Canali, case storte, fiori e una fila che non finiva mai: un lunedì di Pasqua nella capitale olandese
C’è una cosa che capita ad Amsterdam anche quando non te l’aspetti: la città ti sorprende a ogni angolo. Avevo già sentito descrizioni, avevo già visto foto, ma trovarsi davvero su uno di quei ponti stretti, con il canale che si allunga davanti e le case del Seicento che si specchiano nell’acqua color ardesia, è una cosa diversa. Eravamo a Pasquetta, il lunedì di Pasqua, ospiti dei nostri amici che vivono in Olanda da anni e che hanno la generosità di chi conosce i luoghi bene e vuole mostrarteli senza fretta. Da casa loro ad Amsterdam ci vuole circa un’ora e mezza di macchina. E così, la mattina di Pasquetta, siamo partiti.
Amsterdam in un giorno è troppo poco, lo sapevamo. Ma una giornata intera, camminando senza un piano rigido, lasciandoci trascinare dai vicoli e dai canali, ci dà comunque una sensazione precisa: quella di una città che ha trovato il modo di essere insieme bella e vissuta, storica e moderna, caotica e silenziosa, dipende solo da quale canale la stiamo percorrendo.

Le case storte: un equilibrio impossibile che dura da quattro secoli
La prima cosa che colpisce davvero, camminando nel centro storico di Amsterdam, è l’inclinazione delle case. Non è un’impressione ottica: le case sono effettivamente storte, pendono in avanti, si appoggiano l’una all’altra come se stessero cercando un equilibrio che hanno già trovato secoli fa. Non è un difetto costruttivo: è una scelta deliberata. Le case del Seicento olandese, costruite su palafitte conficcate nella sabbia e nel fango del delta del Reno, venivano progettate appositamente con una leggera inclinazione in avanti, per permettere di issare le merci dal basso verso l’alto con funi e carrucole senza che i carichi urtassero la facciata durante la salita. Quella grisaglia di campanili e cornicioni appena inclinati verso il canale è una delle immagini più riconoscibili d’Europa, e di persona è ancora più bella che nelle fotografie.

Il centro storico di Amsterdam, con la sua cintura di canali concentrici, è patrimonio dell’umanità UNESCO dal 2010 sotto il nome di Grachtengordel, letteralmente la cintura dei canali. I tre canali principali, il Prinsengracht (canale del principe), il Keizersgracht (canale dell’imperatore) e l’Herengracht (canale dei signori) disegnano archi concentrici intorno al centro medievale. La rete complessiva conta 165 canali per oltre cento chilometri di lunghezza, 90 isole artificiali e 1.281 ponti. Il modo migliore per capire la geometria di tutto questo è salire su un ponte e guardare in entrambe le direzioni: il canale si allunga verso l’orizzonte tra due file di case inclinate, barche ormeggiate, biciclette appoggiate ai parapetti, alberi che mettono le prime foglie primaverili.

Piazza Dam e il Palazzo Reale: il cuore della città
Piazza Dam è il punto di partenza naturale per chiunque visiti Amsterdam per la prima volta. È la piazza più grande del centro, quella da cui si misura la distanza da tutto il resto, quella in cui la città si apre e il respiro si fa più largo dopo i vicoli stretti del Grachtengordel. Il nome è semplice e letterale: Dam significa diga, e qui nel XIII secolo fu costruita la prima diga sul fiume Amstel da cui Amsterdam prende il nome.

Su piazza Dam si affaccia il Palazzo Reale, il Koninklijk Paleis, uno degli edifici più imponenti del centro città. Fu costruito come municipio tra il 1648 e il 1665, in piena età dell’oro olandese, su progetto dell’architetto Jacob van Campen, ed è considerato uno dei più grandi edifici in stile classico dei Paesi Bassi. Nel 1808 Napoleone trasformò la città in capitale del regno olandese affidato al fratello Luigi e il municipio divenne palazzo reale, ruolo che mantiene ancora oggi come residenza ufficiale della famiglia reale per cerimonie di Stato e ricevimenti diplomatici. La facciata è maestosa, con le sue pilastrate di pietra arenaria grigia, il timpano decorato con le allegorie della pace e della prosperità, e la cupola centrale sormontata dal galeone simbolo di Amsterdam. L’ho visitato per intero, ed è stato uno di quei momenti che merita un racconto tutto suo, che arriverà in un prossimo articolo.

Al centro della piazza si trova il Nationaal Monument, un obelisco di travertino alto 22 metri eretto nel 1956 in memoria delle vittime della Seconda guerra mondiale olandese. Intorno, le solite scene di una grande piazza europea: artisti di strada, turisti con le borse dei souvenir, piccioni imperterriti, ragazzi seduti sui gradini.
I canali: camminare senza meta e trovarsi ovunque
Una delle cose che mi è piaciuta di più di Amsterdam è che non si riesce a perdersi nel modo sbagliato. I canali concentrici sono come una bussola ad acqua: ti orientano senza che tu te ne accorga, e anche quando prendi una via a caso e finisci in un vicolo che non conosci, basta arrivare al canale successivo e ritrovare il senso della direzione. Abbiamo camminato per ore lungo il Prinsengracht, il Singel, il Keizersgracht, guardando le case galleggianti ormeggiate lungo le rive, le barche da diporto, le bici che sfrecciavano su ogni marciapiede con quella sicurezza tranquilla tipica di chi è cresciuto in sella.

Perché le biciclette sono un capitolo a parte, ad Amsterdam. La città ne ha circa 900.000: più delle automobili, più degli abitanti. Ci sono piste ciclabili ovunque, i semafori hanno cicli dedicati, e il pedone che non sta attento si trova spesso a fare un passo indietro quando arriva uno di quegli sciami silenziosi di bici. Non è ostilità, è semplicemente l’ordine naturale delle cose in questa città. La bicicletta infiorata di rosa che ho fotografato sul canale, incatenata al parapetto di un ponte, era probabilmente lì da molto tempo, diventata nel frattempo parte del paesaggio, quasi una dichiarazione d’amore alla città e al suo modo di essere.

Il Bloemenmarkt: l’unico mercato dei fiori galleggiante al mondo
Il Bloemenmarkt si trova sul canale Singel, tra la Muntplein e la Koningsplein, ed è l’unico mercato dei fiori galleggiante al mondo: le bancarelle sono installate su chiatte ormeggiate una di seguito all’altra lungo la riva, e dall’esterno sembrano una normale via commerciale finché non noti che quello sotto i tuoi piedi è legno e non cemento, e che l’acqua del Singel scorre a poche decine di centimetri dalla tua scarpa.

Il mercato risale al 1862, quando i fiorai usavano le chiatte per trasportare i fiori dalla campagna al centro della città e li esponevano direttamente sull’acqua. Oggi le chiatte sono fisse, ma l’atmosfera di quell’epoca sopravvive nei colori e nei profumi che ti investono appena si entra: tulipani di ogni varietà, bulbi confezionati per l’esportazione, narcisi, giacinti, rose, fiori secchi, bonsai, piante di ogni tipo. I tulipani sono naturalmente la star: ne ho visti di colori che non immaginavo esistessero, dal bianco candido al viola quasi nero, passando per striature e sfumature che sembrano dipinte a mano. È uno dei souvenir più logici che si possano portare a casa dall’Olanda, a patto di verificare che i bulbi siano certificati per il passaggio in dogana. Un festival per gli occhi e per il naso.

Il Museumplein: Rijksmuseum e Van Gogh, anche solo da fuori
Il Museumplein, la piazza dei musei, si trova a circa due chilometri a sud-ovest da Piazza Dam, nel quartiere Museumkwartier. È una grande area verde su cui si affacciano tre dei musei più importanti d’Europa: il Rijksmuseum, il Van Gogh Museum e lo Stedelijk Museum. L’abbiamo raggiunta a piedi nel pomeriggio, attraversando il Vondelpark, il grande parco di stile inglese che in una giornata di primavera si riempie di famiglie, cani, musicisti improvvisati e ciclisti.

Il Rijksmuseum è già di per sé un’opera d’arte: il palazzo neogotico progettato da Pierre Cuypers, inaugurato nel 1885, ha una facciata che ricorda più una cattedrale che un museo. Dentro custodisce oltre 8.000 opere distribuite su 80 sale e quattro piani, dall’arte medievale fino al Novecento, con il nucleo del cosiddetto Secolo d’Oro olandese come vero e proprio cuore pulsante: Rembrandt, Vermeer, Frans Hals. La Ronda di Notte di Rembrandt è qui, in una sala progettata appositamente per ospitarla. Non avevamo prenotato l’ingresso, e la fila era lunga. Abbiamo deciso di ammirare l’esterno e rimandare la visita a un prossimo viaggio, con i biglietti acquistati in anticipo come si dovrebbe fare.

Accanto al Rijksmuseum, il Van Gogh Museum è il museo più visitato dei Paesi Bassi, con circa un milione e mezzo di visitatori ogni anno. Ospita la più grande collezione al mondo di opere di Vincent van Gogh: circa 200 dipinti, 550 tra disegni e acquarelli, e un vasto archivio di lettere. Le opere sono organizzate cronologicamente secondo i periodi della vita del pittore, dalla fase olandese alla Provenza, fino ai momenti drammatici di Saint-Rémy e Auvers-sur-Oise. È stato inaugurato nel 1973, con la collezione che apparteneva al fratello Theo. Anche qui, ci siamo fermati fuori, guardando la lunga coda che si avvolgeva intorno all’edificio. Amsterdam insegna: i musei si prenotano online, con giorni se non settimane di anticipo. Ma la sola vista della piazza, con i due edifici affiancati e la grande area verde davanti, vale da sola una camminata.

La Casa di Anna Frank: la fila più lunga della città
Sul canale Prinsengracht, al numero 263, si trova la Casa di Anna Frank, il rifugio segreto in cui la famiglia Frank si nascose per oltre due anni, dal luglio 1942 all’agosto 1944, prima di essere scoperta e deportata nei campi di concentramento nazisti. Oggi è uno dei musei più visitati dei Paesi Bassi, terzo dopo il Van Gogh Museum e il Rijksmuseum, con oltre un milione di visitatori l’anno. E si vede, dalla fila.

Quando siamo arrivati davanti al piccolo edificio sul Prinsengracht, c’era una coda che si snodava per decine e decine di metri lungo il marciapiede del canale. Senza prenotazione online, che va fatta con almeno due settimane di anticipo, non si entra: i biglietti del giorno, se ci sono, si esauriscono in pochi minuti. Abbiamo guardato la facciata sobria di quell’edificio del 1635, ci siamo fermati qualche minuto in silenzio, e abbiamo rinunciato. Non è stata una resa: è stato il riconoscimento che certi luoghi vanno preparati, non improvvisati. La Casa di Anna Frank merita di essere visitata con il tempo giusto, senza la fretta di chi ha un aereo da prendere il giorno dopo. Ci tornerò, con il biglietto prenotato e la testa libera.

Nel frattempo, la sua storia era già con noi: la facciata stretta, le finestre che guardano sul canale, il pensiero di una ragazza di tredici anni che scriveva il suo diario in quelle stanze nascoste dietro la libreria girevole. Alcune cose non hanno bisogno di un biglietto per farti capire quanto contano.

Amsterdam: la prossima volta
Siamo tornati a casa degli amici, dove eravamo ospitati, la sera con il traffico delle autostrade piene di auto con targhe francesi, tedesche e olandesi che rientravano dalla Pasquetta. I piedi erano stanchi e la testa era piena. Amsterdam in un giorno è poco, ma anche tanto: poco per i musei, per le mostre, per le case galleggianti, per il quartiere Jordaan con i suoi negozietti e i suoi caffè. Ma tanto per capire il carattere di una città che ha costruito la propria bellezza sull’acqua, che ha fatto della bicicletta una filosofia di vita, che tiene i fiori in ogni angolo e li vende su chiatte ormeggiate nel canale da più di centosessant’anni.

Ci tornerò. Con le prenotazioni già fatte per il Van Gogh e per la Casa di Anna Frank, ma anche per una visita allo Stadio Johan Crujff Arena che ho visto solo dall’esterno perchè era visitabile fino alle 16,30, sono arrivato tardi anche qui. Ci torneremo, io e la mia compagna di nuovo, anche per ritrovare i nostri amici con cui il tempo è volato, in bellissima compagnia.
| ✦ CONSIGLI PRATICI PER AMSTERDAM 📍 Amsterdam è la capitale dei Paesi Bassi. Il centro storico (Grachtengordel) è dichiarato Patrimonio UNESCO dal 2010. ✈️ In aereo: l’Aeroporto Internazionale di Amsterdam Schiphol (AMS) è uno degli hub più trafficati d’Europa. Dal terminal alla Stazione Centrale di Amsterdam in treno diretto bastano circa 15-20 minuti. 🚆 In treno: da Arnhem, Amsterdam Centraal si raggiunge in circa 40 minuti con i treni Intercity diretti. Da Rotterdam circa 40 minuti, da L’Aia circa 50 minuti. 🎫 Musei: Rijksmuseum (27 euro), Van Gogh Museum (26 euro) e Casa di Anna Frank richiedono prenotazione online obbligatoria, con largo anticipo per i periodi festivi. La Amsterdam City Card include ingressi e trasporti. 🌷 Bloemenmarkt (Singel, tra Muntplein e Koningsplein): aperto lunedì-sabato 9:00-17:30, domenica 11:00-17:30. Ingresso libero. I bulbi confezionati sono acquistabili e certificati per il trasporto in aereo. 🏛️ Palazzo Reale (Piazza Dam): aperto al pubblico tranne durante le cerimonie di Stato. Verificare orari sul sito ufficiale prima della visita. 🚲 Biciclette: noleggiabili ovunque in città da circa 10-15 euro al giorno. Attenzione alle piste ciclabili: hanno sempre la precedenza sul pedone. |
Scritto da Giuseppe Cianci · Blogger siciliano, tour leader e fotografo di viaggi
