il santuario si raggiunge percorrendo una pista sterrata di circa sei chilometri che parte da Piano Mulino, un’escursione di grande suggestione, con panorami a perdita d’occhio su tutta la catena delle Madonie.
Il Museo Civico e la Zona Archeologica di Contrada Muratore
Il Museo Civico in contrada Muratore è il punto di riferimento culturale del borgo. L’esposizione si articola in due sezioni: quella etnoantropologica, con oggetti e strumenti della civiltà contadina locale, anfore, brocche, attrezzi agricoli, monete in bronzo, e quella archeologica, con reperti di epoca ellenistico-romana, tardo-imperiale e medievale. Attorno al museo si trovano i resti di una villa romana con le sue terme e numerosi ambienti ipogei, probabilmente usati come stalle per secoli, inseriti in un’area percorribile grazie ad una sentieristica apposita.
Da sapere: tra i siti di interesse archeologico del territorio comunale si segnalano anche la Grotta del Vecchiuzzo (insediamento plurifamiliare dal III millennio al II secolo a.C., che ha dato origine al cosiddetto Stile di Petralia) e i resti di tombe ad inumazione di età preromana a Cozzo Moro (1.165 m).

La Città dei Murales
Castellana Sicula si è guadagnata l’epiteto di “Città dei Murales” grazie al ricco patrimonio di opere d’arte che dal 1994 decorano strade, vicoli e incroci del centro abitato. Artisti italiani e stranieri, tra cui Croce Taravella e Francesco Lo Cascio, hanno lasciato sui muri del paese affreschi colorati che raccontano scene di vita contadina, simboli della tradizione siciliana e temi legati al territorio. Passeggiare per il paese è di per sé una piccola galleria d’arte a cielo aperto.

Il Parco della Lavanda
Poco fuori dall’abitato, Castellana Sicula nasconde una sorpresa inattesa: un campo di lavanda, noto localmente come Parco della Lavanda, che in estate si tinge di viola intenso, regalando un paesaggio quasi provenzale tra le montagne siciliane. Il periodo migliore per visitarlo va da maggio a giugno, quando la fioritura è al culmine. Un angolo di rara bellezza, poco conosciuto, perfetto per i fotografi e gli amanti della natura.
Il Mulino Petrolito
Sulla strada comunale che collega Castellana alla frazione di Nociazzi si trova il Mulino Petrolito, un antico mulino ad acqua che testimonia l’economia rurale del passato e merita una sosta per chi percorre i sentieri della zona.
Le tradizioni e le feste
Il calendario festivo di Castellana Sicula è ricco e vivace, distribuito tra il paese e le sue frazioni durante tutta l’estate.
La festa più attesa è quella del patrono San Francesco di Paola, celebrata la seconda domenica di luglio. Tra le manifestazioni più suggestive c’è la Festa della Madonna dell’Alto, che si svolge la prima domenica di luglio sulla vetta del Monte San Salvatore, con una processione in quota di grande partecipazione popolare.
Nei primi giorni di agosto va in scena il Ballo della Cordella, un’antichissima danza di fertilità eseguita da 24 danzatori che reggono ciascuno il capo di un nastro legato alla sommità di un palo alto tre metri, intrecciando movimenti che avvolgono il palo in un motivo decorativo. Ad accompagnare la festa, le tavole imbandite con le specialità locali: pecorino, salumi, pasta al baccalà e frittelle dolci.
A febbraio o inizio marzo si celebra il Carnevale delle Madonie, mentre a settembre la Sagra del Pane anima il paese con degustazioni e laboratori di panificazione tradizionale. Il mese di dicembre porta con sé la Festa di Santa Barbara e la sagra del cucciddato, il tipico dolce natalizio di queste zone.
La gastronomia: amaretti, cioccolato e sfoglio
Castellana Sicula è considerata una delle capitali della pasticceria delle Madonie. Il dolce simbolo del paese sono gli amaretti di pasta di mandorle, preparati sin dagli anni Cinquanta in ogni casa e oggi prodotti da alcune botteghe artigianali di qualità. A questi si affianca la tradizione della cioccolata artigianale, che ha consolidato la fama del borgo tra i golosi.
Da non perdere anche lo sfoglio, la torta tipica delle Madonie condivisa con Petralia Sottana, Petralia Soprana e Polizzi Generosa: un dolce di pasta frolla farcito con tuma fresca, zuccata, albume, cioccolato, zucchero e cannella, riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale siciliano.
Come arrivare e dintorni
Castellana Sicula si raggiunge dall’autostrada A19 Palermo-Catania (uscita Tremonzelli o Tre Monzelli, direzione Petralia) o dall’A20 Palermo-Messina (uscita Cefalù, poi verso Collesano e le Madonie). Il paese è un ottimo punto di partenza per esplorare l’intero Parco delle Madonie: nei dintorni si trovano Piano Battaglia (con impianti sciistici e passeggiate invernali) e il Parco Avventura Madonie, ideale per le famiglie con bambini.
Consiglio di viaggio: se visiti Castellana tra maggio e giugno, non perdere il campo di lavanda in fioritura. Se sei in zona ad agosto, fermati per il Ballo della Cordella: è uno degli spettacoli folkloristici più autentici delle Madonie.
Mi chiamo Giuseppe Cianci. Sono un blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi. Racconto la Sicilia attraverso luoghi, tradizioni, cucina e fotografie originali.
